FOGGIA – È polemica a Foggia sulla scelta dell’Amministrazione comunale di tornare, in occasione del Ferragosto 2026, ai tradizionali spettacoli pirotecnici ad alto impatto sonoro. A contestare la decisione è Nunzio Angiola, consigliere comunale e segretario provinciale del movimento Cambia, che parla di «grave passo indietro» rispetto alla scelta compiuta negli anni precedenti.
Secondo Angiola, infatti, nel 2024 e nel 2025 il Comune aveva optato per spettacoli pirotecnici a basso impatto acustico, avviando un percorso che, a suo giudizio, avrebbe dovuto essere consolidato e non abbandonato.
«Non è una semplice scelta discutibile – sostiene Angiola –. È un grave passo indietro, compiuto peraltro senza alcuna spiegazione pubblica».
«Una città già sottoposta a un continuo bombardamento acustico»
Nel suo intervento, il consigliere pone l’accento anche sul fenomeno dei botti esplosi quotidianamente in diverse zone della città.
«A Foggia il problema dei botti non riguarda soltanto il Ferragosto – afferma –. La città è ormai sottoposta a un continuo bombardamento acustico: fuochi e petardi vengono esplosi praticamente ogni sera, quasi in tutti i quartieri e fino ai Campi Diomedei».
Per Angiola, compleanni, ricorrenze e festeggiamenti privati diventano troppo spesso occasioni per utilizzare fuochi e petardi, con conseguenze sulla tranquillità dei residenti.
Da qui la critica all’Amministrazione comunale, accusata di aver rinunciato a promuovere una modalità diversa di festeggiare.
«Invece di educare la città a un modo diverso e più rispettoso di festeggiare – sostiene il consigliere – l’Amministrazione si è arresa alla vecchia logica del “si è sempre fatto così”».
L’impatto su animali, bambini e persone fragili
Nel documento diffuso da Cambia, Angiola sottolinea inoltre come la questione non possa essere considerata esclusivamente un problema di rumore.
Le esplosioni improvvise, secondo il consigliere, possono provocare paura, stress e disorientamento negli animali, mentre bambini, anziani e persone particolarmente sensibili ai rumori forti possono vivere situazioni di disagio e ansia.
«I botti non sono soltanto una questione di rumore o di gusto personale», evidenzia Angiola, chiedendo che l’Amministrazione tenga conto delle diverse esigenze della comunità nella programmazione degli eventi pubblici.
«Sindaca e assessora spieghino il cambio di rotta»
Nel mirino finiscono anche la sindaca Maria Aida Episcopo e l’assessora alla Cultura Alice Amatore, alle quali Angiola chiede di chiarire pubblicamente le ragioni della scelta.
«Se esiste una motivazione, la sindaca Maria Aida Episcopo e l’assessora alla Cultura Alice Amatore hanno il dovere di illustrarla pubblicamente ai cittadini», afferma.
Il consigliere comunale avanza quindi una serie di proposte: rendere definitivo il divieto di utilizzare fuochi pirotecnici rumorosi nelle manifestazioni pubbliche comunali, privilegiando spettacoli piromusicali, silenziosi o comunque a bassissimo impatto acustico.
Chiesto inoltre un piano straordinario di controllo contro l’utilizzo indiscriminato di botti e fuochi d’artificio nei quartieri.
«Festeggiare è un diritto, disturbare non lo è»
La posizione di Angiola si chiude con un appello all’Amministrazione affinché assuma una linea chiara sul tema.
«Festeggiare è un diritto, disturbare e mettere a rischio la tranquillità degli altri non lo è», sostiene il segretario provinciale di Cambia.
E conclude con una bocciatura netta della scelta compiuta per il Ferragosto 2026: «Foggia aveva cominciato a cambiare. Ora torna indietro».
Per Angiola, dunque, il ritorno ai fuochi rumorosi rappresenterebbe non soltanto una scelta legata all’organizzazione degli spettacoli, ma «una resa» rispetto a un percorso di maggiore attenzione alla convivenza, alla tutela delle persone e al benessere degli animali.



