La Puglia rilancia la sfida alle liste d’attesa e passa alla seconda fase del piano sperimentale. La Giunta regionale ha approvato la delibera che definisce le nuove azioni per recuperare visite, esami e ricoveri oltre i tempi previsti, stanziando venti milioni di euro per le prestazioni aggiuntive da erogare entro la fine del 2026.
Il provvedimento prosegue il percorso avviato con la deliberazione del 9 gennaio 2026, con la quale la Regione aveva anticipato l’aggiornamento del Piano regionale di governo delle liste d’attesa. La priorità resta la riduzione delle prenotazioni fuori soglia, soprattutto per le classi U e B — rispettivamente urgenti e brevi — e per i ricoveri programmati in classe A.
Prima fase oltre l’obiettivo: recuperate 157 mila prestazioni
I numeri del primo semestre mostrano un risultato superiore al traguardo iniziale. La Fase 1 prevedeva il recupero di 124.320 prestazioni: 114.300 di specialistica ambulatoriale e day service e 10.020 ricoveri programmati in classe A. Per raggiungere l’obiettivo era stato disposto un primo finanziamento straordinario, distribuito tra le aziende sanitarie in proporzione ai rispettivi target.
Dal 1° febbraio è stato avviato in modo sistematico il richiamo attivo, il cosiddetto recall, delle persone presenti nelle liste. Alla conclusione della sperimentazione, il 30 giugno, il monitoraggio regionale ha registrato 231.435 assistiti contattati e 157.176 prestazioni recuperate.
Il recall non è servito soltanto ad anticipare visite ed esami. Ha consentito anche di aggiornare le liste, eliminando prenotazioni duplicate, prestazioni già eseguite con altre modalità o richieste non più necessarie sul piano clinico. La sperimentazione ha inoltre fornito, per la prima volta in modo sistematico, informazioni sui modelli organizzativi delle singole aziende e sulle principali criticità incontrate nel rispondere ai cittadini.
Le aziende sanitarie chiamate a presentare i piani entro il 14 settembre
La nuova delibera recepisce l’Intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni l’11 giugno 2026 sul Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028. Approva inoltre le disposizioni regionali valide fino al 31 dicembre e assegna le risorse necessarie ad aumentare l’offerta.
Entro il 14 settembre, aziende ed enti del Servizio sanitario regionale dovranno adottare il proprio Piano aziendale di recupero. Tra le prime misure richieste vi sono la stabilizzazione delle funzioni di recall e il contrasto ai “no show”, cioè gli appuntamenti ai quali il paziente non si presenta. Le prenotazioni saranno verificate nei giorni precedenti, così da liberare tempestivamente gli spazi in caso di sopravvenuta indisponibilità dell’assistito.
Ogni azienda dovrà fissare un obiettivo di recupero delle prenotazioni fuori soglia, dando precedenza alle classi U e B e ai ricoveri in classe A. Dovrà inoltre intervenire sui tempi delle nuove prescrizioni, concentrandosi sulle prestazioni che presentano i maggiori volumi e le più frequenti violazioni dei tempi di garanzia.
Le attività dovranno essere pienamente tracciabili. Sarà necessario identificare le prestazioni riconducibili al Piano, monitorare quelle aggiuntive autorizzate per ciascuna disciplina e rilevarne le modalità di erogazione. Attività e costi saranno verificati ogni mese secondo le indicazioni del Tavolo regionale di monitoraggio, che dovranno essere definite entro dieci giorni dall’approvazione dei Piani aziendali.
Tempi confermati per visite, esami e ricoveri
Per le prestazioni di primo accesso restano confermati i tempi massimi: 72 ore per la classe U, dieci giorni per la B, 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami diagnostici in classe D, 120 giorni per la classe P.
Anche per i ricoveri programmati sono previsti limiti precisi: 30 giorni per la classe A, 60 per la B, 180 per la C e dodici mesi per la D. Saranno inoltre introdotti in via sperimentale i Raggruppamenti di attesa omogenei (RAO) per i ricoveri. Il tempo di attesa decorrerà dalla data in cui il paziente, dopo essere stato informato e preso in carico attraverso un percorso strutturato, accetta consapevolmente la proposta.
La prescrizione dovrà sempre riportare il quesito diagnostico e distinguere il primo accesso — soggetto a garanzia temporale e monitoraggio — dagli accessi successivi. Questi ultimi dovranno essere gestiti direttamente dallo specialista mediante percorsi interni di presa in carico, evitando al cittadino un nuovo passaggio dal medico di medicina generale.
La Regione definirà inoltre gli ambiti territoriali nei quali deve essere garantita la prestazione, tenendo conto della prossimità e della raggiungibilità dei servizi. Quando l’offerta disponibile non consentirà di rispettare i tempi, scatteranno i percorsi di tutela: il paziente sarà inserito in una prelista o in una lista dedicata e dovrà essere ricontattato entro cinque giorni per la classe B, tra dieci e quindici giorni per la D ed entro venti giorni per la P. La classe U resta esclusa da questo meccanismo.
Più territorio e sale operatorie utilizzate fino a dodici ore
Il piano punta a integrare stabilmente nella rete di offerta le Case e gli Ospedali di Comunità, le reti di cure palliative e le Farmacie dei Servizi. Saranno promossi anche i percorsi multidisciplinari di Day Service Ambulatoriale.
Sul fronte ospedaliero, le Direzioni sanitarie dovranno adottare un modello organizzativo che consenta di utilizzare le sale operatorie nell’arco delle dodici ore e di impiegare meglio il personale disponibile. L’obiettivo è evitare la frammentazione dell’assistenza e distribuire in modo equilibrato le risorse tra turni mattutini e pomeridiani.
