FOGGIA – Sessantaquattro nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica e un investimento ministeriale superiore a nove milioni di euro da mettere al riparo dal rischio di revoca. La Giunta comunale di Foggia ha approvato la proposta relativa al riconoscimento dell’interesse pubblico necessario per il rilascio di un permesso di costruire in deroga nell’area della “Cittadella ecologica Santa Maria”. Il provvedimento, adottato il 17 settembre e dichiarato immediatamente eseguibile, sarà sottoposto al Consiglio comunale, al quale spetta la decisione prevista dall’articolo 14 del Testo unico dell’edilizia.
L’intervento sarà realizzato da Arca Capitanata, l’Agenzia regionale per la Casa e l’Abitare, su terreni acquisiti nel 2022 attraverso una procedura fallimentare. L’obiettivo è superare le difficoltà che hanno bloccato il programma urbanistico originario e consentire l’apertura del cantiere in tempi compatibili con le scadenze del finanziamento pubblico.
La vicenda della Cittadella ecologica Santa Maria risale al 2009, anno dell’accordo di programma che determinò anche una parziale variante al Piano regolatore generale. Nel 2011 fu sottoscritta la convenzione urbanistica, attualmente valida fino al 2032. Il progetto prevedeva un ampio intervento privato, con 300 unità immobiliari, locali commerciali e uffici, affiancato da opere pubbliche: un palazzetto dello sport da oltre duemila posti, la sistemazione del campo comunale Croci Nord, una ludoteca, più di 72mila metri quadrati di verde attrezzato, parcheggi e urbanizzazioni.
Quell’impianto, tuttavia, è rimasto in larga parte sulla carta. Secondo quanto ricostruito nella deliberazione, nessuna opera di urbanizzazione è stata completata e l’unico titolo edilizio rilasciato alla cooperativa Giove ha prodotto una realizzazione limitata alle fondazioni. Il fallimento della società privata originariamente coinvolta e i successivi trasferimenti delle aree hanno modificato radicalmente lo scenario nel quale era nato il programma.
Arca Capitanata è subentrata come principale soggetto proponente e attuatore dopo avere acquistato un compendio di circa 45.984 metri quadrati. Il progetto per i 64 alloggi, inizialmente previsto in via Protano su aree della Regione e dell’Asl, è stato successivamente trasferito nel perimetro della Cittadella ecologica. L’istanza ordinaria per il permesso di costruire è stata presentata il 13 gennaio 2026 e acquisita dal Comune il 22 gennaio. Palazzo di Città ha poi chiesto integrazioni e garanzie sul rispetto degli obblighi contenuti nella convenzione urbanistica.
Le criticità riguardano soprattutto l’impossibilità di applicare integralmente un accordo ormai datato. Nell’area destinata al palazzetto è stato nel frattempo realizzato l’impianto sportivo Croci Nord, rendendo non più eseguibile una delle opere originarie. Anche le urbanizzazioni previste per lo stralcio interessato non potrebbero essere attuate autonomamente senza una revisione complessiva del programma. A ciò si aggiunge la differenza tra gli undici alloggi di edilizia residenziale sociale contemplati inizialmente e i 64 appartamenti pubblici previsti dal nuovo intervento.
Dopo gli incontri tecnici e le riunioni del Collegio di vigilanza del 7 e del 25 maggio, Regione Puglia, Comune e Arca hanno individuato nel permesso in deroga la soluzione per accelerare il procedimento. La strada scelta non cancella la necessità di rimodulare l’accordo di programma: Arca dovrà presentare una proposta complessiva e definire le opere di urbanizzazione indispensabili a garantire accessibilità e agibilità delle nuove abitazioni. Permette però di separare l’intervento finanziato dalle questioni urbanistiche più ampie, evitando che l’intero iter rimanga paralizzato.
La delibera sottolinea il rilevante interesse pubblico dell’operazione, anche alla luce del disagio abitativo presente in città. I 64 alloggi rappresenterebbero una dotazione da mettere a disposizione delle famiglie in difficoltà e, contemporaneamente, un’occasione per riattivare un comparto urbano fermo da anni.
Il passaggio decisivo sarà ora quello consiliare. Soltanto dopo il riconoscimento formale dell’interesse pubblico potrà proseguire la procedura per il rilascio del titolo edilizio.
A cura di Giovanna Tambo.



