La tendopoli di via Candela torna al centro del dibattito pubblico a Cerignola, riportando in primo piano anche la controversa vicenda del finanziamento da circa 8,8 milioni di euro destinato al progetto di riqualificazione dell’ex caserma dei Carabinieri di Sant’Antonio. L’intervento era stato pensato dall’amministrazione comunale anche con l’obiettivo di affrontare il problema dell’accoglienza dei lavoratori stagionali.
Con l’avvio della nuova stagione agricola e l’arrivo in città di numerosi lavoratori impiegati nei campi, l’insediamento di via Candela è nuovamente cresciuto. Le segnalazioni riguardano la presenza di numerose tende, rifiuti, condizioni igienico-sanitarie precarie e roghi. Sulla situazione è intervenuta anche la Caritas, che ha lanciato l’allarme sulle condizioni di vita delle persone presenti nell’area, dove l’accampamento è ormai insediato da mesi.
La vicenda è stata inoltre affrontata nella puntata di «È sempre CartaBianca», trasmessa ieri sera su Rete 4 e dedicata al caporalato, allo sfruttamento dei lavoratori agricoli e alle condizioni degli insediamenti informali.
Proprio da questa situazione è ripartita questa mattina la rassegna di Franco Metta. L’ex sindaco ha collegato l’emergenza di via Candela alla questione del finanziamento destinato all’ex caserma di Sant’Antonio, tornando ad attaccare l’amministrazione Bonito e, in particolare, la vicesindaca Maria Dibisceglia, promotrice del progetto.
Nel corso della sua rassegna, Metta ha contestato le caratteristiche dell’intervento, sostenendo che, a fronte di uno stanziamento di circa 8,8 milioni di euro, il progetto avrebbe garantito un numero molto ridotto di posti letto per i lavoratori stagionali.
«Il loro progetto era un progetto folle», ha affermato l’ex sindaco, arrivando a sostenere che chi lo aveva predisposto avrebbe «meritato direttamente il manicomio».
Metta ha poi rincarato la dose: «Con 8 milioni e mezzo volevano fare 7 posti letto». Un’affermazione presentata dallo stesso ex sindaco come un’iperbole e una provocazione nei confronti della vicesindaca.
Secondo la ricostruzione proposta da Montigelli, esponente di Fratelli d’Italia, i posti sarebbero stati invece circa 30. Un rapporto che, sulla base di questa ricostruzione, avrebbe comportato un investimento superiore ai 290 mila euro per ogni posto disponibile, dato utilizzato per sollevare interrogativi sull’efficacia del progetto e sulla gestione della vicenda da parte dell’amministrazione comunale.
Metta è quindi tornato su una precedente dichiarazione di Dibisceglia relativa all’ex caserma di Sant’Antonio, ricordando le parole utilizzate dalla vicesindaca nel presentare pubblicamente il progetto di recupero dell’immobile.
«Qui alle mie spalle sorgerà, trasformeremo, collocheremo, faremo, diremo», ha ricordato Metta, parafrasando quanto attribuito alla vicesindaca, per poi aggiungere riferendosi all’intervento: «Naturalmente non ha fatto assolutamente niente».
La replica di Maria Dibisceglia è arrivata poche ore dopo, attraverso un video pubblicato sui social. La vicesindaca ha innanzitutto spiegato la sua minore presenza negli ultimi mesi sulla comunicazione online.
«È vero, forse sono un po’ più assente dai social e dalla comunicazione», ha dichiarato, collegando la scelta al lavoro svolto nel ruolo amministrativo e alla necessità di dedicare tempo alla propria figlia.
«Negli ultimi mesi ho continuato a svolgere il mio ruolo di vicesindaco e assessore come sempre e, allo stesso tempo, ho dovuto dedicare con la stessa dedizione il mio tempo alla mia piccola figlia», ha aggiunto.
Il confronto si è poi spostato direttamente sulla questione degli 8,8 milioni di euro. Dibisceglia ha respinto la ricostruzione secondo cui il Comune avrebbe perso il finanziamento a causa di un progetto giudicato negativamente.
«Il Comune di Cerignola non ha perso nessun finanziamento sugli insediamenti informali», ha affermato la vicesindaca, sostenendo che sarebbe stato il Governo a impedire ai Comuni della provincia di Foggia di accedere a quelle risorse.
«È stato il Governo, per un’ideologia fascista, a voler far sì che questi Comuni, Comuni della provincia di Foggia, non ottenessero quei finanziamenti», ha dichiarato Dibisceglia.
Le due ricostruzioni risultano quindi nettamente contrapposte. Metta riconduce la vicenda alle caratteristiche del progetto elaborato dall’amministrazione comunale, mentre Dibisceglia attribuisce la mancata assegnazione delle risorse a una decisione del Governo.
La vicesindaca ha quindi sfidato direttamente l’ex sindaco a indicare un passaggio di un provvedimento della Corte dei Conti, del Governo o dell’Unione europea nel quale venga affermato che Cerignola avrebbe perso il finanziamento a causa di un progetto ritenuto inadeguato.
«Franco, trovami una sola riga in cui la Corte dei Conti, il Governo, l’Europa, Paperino, Topolino, hanno detto che il Comune di Cerignola ha perso il finanziamento e che il progetto faceva schifo», ha ironizzato Dibisceglia, aggiungendo: «Solo tu lo pensi».
La replica ha poi toccato anche il bilancio delle opere realizzate dall’amministrazione comunale. Dibisceglia ha citato la biblioteca dalla quale ha registrato il video e ha invitato Metta a compiere insieme un giro della città per vedere, tra gli altri interventi, i cinque asili nido pubblici e le mense realizzate durante il mandato.
«In questi anni abbiamo realizzato tantissime cose, come questa splendida biblioteca da cui ti sto parlando», ha detto la vicesindaca, ricordando anche il ruolo avuto dallo stesso Metta nella progettazione della struttura.
Poi l’invito: «Facciamoci una passeggiata insieme e ti mostrerò i cinque asili nido pubblici, le mense che abbiamo realizzato».
Il confronto si è infine spostato su un piano più personale. Dibisceglia ha replicato alle provocazioni dell’ex sindaco rivolgendosi direttamente a lui: «Nella tua cameretta, da dove passi tutto il tempo a girare i tuoi video – sicuramente avrai più tempo di me per farlo – io da questa splendida biblioteca ti saluto».
Al di là dello scontro politico tra Metta e Dibisceglia, resta sullo sfondo la situazione della tendopoli di via Candela e il problema dell’accoglienza dei lavoratori stagionali. Con l’arrivo della stagione della raccolta, l’insediamento torna infatti a crescere, riproponendo questioni legate alle condizioni abitative, all’igiene e alla tutela dei lavoratori.
Il confronto politico si concentra così sui fondi, sul progetto dell’ex caserma di Sant’Antonio e sulle responsabilità per la mancata realizzazione dell’intervento, mentre in via Candela continua a essere presente una situazione di emergenza che ripropone, ancora una volta, il tema dell’accoglienza dei lavoratori agricoli a Cerignola.
Lo riporta cerignolaviva.it.



