
Numerosi i ringraziamenti dei nordafricani di Capitanata al presidente del loro paese Zine el Abidine Ben Ali, (esponente del Rcd, partito istituzione per il popolo tunisino, come si vedrà dalla lettura delle analisi di voto degli ultimi anni svoltesi nel paese nordafricano).
Molti dei messaggi di ringraziamento sono arrivati tramite un comunicato dell’Associazione delle Comunità Straniere in Italia, un gruppo che riveste un ruolo basilare, in Italia, per i cittadini extracomunitari presenti su suolo nazionale.
Si ricorda infatti che dell’associazione delle Comunità straniere fanno parte: i rappresentanti ghanesi, presidente Kobby Aidoo; profughi polacchi in Italia, presidente Krzysztof Kanclerz; associazione dei sudanesi in Italia, presidente Saeid Hamed Abdelkareem; degli eritrei all’estero; della comunità etiopica in Italia; ma anche l’associazione della Romania in Italia, coordinatore Simona Pascu; l’associazione “Parrocchia Ortodossa Romena San Silvestro”, responsabile Iulian Curelea; associazione studenti Costa d’Avorio, del presidente Charlemagne Assi; comunità della Bosnia-Erzegovina, presidente Enisa Bukovic; associazione di solidarietà dei kashmiri in Italia; dei nepalesi in Italia, presidente Ramesh Adikari; associazione di Sri-Lanka in Italia; di Amicizia Italia – Ucraina, presidente Gregorio Ovad; degli immigrati marocchini in Italia; degli Euro-bangla Social organization, presidente Islam Mumenul; della comunità peruviana “El Dorado”, presidente Maria Vargas; della comunità bulgara in Italia, presidente Sonia Petrova Nistorova; della comunità dei russi in Italia, del presidente Vladimir Keitan; associazione rifugiati politici in Italia, del presidente Karol Kleszynski, ma anche altre.

Per non parlare del numero di imprenditori extracomunitari presenti su suolo nazionale, del loro ruolo, del loro peso, della loro valenza, assunta negli anni, per il rilancio delle strategie di mercato italiane, nell’ottica di una contrapposizione ponderata avversa alle recessioni economiche/produttive dello Stivale nazionale.

Ma interessante soprattutto, nell’ottica delle consolidate relazioni stabilitesi negli anni fra imprenditoria italiana e tunisina, è il rilevamento della nazionalità di questi titolari di aziende di “terza generazione imprenditoriale”: certo, la stragrande maggioranza di imprenditori extracomunitari, con imprese in Italia, è arrivata dal Marocco: 41mila i titolari di impresa in questione. Ma dopo la Cina, con oltre 28 mila imprese (in primis nei ristoranti o nelle industrie tessili in distretti come quello di Prato), l’Albania (paese che ha dato all’Italia il maggior numero di nuovi imprenditori: oltre 22 mila), s eguono la Svizzera (16.284), il Senegal (13.663) e la stessa Tunisia: ben 10192 le imprese con titolari provenienti dalla riva Sud del Mediterraneo. Chiudono la classifca l’Egitto (8.957), la Serbia e Montenegro (7.813), Bangladesh (6.636) e Nigeria (5.132 imprese).

(si ricorda che per bicameralismo si fa riferimento ad una pratica della rappresentanza parlamentare consistente nella divisione in due camere dell’organo legislativo, il parlamento. Il rapporto tra le due camere varia a seconda dei paesi: nel caso di poteri uguali si parla di bicameralismo perfetto; nel caso di una camera, generalmente quella bassa, espressione degli interessi della nazione in generale, con poteri superiori rispetto all’altra si parla di bicameralismo imperfetto. Il primo caso è tipico dei sistemi federali e dei governi presidenziali; il secondo è più diffuso negli stati unitari che adottano il sistema parlamentare. Forma estrema del bicameralismo è il bipartitismo: un sistema elettorale dove il panorama politico è dominato da solo due partiti principali, in genere a causa di un sistema elettorale spiccatamente maggioritario, basato sull’alternanza. Un sistema bipartitico non esclude l’esistenza di altre formazioni, ma la loro presenza in Parlamento e nella vita politica del paese è fortemente minoritaria)
Tornando alla Tunisa il potere esecutivo è concentrato nel Presidente della Repubblica (i cui poteri costituzionali sono stati ulteriormente rafforzati nel 1988, 1997 e 2002), che lo esercita con l’assistenza di un Primo ministro e di più ministri, tutti di sua nomina e revoca. Il governo ha ampi poteri regolamentari. Il Presidente della Repubblica è eletto ogni 5 anni a suffragio universale ed è rieleggibile senza limiti purché abbia meno di 75 anni. Della pubblica amministrazione, incluse le forze armate e dell’ordine, dispone il Presidente. In quanto garante dell’indipendenza nazionale, dell’integrità del territorio e del rispetto della costituzione e delle leggi può attribuirsi poteri speciali in caso di pericolo imminente.
Il potere legislativo, peraltro di fatto in gran parte di iniziativa governativa con diritto di priorità, è esercitato da: “Camera dei deputati”, composta da 189 deputati (152 eletti in altrettanti collegi uninominali e 37 (20%), riservati per legge all’opposizione, in un collegio unico nazionale) eletti a suffragio universale diretto per un mandato di 5 anni e “Camera dei consiglieri” , composta da 112 consiglieri per 2/3 eletti indirettamente e per 1/3 designati dal presidente. È stata inaugurata il 16 agosto 2005.
Costituzionalmente indipendente, la magistratura non lo è di fatto: il Presidente nomina e rimuove i magistrati su proposta del Consiglio superiore della magistratura da lui integralmente nominato e presieduto. Solo il Presidente può adire il Consiglio costituzionale.
La Tunisia è suddivisa in 24 governatorati (wilayāt), che prendono il nome dalle città capoluogo. Ciascun governatorato è retto da un governatore nominato dal Presidente. I governatorati sono a loro volta suddivisi in “delegazioni”, che raggruppano diversi comuni o “consigli rurali”. La più piccola suddivisione amministrativa è l’imadat.
Nelle elezioni presidenziali del 24 ottobre 2004, ci fu l’affermazione dell’attuale presidente Zine El-Abidine Ben Ali del Rcd con il 94,5% dei voti. (fonte Wikipedia). Alle parlamentari su una quota pari al 91,4 % dei votanti il partito Rcd ottenne l’87,7% di voti alle uninominali.
Per quanto riguarda le elezioni presidenziali del 2009, favorito il già quattro volte presidente Zine El Abidine Ben Ali. Tre gli oppositori che cercheranno di scalzarlo: Ahmed Brahim del movimento d’opposizione Ettajad (Rinnovamento), Mohamed Bouchiha, candidato del Partito di unità Popolare (Pup), e Ahmed Inoubli, dell’Unione Democratica Unionista (Udu).
In Tunisia le elezioni sono state programmate per domenica 25 ottobre. Per la comunità tunisina in Italia una settimana di tempo per esprimere il voto, a seconda delle regioni che predisporranno i seggi nella Penisola.


