La vicenda dei 40 alloggi di Andria, occupati da decenni da numerosi nuclei familiari, torna al centro dell’attenzione politica e istituzionale. Sui fabbricati sono attualmente in corso accertamenti della Polizia Municipale nell’ambito di un’indagine della Procura, mentre il consigliere regionale del Pd Giovanni Vurchio chiede che alla dimensione giudiziaria venga affiancata una valutazione sociale.
La storia degli immobili, ricorda Vurchio, affonda le proprie radici nel passato: le prime vicende risalgono al 1939, passando poi per il 1952 e per gli insediamenti destinati agli sfollati di Largo Grotte e Piazza Toniolo. In seguito, le occupazioni furono disposte da Jannuzzi nel 1953 e da Marano nel 1956.
“Non entro nel merito degli accertamenti giudiziari ma credo sia necessario affrontare anche la dimensione sociale della vicenda. Dietro i 40 alloggi ci sono famiglie e persone che vivono lì da decenni”, sottolinea il consigliere regionale.
Vurchio annuncia quindi l’intenzione di presentare una richiesta di audizione alla V Commissione consiliare, coinvolgendo ARCA Puglia, Comune di Andria, Polizia Municipale e l’Assessorato regionale competente.
L’obiettivo è ricostruire l’intera vicenda e fare chiarezza su responsabilità e competenze, mettendo attorno allo stesso tavolo tutti i soggetti interessati.
“Dobbiamo mettere tutti intorno a un tavolo, ricostruire la vicenda, comprendere responsabilità e competenze e verificare tutte le soluzioni possibili. La legalità e la sicurezza vanno garantite, ma le famiglie non possono essere lasciate sole”, afferma Vurchio.
Il consigliere regionale chiede inoltre di valutare ogni possibilità prevista dalla normativa prima di procedere con eventuali sgomberi, verificando anche ipotesi di regolarizzazione, adeguamento degli immobili e messa in sicurezza. Laddove queste soluzioni non fossero praticabili, andrebbero considerate anche eventuali alternative abitative.
“Prima degli sgomberi, verifichiamo ogni possibilità prevista dalla legge: regolarizzazione, adeguamento, messa in sicurezza o, dove necessario, soluzioni abitative alternative. Una storia che dura da oltre ottant’anni merita chiarezza, responsabilità e soprattutto una soluzione equilibrata”, conclude Vurchio.



