I dati relativi alle prenotazioni online delle strutture ricettive di Manfredonia negli ultimi dodici mesi delineano alcune caratteristiche interessanti del turismo che sceglie la città.
A emergere con particolare evidenza è la durata dei soggiorni. Il 48,14% degli ospiti ha trascorso a Manfredonia tra 3 e 7 notti, mentre il 13,95% ha scelto una permanenza compresa tra 8 e 14 notti. Complessivamente, dunque, oltre il 62% degli ospiti soggiorna almeno tre notti.
Una quota pari al 21,36% ha invece pernottato per una sola notte, mentre il 12,30% si è fermato per due notti. È residuale la percentuale di chi sceglie soggiorni particolarmente lunghi: appena il 2,39% supera le 15 notti.
Significativi anche i dati relativi alle modalità di prenotazione. Il 68,96% degli utenti utilizza lo smartphone, mentre il restante 31,04% effettua la prenotazione attraverso un computer desktop.
Per quanto riguarda la provenienza, il mercato italiano rappresenta il 56,85% delle prenotazioni. Tra i principali mercati internazionali figurano invece la Germania, con il 6,90%, la Polonia, con il 4,39%, la Francia, con il 3,88%, e gli Stati Uniti, che rappresentano il 3,47%.
Anche la composizione della domanda restituisce un quadro preciso. Le coppie costituiscono il 52,76% degli ospiti, seguite dalle famiglie, che raggiungono il 30,46%. I viaggiatori singoli rappresentano il 6,21%, mentre i gruppi incidono per il 10,57%.
Secondo il dottor Michele De Meo, Principal Chief Executive Officer di REMARK SRL, le percentuali acquistano un significato più ampio se considerate nel loro insieme.
“Sono numeri che, presi singolarmente, possono sembrare semplici percentuali ma messi insieme raccontano già qualcosa del turista che oggi sceglie Manfredonia e forse vale la pena fermarsi un attimo ad ascoltare cosa ci stanno dicendo questi numeri”.
I dati fotografano quindi un turista prevalentemente italiano, che viaggia soprattutto in coppia o in famiglia, utilizza in larga parte lo smartphone per prenotare e tende a scegliere soggiorni di almeno tre notti.
Lo riporta su Facebook, Michele De Meo.




C’è anche tanto “noir” e per lunghe durate di soggiorno, e ciò non è possibile annoverlo
Michele De Meo, prima di spiegare a tutti cosa “ci stanno dicendo questi numeri”, sarebbe interessante sapere una cosa molto più semplice: da dove arrivano? Quante strutture avete analizzato? Quante prenotazioni? Qual è il campione? Qual è la metodologia utilizzata? Perché elencare percentuali con due cifre decimali dà un’impressione di grande precisione, ma senza fonte e metodo non permette a nessuno di verificarne la reale rappresentatività. Insomma, meno “i numeri ci parlano” e più “ecco come li abbiamo ottenuti”. Altrimenti sembra che dobbiamo fidarci sulla parola.
Ma questo viene pure pagato per dire queste cose? Tutti sanno e da tempo, che qui i Turisti veri ci passano solo, di sfuggito, sono quelli locali nelle Feste, i Parenti e Figli che lavorano fuori e che riempiono questa Città veramente…
Non mi fido.
Ma chi è questo – ma chi cacchio lo conosce potrebbe giocare i numeri al lotto forse è meglio. Ma per cortesia stanno diventando tutti esperti in materia di turismo di legalità e di tante altre cose, ma per cortesia andate a lavorare che è meglio.