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INTIMIDAZIONI MAFIOSE Foggia, intimidazioni mafiose ed estorsione a Canonico: il processo riprende a settembre

Nuova udienza in programma dopo l’estate nel procedimento a carico di Danilo Mustaccioli

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
18 Luglio 2026
Cronaca // Focus e Inchieste //

FOGGIA – Riprenderà a settembre il processo a carico di Danilo Mustaccioli, 49 anni, foggiano, detenuto e già noto alle forze dell’ordine, accusato di concorso in tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni dell’ex presidente del Foggia Calcio Nicola Canonico.

Secondo l’accusa, Mustaccioli avrebbe partecipato materialmente a quattro delle cinque intimidazioni organizzate per costringere Canonico a dimettersi e a cedere la società rossonera.

Nel corso dell’ultima udienza sono stati ascoltati Vincenzo Milillo, all’epoca direttore generale del Foggia Calcio, e il capo tifoso Antonello D’Ascanio, entrambi vittime di attentati incendiari nel marzo del 2024 e costituiti parti offese nel procedimento.

I due testimoni hanno dichiarato di non conoscere Mustaccioli e di non aver mai avuto rapporti, né diretti né indiretti, con lui. Le stesse risposte erano state fornite nell’udienza del 20 maggio da Nicola Canonico e dal figlio Emanuele, entrambi costituiti parte civile.

Gli interrogatori resi da Milillo e D’Ascanio durante le indagini sono stati acquisiti agli atti su accordo tra la Direzione distrettuale antimafia e il difensore dell’imputato, l’avvocato Massimo Garruto.

L’indagine della Dda portò a quattro arresti nel maggio del 2025. Tre degli imputati hanno scelto il rito abbreviato e sono già stati condannati dal gup di Bari.

A Marco Lombardi, ritenuto il regista della strategia intimidatoria e reo confesso, sono stati inflitti 7 anni, 2 mesi e 20 giorni. Il cognato Massimiliano Russo è stato condannato a 5 anni e 6 mesi, mentre Fabio Delli Carri ha ricevuto una pena di 5 anni e 10 mesi.

Mustaccioli ha invece scelto il giudizio ordinario e si dichiara innocente.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, le intimidazioni sarebbero state messe in atto per costringere Canonico a lasciare la presidenza e a vendere il club. Tra gli episodi contestati figurano le fucilate esplose il 18 giugno 2023 contro la Jeep dell’allora capitano Davide Di Pasquale e i roghi delle auto di dirigenti e tifosi avvenuti tra il 14 e il 16 marzo 2024.

L’impianto accusatorio nei confronti di Mustaccioli non si fonda sulle dichiarazioni delle vittime, ma principalmente su intercettazioni telefoniche e ambientali.

Per la Dda, l’imputato avrebbe agito come “braccio armato” di Lombardi. In particolare, l’11 marzo 2024, tre giorni prima della serie di incendi, Mustaccioli e Delli Carri sarebbero stati intercettati a bordo di una Renault Clio mentre effettuavano alcuni sopralluoghi.

Secondo gli investigatori, una conversazione captata in quell’occasione conterrebbe riferimenti al compenso da aumentare per gli attentati e alle precedenti fucilate contro l’auto dell’ex capitano rossonero.

La difesa contesta però questa interpretazione. L’avvocato Garruto sostiene che il contenuto dell’intercettazione avrebbe un significato diverso e sottolinea come Mustaccioli non sia mai stato coinvolto in precedenti indagini sulla mafia foggiana.

Secondo la tesi difensiva, anche nell’ipotesi in cui fosse stato inizialmente coinvolto nel progetto intimidatorio, Mustaccioli si sarebbe poi tirato indietro prima della commissione dei reati.

A settembre saranno ascoltate altre vittime

Nella prossima udienza saranno sentiti l’ex capitano del Foggia Calcio Davide Di Pasquale e Giuseppe Severo, allora segretario generale della società, la cui auto venne incendiata nel marzo del 2024.

Oltre a loro sono previsti altri otto testimoni indicati dall’accusa.

La difesa ha invece inserito nella propria lista un solo nome: quello di Marco Lombardi. L’avvocato Garruto intende chiedergli quali rapporti avesse con Mustaccioli e se si sia mai rivolto a lui per organizzare le intimidazioni contestate.

Lombardi, tuttavia, in quanto coimputato, potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. Durante l’udienza preliminare aveva ammesso genericamente i fatti, limitandosi a dichiarare: «Ammetto i fatti».

Il processo riprenderà dunque a settembre, quando entrerà nel vivo l’esame dei testimoni legati agli episodi più gravi dell’inchiesta. Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno.it.

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