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FOGGIA COMUNE Foggia, opere d’arte nel centro storico: nasce il progetto del museo a cielo aperto

La Giunta comunale avvia il percorso per collocare negli spazi pubblici lavori di artisti locali. Obiettivi: rigenerazione urbana, attrattività turistica e sostegno alle attività economiche

AUTORE:
Giovanna Tambo
PUBBLICATO IL:
18 Settembre 2026
Foggia // Politica //

FOGGIA – Trasformare vie, piazze e slarghi del centro storico in un percorso permanente nel quale arte contemporanea, memoria e vita quotidiana possano incontrarsi. È l’obiettivo del progetto “Arte e territorio”, per il quale la Giunta comunale di Foggia ha approvato l’atto di indirizzo che dà avvio alla procedura amministrativa. L’iniziativa prevede la collocazione di opere realizzate da artisti locali negli spazi pubblici della città antica, con risorse che saranno reperite nel bilancio comunale.

Il provvedimento, approvato il 17 settembre e dichiarato immediatamente eseguibile, affida la gestione dell’intervento all’Area 8 “Rigenerazione urbana PNRR”. La dirigente Alessia Cordisco è stata nominata responsabile unica del progetto e dovrà adottare gli atti necessari alla sua attuazione. Al dirigente dell’Area finanziaria, Carlo Dicesare, è stato invece rivolto l’indirizzo di provvedere all’accantonamento delle somme necessarie.

La deliberazione non indica ancora il valore economico dell’operazione, il numero delle opere, gli artisti coinvolti o i luoghi nei quali saranno installate. Questi elementi dovranno essere definiti nei successivi atti gestionali. La decisione della Giunta rappresenta quindi il primo passaggio di un percorso ancora da costruire, ma ne fissa con chiarezza la visione: fare dell’arte uno strumento di rigenerazione del centro storico e di riconoscibilità per l’intera città.

Il progetto prende le mosse dalla storia di Foggia e dal ruolo assunto dalla città nel Medioevo. Il primo insediamento si sviluppò a partire dall’XI secolo intorno alla chiesa di Santa Maria, fino a diventare uno dei centri più importanti della Capitanata. La svolta arrivò con Federico II di Svevia, che riconobbe la posizione strategica di Foggia, la frequentò assiduamente dal 1221 e vi fece costruire, nel 1223, la propria residenza imperiale.

Di quella stagione, decisiva per lo sviluppo politico, culturale e urbanistico della città, restano oggi poche testimonianze materiali. Il palazzo federiciano è quasi completamente scomparso e il centro antico ha subito profonde trasformazioni, anche a causa del terremoto del 1731. L’Amministrazione intende recuperare questa memoria non soltanto attraverso la conservazione, ma affidando ai linguaggi artistici contemporanei il compito di creare un dialogo con i luoghi storici.

Le opere dovrebbero formare un itinerario culturale diffuso, accessibile gratuitamente e inserito negli spazi della vita quotidiana. Un museo a cielo aperto capace di raccontare l’identità del territorio, offrire visibilità agli artisti foggiani e rendere più attrattivi e riconoscibili gli ambienti urbani. L’arte pubblica, nelle intenzioni del Comune, dovrà contribuire anche a rafforzare il senso di appartenenza e a coinvolgere la comunità nella riscoperta della parte più antica di Foggia.

L’iniziativa non viene presentata soltanto come un progetto culturale. La Giunta le attribuisce anche una funzione economica e sociale. Un percorso artistico permanente potrebbe incrementare la presenza di cittadini, visitatori e turisti, favorendo negozi, ristoranti, strutture ricettive e attività presenti nel centro storico. Le installazioni potrebbero inoltre diventare il punto di partenza per visite guidate, mostre, incontri con gli autori, eventi e collaborazioni con gli operatori commerciali.

L’obiettivo dichiarato è innescare un circuito virtuoso fra cultura, turismo, commercio e vita cittadina, restituendo centralità a spazi che non devono essere considerati soltanto come un patrimonio da proteggere. Il centro storico viene immaginato come un organismo vivo, nel quale la produzione artistica contemporanea possa generare occasioni di incontro, socialità e partecipazione.

A cura di Giovanna Tambo.

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