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SANITASERVICE FG Sanitaservice Foggia, oltre cento lavoratori a rischio. NIdiL CGIL: «Basta tagli sulla pelle dei precari”

In bilico dal 30 settembre i contratti del personale somministrato impiegato nel SET 118 e nei servizi di ausiliariato delle Case di Comunità

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
18 Settembre 2026
Foggia // Live //

FOGGIA – Oltre cento lavoratrici e lavoratori somministrati, attualmente impiegati da Sanitaservice ASL Foggia nel Servizio di emergenza-urgenza territoriale SET 118 e nei servizi di ausiliariato delle Case di Comunità, rischierebbero di vedere interrotti o non prorogati i propri contratti a partire dal prossimo 30 settembre.

A lanciare l’allarme è la NIdiL CGIL di Foggia, che esprime la propria netta contrarietà all’ipotesi e chiede l’immediata convocazione di un tavolo di confronto con la Regione Puglia, l’ASL Foggia e i vertici di Sanitaservice.

«Non permetteremo che la scure dei tagli di bilancio si abbatta sui lavoratori più fragili e su un servizio vitale per la cittadinanza», dichiara il segretario generale della NIdiL CGIL Foggia, Francesco Volpicelli.

Secondo il sindacato, il personale interessato non può essere considerato in esubero, poiché in questi mesi avrebbe svolto un ruolo essenziale per garantire la continuità delle attività aziendali e il funzionamento dei servizi sanitari territoriali.

«I lavoratori non sono guanti monouso»

Volpicelli respinge con fermezza l’idea che le lavoratrici e i lavoratori somministrati possano essere trattati come una risorsa temporanea della quale privarsi alla scadenza dei contratti.

«È inaccettabile presentare queste persone come un’eccedenza o come una misura temporanea di cui potersi sbarazzare da un giorno all’altro. I lavoratori e le lavoratrici non sono guanti monouso, da utilizzare e gettare secondo le necessità», afferma il segretario generale.

Il personale impiegato nel SET 118 e nei servizi di ausiliariato, sottolinea la NIdiL, avrebbe contribuito a colmare una carenza cronica negli organici di Sanitaservice. La sua attività quotidiana sarebbe stata determinante per assicurare lo svolgimento dei servizi di emergenza-urgenza e delle altre prestazioni affidate alla società.

«Parliamo di donne e uomini il cui lavoro rappresenta una risorsa vitale per compensare una carenza strutturale di personale», prosegue Volpicelli. «Rinunciare al loro contributo dal 30 settembre significherebbe privare l’emergenza sanitaria e i servizi ausiliari di un supporto imprescindibile».

L’eventuale mancata proroga, secondo il sindacato, produrrebbe conseguenze innanzitutto sul piano occupazionale, lasciando senza lavoro oltre cento persone. Le ripercussioni, tuttavia, riguarderebbero anche l’intero sistema dell’assistenza sanitaria territoriale e, di conseguenza, i cittadini della Capitanata.

Organici in affanno e straordinari in aumento

La possibile uscita del personale somministrato si inserirebbe in una situazione già fortemente critica. Le carenze di organico di Sanitaservice sono state denunciate anche dalla Funzione Pubblica CGIL di Foggia attraverso il suo segretario generale, Angelo Ricucci.

A confermare le difficoltà operative sarebbe il consistente ricorso al lavoro straordinario, necessario per coprire i turni e scongiurare la sospensione delle attività.

«La realtà è testimoniata dall’elevato numero di ore di straordinario che gli operatori sono costretti a effettuare per garantire i turni ed evitare l’interruzione dei servizi», osserva Volpicelli. «Questo dimostra che la dotazione organica è ormai al limite».

In un sistema sanitario già gravato da numerose criticità, l’interruzione simultanea di oltre cento contratti rischierebbe quindi di determinare serie ripercussioni sulla continuità e sulla qualità dei servizi.

«Il disavanzo non si risolve tagliando lavoro e servizi»

La NIdiL CGIL contesta inoltre l’eventualità che le difficoltà finanziarie della Regione Puglia possano tradursi in una riduzione del personale e delle prestazioni sanitarie. «I problemi di disavanzo non si risolvono tagliando posti di lavoro e servizi di primaria necessità», ribadisce il sindacato. «I costi delle politiche economiche e finanziarie regionali non possono essere scaricati sulle spalle di chi lavora e dell’intera comunità della Capitanata». La richiesta rivolta al presidente della Regione Puglia, ai vertici dell’ASL Foggia e all’amministratore unico di Sanitaservice è quella di convocare al più presto un tavolo di confronto che consenta di trovare una soluzione e garantire la prosecuzione dei rapporti di lavoro.

La NIdiL chiede risposte immediate e rassicurazioni concrete sul futuro di tutto il personale somministrato, evidenziando come dalla permanenza di queste professionalità dipenda anche la tenuta del sistema sanitario locale. In assenza di segnali di apertura e di garanzie sulla continuità dei contratti, il sindacato annuncia l’avvio di una dura stagione di mobilitazione. «Saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori», conclude Volpicelli. «Non resteremo a guardare mentre vengono messi a rischio contemporaneamente più di cento posti di lavoro e servizi indispensabili per la salute dei cittadini».

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