VIESTE – La partecipazione dello scrittore israeliano Eshkol Nevo al festival Il Libro Possibile accende il dibattito in Puglia e alimenta nuove tensioni legate al conflitto in Medio Oriente. L’autore, atteso martedì sera a Vieste nell’ambito della rassegna letteraria, è al centro delle contestazioni promosse da gruppi filopalestinesi, che chiedono agli organizzatori di riconsiderare la sua presenza.
La vicenda si inserisce in un clima già segnato da iniziative di protesta in diverse località pugliesi. A Ostuni è stata annunciata una manifestazione davanti al resort Four Seasons, mentre a Vieste l’attenzione si concentra sull’appuntamento con Nevo, ritenuto dai manifestanti un rappresentante della cultura israeliana in un momento di forte tensione internazionale.
Le polemiche hanno coinvolto anche l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, monsignor Franco Moscone, intervenuto nel dibattito con posizioni che hanno suscitato un vivace confronto pubblico.
Al centro della discussione vi è anche il profilo dello stesso Eshkol Nevo. Lo scrittore è noto, infatti, per aver espresso in più occasioni critiche nei confronti del governo guidato da Benjamin Netanyahu, distinguendosi per posizioni spesso lontane dall’attuale esecutivo israeliano. Un elemento che, secondo i sostenitori della sua partecipazione, dovrebbe favorire il confronto culturale anziché alimentare contrapposizioni.
L’edizione 2026 del Libro Possibile si trova così a fare i conti con un dibattito che va oltre l’ambito letterario, intrecciando cultura, politica e attualità internazionale. Gli organizzatori, al momento, confermano il programma della manifestazione, ribadendo la vocazione del festival come spazio di dialogo e confronto tra idee.
La presenza di Nevo continua intanto a dividere l’opinione pubblica, tra chi ritiene che la cultura debba restare un terreno aperto al dialogo e chi, invece, considera inopportuna la partecipazione di autori israeliani nell’attuale contesto geopolitico. Fonte: la Repubblica Bari.



