Prossima udienza: il 30 settembre 2019

Processo a Giovanni Caterino, nominato perito per trascrizioni conversazioni

"Abbiamo una lettura alternativa dei fatti", ha detto a StatoQuotidiano il legale dell'uomo


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Foggia, 18 luglio 2019. Nominato un perito per le trascrizioni delle conversazioni telefoniche e ambientali relative al provvedimento a carico di Giovanni Caterino, 39enne di Manfredonia, arrestato nell’ottobre 2018 dai Carabinieri del Comando provinciale di Foggia con l’accusa di “concorso nel quadruplice omicidio” di San Marco in Lamis e di detenzione delle armi utilizzate ipoteticamente il giorno dei fatti.

Come risaputo, nell’agguato dell’estate 2017 – nelle campagne di San Marco in Lamis – persero la vita i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, di 47 e di 43 anni, colpiti probabilmente per aver assistito involontariamente all’uccisione di Mario Luciano Romito e di suo cognato, Matteo De Palma.

Il procedimento. Dopo un iniziale rinvio, lo scorso 15 luglio 2019 si è svolta un’udienza relativa al procedimento penale (con rito ordinario) a carico di Caterino, difeso dall’avvocato Giulio Treggiani. Sono state accolte tutte le richieste di costituzione delle parti civili: Comune di San Marco in Lamis, Regione Puglia e familiari delle vittime.  Ammesse le prove presentate dalle parti.

Abbiamo una lettura alternativa dei fatti“, ha detto a StatoQuotidiano il legale dell’uomo, relativamente alle accuse a carico dell’imputato. Prossima udienza: il 30 settembre 2019.


Procedimento a carico di Luigi Palena. Come già pubblicato il 12 luglio 2019, è invece partito negli scorsi giorni presso il Tribunale di Foggia il procedimento penale (con rito abbreviato) a carico di Luigi Palena, 49enne di Manfredonia, arrestato anch’egli nell’ottobre 2018 dai Carabinieri di Foggia – nel corso della stessa operazione citata in premessa – con l’accusa di “detenzione e porto d’arma”.

La detenzione dell’arma non ha alcun legame con il fatto omicidiale, avvenuto mesi prima, dunque nessun riferimento all’imputazione contestata”. Ha riferito a StatoQuotidiano l’avvocato del Palena.

“Abbiamo chiesto lo svolgimento del rito abbrievato – ha detto l’avvocato – condiziato alla trascrizione dell’unica captazione ambientale che vede interagire Palena con l’altro indagato Giovanni Caterino, poichè riteniamo che la conversazione non abbia il senso attribuito dal Pm. Dal punto di vista della difesa dell’uomo – continua l’avvocato – il Caterino non fa riferimento alla volontà di pulire la pistola ma tutt’altro. L’arma non è mai stata nominata nel corso della conversazione e, soprattutto, a seguito della perquisizione delle forze dell’ordine non è stata mai rinvenuta alcuna pistola nell’abitazione e nelle pertinenze dell’abitazione del citato Palena”.

Il procedimento è stato rinviato a fine settembre 2019 “per dare la possibilità alla difesa di valutare un’eventuale opposizione alla richiesta di costituzione di parte civile di alcuni colleghi (per conto della Regione Puglia, del Comune di San Marco in Lamis e della famiglia Luciani,ndr) perchè, a mio giudizio – spiega l’avvocato del Palena – non hanno nulla da pretendere dal mio assistito. Ribadisco: la detenzione dell’arma non ha alcun collegamento con il fatto omicidiale, avvenuto mesi prima, e dunque rispetto alla nostra imputazione”.

REDAZIONE STATOQUOTIDIANO – RIPRODUZIONE RISERVATA

Processo a Giovanni Caterino, nominato perito per trascrizioni conversazioni ultima modifica: 2019-07-18T17:28:19+00:00 da Redazione



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