PESCHICI (FG) – Il sindaco di Peschici, Luigi D’Arenzo, interviene sulla vicenda che ha coinvolto la Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus, destinataria di un provvedimento della Regione Puglia che dispone la cessazione dell’attività nei locali di via Solferino e l’applicazione della sanzione amministrativa minima di 10mila euro per il trasferimento della struttura in assenza delle autorizzazioni previste dalla legge regionale.
Il primo cittadino definisce la situazione «senza parole» e ricostruisce i fatti che, secondo la sua versione, risalgono al 2021. Con la deliberazione della Giunta comunale n. 137 del 4 novembre 2021, l’allora amministrazione approvò infatti lo schema di contratto di comodato per trasferire il presidio riabilitativo da via Trento ai locali di via Solferino.
“Locali non autorizzati”
D’Arenzo evidenzia che l’intero immobile di via Solferino non è di proprietà del Comune ma dell’ASL e sostiene che il trasferimento sarebbe avvenuto senza il necessario iter autorizzativo.
«I servizi del Centro Padre Pio – afferma – furono trasferiti in locali non idonei all’erogazione delle prestazioni. Le autorizzazioni previste dalla normativa regionale, comprese le visite ispettive necessarie al rilascio dell’autorizzazione all’esercizio, non furono mai richieste e, di conseguenza, mai rilasciate».
Una ricostruzione che trova riscontro anche nel provvedimento regionale, secondo cui il trasferimento nella sede di via Solferino sarebbe avvenuto senza la preventiva autorizzazione prevista dagli articoli 18 e 28 della legge regionale n. 9/2017, configurando un trasferimento “sine titulo”. La Regione ha quindi disposto la cessazione dell’attività nella sede non autorizzata e l’irrogazione della sanzione amministrativa prevista dalla normativa.
Il trasferimento in via Cavour
Il sindaco ricorda quindi la decisione dell’attuale amministrazione di trasferire il servizio nella nuova sede di via Cavour.
«Accertata la situazione – spiega – abbiamo provveduto a trasferire i servizi in via Cavour, in locali di proprietà comunale, preventivamente autorizzati dalla ASL e dalla Regione Puglia, garantendo così la continuità di un servizio essenziale per la comunità».
Secondo D’Arenzo, il provvedimento notificato il 17 luglio 2026 confermerebbe la correttezza della scelta amministrativa adottata.
«Qualcuno mi aveva consigliato di non procedere con il trasferimento da via Solferino a via Cavour, sostenendo che avrei corso chissà quali rischi. I fatti hanno invece dimostrato che quella decisione era non solo corretta, ma necessaria».
“Il vero rischio era perdere il servizio”
Nelle conclusioni il primo cittadino ribadisce che la priorità dell’amministrazione è stata quella di evitare l’interruzione dell’assistenza.
«Il vero rischio sarebbe stato perdere un servizio essenziale come quello del Centro Padre Pio, con gravi conseguenze per gli utenti. Ora ci auguriamo che questa vicenda non comporti ulteriori aggravi economici a carico della collettività», conclude il sindaco.
La vicenda resta ora aperta sul piano amministrativo, mentre la Regione ha già chiarito che le prestazioni sanitarie potranno essere erogate esclusivamente in sedi regolarmente autorizzate e accreditate.



