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Mafia garganica, presunto “affiliato” libero per decorrenza dei termini di carcerazione preventiva

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
18 Ottobre 2009
Cronaca //

panorama GarganoManfredonia – LIBERO per decorrenza dei termini di carcerazione preventiva, dopo 5 anni e 4 mesi trascorsi in cella, il presunto killer della mafia garganica, Giovanni Prencipe. L’uomo era stato condannato in primo grado a 42 anni di reclusione complessivi in due processi. Prencipe, detto «Giovannuzzo, nato e residente a San Giovanni Rotondo» e ritenuto il “referente” del clan Libergolis a San Giovanni Rotondo, ha raggiunto la sua città natale dopo aver lasciato il carcere di Viterbo.

Prencipe era già libero “in via  formale” dallo scorso giugno 2008, per decorrenza termini nel maxi-processo alla mafia garganica, dov’è stato poi condannato a 26 anni di reclusione.  Il Tribunale della libertà di Bari ha accolto il ricorso degli avvocati difensori Carlo Mari e Michele Vaira, scarcerando l’imputato anche per l’omicidio del posteggiatore Michele Placentino ucciso a San Giovanni la sera dell’8 novembre del 2002, delitto collegato alla faida garganica per il quale Prencipe è stato condannato in primo grado a 16 anni di reclusione. Proprio per il presunto omicidio di Placentino, Prencipe fu arrestato dai carabinieri il 6 marzo del 2008, con notifica dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, dove si trovava detenuto dal 23 giugno 2004, in seguito all’arresto nel maxi-blitz contro la mafia garganica.

I giudici hanno accolto la tesi difensiva sul fatto che ci si trovasse davanti alle cosiddette «contestazioni a catena»: gli elementi che avevano portato all’arresto di Prencipe il 6 marzo 2008 per l’omicidio Placentino erano, infatti, “già noti” in occasione del primo arresto di Prencipe del 23 giugno 2004, nel corso dell’operazione contro la mafia garganica. Per il legali di Prencipe i termini di carcerazione preventivae erano oramai “ampiamente scaduti” dato che andavano calcolati a partire dal giugno 2004, e al contrario dal 6 marzo 2008.

Pertanto, alla paradossalità di imputato libero benchè condannato a 42 anni di reclusione complessivi in due processi per “reati gravissimi”, si oppone la circostanza di un imputato “innocente fino a prova contraria”, e detenuto da 5 anni e 4 mesi, tempo non sufficiente perchè si giungesse a sentenze definitive.

Prencipe fu arrestato il 23 giugno del 2004, durante il blitz contro la mafia garganica, accusato di mafia poiché “affiliato” al clan Libergolis; traffico di droga; ed autore degli omicidi di Giovanni Impagnatiello e Salvatore Fiorentino, morti a San Giovanni Rotondo tra il luglio e ottobre 2001 per i quali si ipotizzavano rivalità legate anche alla droga. Il 26 giugno 2008 la corte d’assise di Foggia lo scarcerò (scarcerazione virtuale perchè era comunque detenuto anche per l’omicidio Placentino) per decorrenza termini: lo scorso 7 marzo la corte d’assise ha condannato Prencipe a 26 anni per mafia e droga con assoluzione dagli omicidi (il pm chiedeva l’ergastolo). Mentre era detenuto per il maxi-processo, Prencipe si era visto notificare in cella il 30 gennaio 2007 una ordinanza di custodia cautelare per traffico di droga nel blitz «Casina», per la quale fu scarcerato per decorrenza termini ed è ancora in attesa del giudizio di primo grado; e il 6 marzo 2008 il provvedimento di cattura per l’omicidio Placentino per il quale è stato ora scarcerato, ancora per decorrenza termini. (fonte: Gazzetta del Mezzogiorno)

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