
Sono stati daltronde gli italiani a compiere i maggiori investimenti nel paese montenegrino, con l’acquisto della lombarda A2A, con 430 milioni di euro, del 43% della società elettrica montenegrina, dalla produzione di elettricità, fino alla distribuzione delle corrente nelle case.
Il solo investimento difettante alla A2a: l’alta tensione, a causa del lavoro già compiuto dalla Terna per una lina da mille megawatt sotto le 105 milgia di fondale dell’Adriatico fino all’Italia. Da parte sua, l’Enel sta pensando di costruire in Montenegro una centrale elettrica a carbone pulito da 800 megawatt (o più facilmente da 1200), mentre l’acciaieria italiana Duferco ha in progetto un inceneritore a recupero di energia da 75 megawatt.
In programma piani di sviluppo delle potenzialità idroelettriche in Montenegro (un’energia che non emette anidride carbonica): il paese ad oriente dell’Italia sfrutterebbe infatti solo il 18% delle sue risorse, accogliendo quindi con “soddisfazione” gli investimenti italiani.
(foto su gentile concessione di www.tripadvisor.it)


