Dalla terra di San Nicandro Garganico a Palazzo Madama, una presenza politica che ha scelto di insistere sui temi della Capitanata. Con qualche ragionevole critica e una sana dose di ironia: perché la politica, senza un pizzico di irriverenza, rischia di diventare una cosa terribilmente seria.
Ci sono territori che necessariamente per emergere nel quotidiano devono alzare la voce per essere ascoltati. E poi c’è il Gargano, che spesso deve addirittura alzare il volume.
È una terra bellissima, complicata, orgogliosa. Una terra che produce, accoglie, lavora, inventa e resiste. Ma è anche una terra che conosce bene la distanza tra le periferie e i palazzi dove si prendono le decisioni.
È dentro questa distanza che si colloca la figura di Anna Maria Fallucchi, senatrice pugliese originaria di San Nicandro Garganico.
Il suo tratto più riconoscibile? Probabilmente la tenacia.
Quella caratteristica che, dalle nostre parti, non sempre viene chiamata virtù. A volte viene definita semplicemente “testardaggine”. Ma attenzione: dipende da chi la guarda.
Per chi aspetta una risposta, la testardaggine può diventare perseveranza. Per chi deve rispondere, invece, può diventare una seccatura.
E forse è proprio questo il bello della politica quando mantiene un rapporto autentico con il territorio: qualcuno deve continuare a ricordare che una questione esiste anche quando sarebbe più comodo archiviarla.
Fallucchi ha scelto di farlo portando all’attenzione delle istituzioni nazionali temi legati alla sua terra, dall’agricoltura alla valorizzazione delle produzioni locali, dalla cultura al turismo. Dall’ormai famoso tubone che dal Molise dovrebbe portare benefici idrici alla Capitanata, alla legge che tutela il Costume tradizionale, alla tutela dei prodotti agricoli tradizionali, al riconoscimento di aree complesse, tanti temi tante risposte, tanto ancora da fare.
Non significa che ogni iniziativa si trasformi automaticamente in un risultato concreto. Sarebbe una semplificazione che nessun osservatore serio dovrebbe fare.
La politica, quella vera, è fatta di passaggi, mediazioni, competenze diverse e tempi spesso esasperanti.
Ma una cosa rimane importante: porre una questione significa impedire che quella questione sparisca completamente dall’orizzonte.
E per territori come il Gargano non è poco.
La forza di ricordare da dove si viene
C’è una frase che potrebbe accompagnare idealmente il percorso della senatrice: non dimenticare da dove sei partito.
Perché arrivare a Roma è una cosa.
Portarsi dietro San Nicandro è un’altra.
Significa ricordare che dietro le statistiche sull’agricoltura ci sono aziende e famiglie; che dietro il turismo ci sono operatori che combattono ogni stagione; che dietro una tradizione locale c’è una comunità che cerca di conservarla mentre il mondo cambia.
È questo rapporto con la dimensione territoriale che rende interessante osservare l’attività politica di Fallucchi.
Poi, naturalmente, arriva la parte inevitabile: il confronto.
Perché in democrazia nessuno dovrebbe essere immune dalle critiche, nemmeno chi si impegna per il proprio territorio.
Ed è qui che concediamoci una piccola, innocua irriverenza.
Quel difetto chiamato “insistere”
Se proprio dovessimo trovare un difetto politico alla senatrice sannicandrese, potremmo chiamarlo così: insiste.
Insiste sul territorio. Insiste sulle sue peculiarità. Insiste sulle richieste della Capitanata. Insiste nel ricordare che esiste anche una Puglia che non finisce nelle cartoline delle località più conosciute.
Insomma, una vera calamità per chi sperava che, una volta arrivata a Roma, si dimenticasse del Gargano.
Ma è una critica talmente irriverente che rischia di trasformarsi rapidamente in un complimento. E allora lasciamola lì, con un sorriso.
Perché le critiche politiche hanno senso quando riguardano decisioni, priorità e risultati. Mai quando diventano attacchi alla persona.
Il Gargano non chiede miracoli
Il Gargano non ha bisogno di miracoli. Ha bisogno di attenzione, infrastrutture, opportunità, valorizzazione delle proprie eccellenze e soprattutto di una politica capace di ascoltare le comunità. Una senatrice non può fare tutto questo da sola.
Può però portare le questioni nelle sedi istituzionali, cercare interlocuzioni e continuare a sollecitare risposte.
Il resto è compito della politica nel suo insieme. E dei territori stessi.
Per questo la storia politica di Anna Maria Fallucchi merita di essere osservata senza santificazioni e senza demonizzazioni: con la normalità con cui dovrebbe essere osservato ogni rappresentante delle istituzioni.
Con apprezzamenti quando un’iniziativa appare utile. Con critiche quando una scelta non convince. Con ironia, quando serve. E soprattutto con la memoria di una terra che, nel bene e nel male, non ha mai avuto paura di farsi sentire.
Perché a San Nicandro lo sappiamo bene
Forse è questa la piccola saggezza che il Gargano può insegnare alla politica nazionale: non basta avere ragione una volta. Bisogna avere la pazienza di spiegare perché.
E quando una porta rimane chiusa, non sempre bisogna sfondarla. A volte basta tornare il giorno dopo e bussare di nuovo. Una volta. Due volte. Dieci volte. Con educazione, certo. Ma con la necessaria ostinazione.
Perché quella che a Roma potrebbe sembrare semplice perseveranza, a San Nicandro Garganico ha un nome molto più semplice: tenacia garganica.
A cura di Maurizio Varriano.




Voi dovete fare solo una cosa andare ha lavorare x pagarvi i vostri stipendi vitalizio pensioni d oro state impoverendo l Italia vergogna 20 partiti in quando ne basterebbero 5 come altri paesi europei ed il popolo italiano che non si ribella popolo di pecoroni
Tanto di cappello alla senatrice Fallucchi,per il suo impegno politico che valorizza il nostro territorio,che intanto è stato raso al suolo dai roghi,e che la Senatrice si è ricordata di costituire un tavolo tecnico il 4 agosto.
Mio nonno diceva sempre….la politica ha due facce,quella falsa e quella vera.
Quella falsa è quando promettono,promettono e promettono.
Quella vera e quando dopo le promesse non fanno nulla per il popolo sovrano.
Quanda nginz… Io non ho visto niente. Eppure sono al governo…