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PROCEDIMENTO Lacedonia, una stazione elettrica a cento metri da tre case: la famiglia Scola presenta osservazioni

Assistita dall'avvocato Marco Trivisonne del Foro di Foggia e dal geometra Alfonso Sansone, tecnico di parte, la famiglia chiede alla Regione Campania di spostare l'opera

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
18 Agosto 2026
Cronaca // Foggia //

LACEDONIA — In contrada Macchialupo tre case stanno una accanto all’altra. Ci vivono tre generazioni della famiglia Scola: il nonno, il figlio, il nipote. Campagna vera, dove il rumore più forte è il vento.

A poco più di cento metri dalle loro finestre dovrebbe sorgere la stazione elettrica del parco eolico “Origlia”: non una pala, ma l’impianto fisso che raccoglie l’energia di sei aerogeneratori e la immette nella rete nazionale, su un’area recintata di oltre mezzo ettaro destinata a restare lì per tutta la vita dell’impianto. Contro quella collocazione la famiglia ha depositato oggi le proprie osservazioni, di natura tecnico-legale, di oltre 40 pagine alla Regione Campania, con l’assistenza dell’avvocato Marco Trivisonne, del Foro di Foggia, e del geometra Alfonso Sansone, nominato tecnico di parte.

Cosa significa avere una stazione elettrica a quella distanza. Significa un cantiere di mesi, con mezzi pesanti sulle strade di campagna. Significa trasformatori che lavorano giorno e notte, con un ronzio continuo che a cento metri si sente, soprattutto di notte quando cala il vento. Significa campi elettromagnetici da misurare e fasce di rispetto da rispettare: la legge le prevede proprio perché quegli impianti non stiano vicino alle case. Significa il valore di quelle case, che nessuno pagherebbe più allo stesso prezzo. E significa un paesaggio agricolo che cambia per sempre, in una contrada dove quella famiglia sta da tre generazioni.

Nessuno è andato a dirglielo. Né una lettera, né un avviso alla porta. L’hanno saputo per caso, e si sono ritrovati pochi giorni — in pieno agosto — per far sentire la propria voce.

Il procedimento riguarda il progetto della società SKI 20 srl (CUP 10047): sei aerogeneratori per trenta megawatt fra Lacedonia e Aquilonia.

Nelle carte c’è un vuoto che salta agli occhi. Esiste un elaborato che verifica le distanze fra impianti e abitazioni, ma riguarda soltanto le sei pale. Per la stazione elettrica — l’opera più vicina alle case — quella verifica non esiste.

E c’è dell’altro. Il 3 agosto la Regione ha pubblicato un avviso: il progetto è cambiato, tre aerogeneratori sono stati spostati, si riapre la consultazione per quindici giorni. Quell’avviso non dice però che è stata spostata anche la stazione elettrica, prevista altrove nella versione precedente.

È il cuore delle osservazioni: se il progetto si può cambiare — e lo hanno già cambiato, anche per la stazione — allora tenerla a cento metri dalle case è una scelta, non un obbligo tecnico. E chi autorizza deve spiegare perché spostare si poteva per le pale e non per l’opera che quella famiglia si ritroverà davanti ogni giorno.

La famiglia seguirà il procedimento fino in fondo e si è riservata di impugnare l’autorizzazione, se arriverà senza tener conto di quanto ha scritto.

Chi si trova nella stessa condizione può ancora presentare osservazioni, nei termini indicati dagli avvisi pubblicati sul portale della Regione Campania.

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