I dati sulle prescrizioni specialistiche e sui ricoveri programmati serviranno a rimodulare la rete, rafforzando l’assistenza territoriale, individuando i servizi prioritari in base alla complessità e sviluppando percorsi tra aziende diverse.
Corsie facilitate per oncologici, cronici e pazienti fragili
Una parte rilevante del provvedimento riguarda la presa in carico delle persone più vulnerabili. Le aziende dovranno creare percorsi facilitati per i pazienti con patologia oncologica sospetta o accertata, con malattie rare o in condizioni di fragilità, assicurando l’intero iter diagnostico e tutti gli approfondimenti necessari.
Per le prestazioni legate a finestre temporali precise, come quelle del percorso nascita e dell’età evolutiva, sarà lo specialista a programmare direttamente gli appuntamenti su agende dedicate, anche attraverso accordi tra aziende sanitarie.
Lo stesso principio si applicherà alle visite di controllo e agli esami necessari per monitorare le patologie: la prenotazione dovrà essere effettuata dallo specialista che ha in cura il paziente. Per le prestazioni associate al codice di esenzione 048 e direttamente correlate alla patologia oncologica è prevista la presa in carico completa, senza passare dal Centro unico di prenotazione.
Prescrizioni sotto controllo e ricette U e B con una scadenza
Il piano interviene anche sull’appropriatezza delle prescrizioni. Un Tavolo regionale, coordinato da AReSS Puglia e dal Dipartimento Salute e Benessere, dovrà insediarsi entro il 21 settembre. Ne faranno parte rappresentanti delle Direzioni sanitarie, delle Unità distrettuali di medicina generale e degli Ordini provinciali dei medici chirurghi e odontoiatri.
Il Tavolo analizzerà i dati dell’attività prescrittiva, verificherà l’omogeneità nell’attribuzione delle priorità, proporrà indirizzi regionali e definirà strumenti di informazione per i prescrittori, audit clinici e programmi di formazione. Parallelamente, ogni azienda istituirà un gruppo interno per i controlli preventivi e successivi, coordinato dal direttore sanitario e composto anche dal responsabile del Controllo di gestione, dal RULA e dal CUP manager. Nelle aziende territoriali parteciperanno inoltre i direttori dei distretti sociosanitari e il referente delle Cure primarie.
Restano attivi nel Sistema informativo sanitario territoriale i blocchi sulle prescrizioni dematerializzate per le prestazioni di primo livello degli screening oncologici rivolti alle fasce d’età target, salvo sintomi o patologie pregresse; sulle prescrizioni di controllo associate impropriamente a una priorità; sulle prescrizioni ripetute; e sulle esenzioni non coerenti con la patologia indicata.
Gli applicativi dei medici di medicina generale e la piattaforma regionale metteranno inoltre a disposizione le indicazioni del manuale RAO, per orientare la scelta della classe di priorità.
Tra le principali novità figura la scadenza delle ricette: quelle con codice U, da eseguire entro 72 ore, perderanno validità dopo cinque giorni dalla prescrizione; quelle con codice B, da eseguire entro dieci giorni, scadranno dopo quindici giorni.
Monitoraggio su due livelli
La verifica dei risultati seguirà due canali. Il primo è il sistema nazionale di valutazione delle performance sulle liste d’attesa, collegato all’assegnazione della quota premiale del Fondo sanitario nazionale. Tra i parametri figurano il rispetto dei tempi per le classi B e D, la completezza dei dati trasmessi alla piattaforma nazionale, la disponibilità di appuntamenti entro i limiti previsti e i tempi dei ricoveri programmati in classe A.
Sono in corso di introduzione ulteriori indicatori: la percentuale di prescrizioni trasformate in prenotazioni, la quota di primi accessi in classe P, le prestazioni prenotate ed erogate nello stesso giorno e il tempo mediano tra prescrizione e appuntamento.
Il secondo livello riguarda direttamente i Piani aziendali e misurerà il recupero dell’arretrato, l’aumento e la sostenibilità dell’offerta, il rispetto dei tempi e la regolarità della rendicontazione.
Venti milioni distribuiti in base alla popolazione
Per finanziare le prestazioni aggiuntive la Regione assegna venti milioni di euro, ripartiti tra le province in base alla popolazione residente rilevata dall’Istat. Lo stanziamento, utilizzabile fino al 31 dicembre 2026, è onnicomprensivo e destinato a più finalità, tra cui il recupero delle liste d’attesa. Per ogni azienda ed ente rappresenterà il limite massimo di spesa.
La suddivisione delle quote provinciali tra gli enti presenti nello stesso territorio sarà definita con un successivo atto dirigenziale. Le prestazioni aggiuntive dovranno essere contrassegnate con codici specifici e distinti per finalità, in modo da garantirne il monitoraggio.
Il riconoscimento economico sarà subordinato alla verifica dell’attività ordinaria effettivamente svolta. Dovranno inoltre essere rispettati i limiti della normativa europea sull’orario di lavoro, posti a tutela della salute dei professionisti, e assicurata un’equa distribuzione delle attività tra il personale in servizio.
La sfida, dunque, non consiste soltanto nell’aumentare il numero di visite, esami e interventi. Nelle intenzioni della Regione, il piano dovrà diventare una leva per riorganizzare l’intero sistema: programmare l’offerta sulla base della domanda reale, utilizzare meglio strutture e tecnologie e responsabilizzare le direzioni strategiche e i responsabili delle strutture sanitarie, a partire dai direttori dei distretti sociosanitari.
I risultati delle nuove misure contribuiranno infine a definire con maggiore precisione i piani delle assunzioni e dovranno essere considerati nella stesura definitiva del Piano operativo 2026-2028



