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Triangolo di relazione espositiva fra Marino, Bersani e Franceschini: a vincere “l’unità” di Partito

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
18 Ottobre 2009
Politica //

partitodemocratico-confronto

Manfredonia – AMPIA relazione del confronto televisivo, svoltosi lo 16  ottobre 2009, tra i tre canditati alla segreteria nazionale del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino. Di seguito alcuni dei passaggi più interessanti del confronto, dall’elaborazione redatta dal responsabile della sezione Giovani Democratici di Manfredonia, Francesco Castrignano.

SANITA

Per Bersani temi fondamentali come «salute, istruzione, sicurezza» non devono in alcun modo essere affidati «al mercato»; classi abbienti e meno abbienti non devono infatti avere «risposte diverse» su tali tematiche, «in base a mere logiche di mercato».

Per Franceschini: Il sistema sanitario nazionale è una di quelle cose in Italia, che «sebbene acquisite, la destra vuole ancora rimettere in discussione». Nel Libro Bianco, il ministro Sacconi parlerebbe ancora di un «pilastro strettamente privato». Franceschini crede invece che tutti i cittadini di uno stato democrativo vadano considerati «uguali dinnanzi ad una qualsiasi malattia». Più che «abbattere il sistema pubblico sanitario» per Franceschini è importante «integrarlo con quello privato». «I primari devono essere persone competenti e non amici di qualcuno che li porta avanti – ha detto Franceschini – stop ad un sistema nel quale sono gli assessori che nominano i direttori generali e questi, a loro volta, il primario. La nomina avvenga attraverso i curriculum». Casi differenti farebbero infatti «perdere credibilità» allo stesso Partito Democratico.

Per Marino la sanità deve invece essere «garantita» a tutti gli individui, «come afferma la stessa Costituzione»; mentre oggi in Italia al contrario «un milione di persone si spostano dal Mezzogiorno al Settentrione per farsi curare», dato che al Sud d’Italia «si può morire anche per la rottura di un femore». Per Marino è necessario «agire sulle connessioni fra la sanità e la politica: le persone che arrivano in reparto devono sapere che il primario non è li per raccomandazione, ma perché è il migliore». In più «oltre 3000 ospedali italiani sono stati costruiti prima del 1940»

PRIMARIE

Per Bersani, riferendosi alle Primarie, «costituire un partito significa realizzare un pezzo di Costituzione»; pertanto se i delegati del Pd hanno istituto il sistema elettorale del Congresso è perché questo rappresenta un provvedimento «attuato da tutti i partiti», diversamente dalle fazioni che non lo hanno solo perché «vincolate ad un padrone». Giudizio positivo di Bersani sulle primarie, unico appunto per il futuro quello di «perfezioniarle» per tutelare «il lavoro svolto con passione dai 430.000 iscritti nazionali». La politica infatti «deve tener conto delle decisioni stabilite dagli elettori».

Per Franceschini, gli iscritti del Pd durante le primarie hanno dato prova di «grande maturità collettiva». Gli altri allora «farebbero bene a copiare il sistema del Partito Democratico». In caso di una affermazione personale, Franceschini «non eliminerà la facolta di scelta di elezione di un segretario di partito, tramite le primarie», nonostante l’attuale sistema di elezione resti «un po’ tarocco». «Non è possibile – ha detto Franceschini durante il confronto – che eventuali accordi interni, nel caso in cui non ci sia alcuna maggioranza assdeuta, possano cambiare il giudizio degli elettori. Accettiamo il voto delle primarie».

Per Marino «Le regole non si cambiano in corso: come mi era stato ricordato anche da Pierluigi e Dario quando a luglio chiesi di allungare i termini per il tesseramento». Per Marino sarebbe stato meglio «convocare l’assemblea».

CASO BINETTI

Per Bersani: «il problema sarà presto risolto con una decisione democratica all’interno del partito».

Per Franceschini: in un grande fazione politica «convivono e si rispettano le diversità. La sintesi rappresenta inoltre la parte migliore della politica e del lavoro dei parlamentari. È chiaro ci possano essere alcune situazioni come quelle riguardanti i temi di coscienza in cui ci possono essere anche delle differenze ma il caso Binetti non rientra fra questi. Qui infatti si trattava della lotta contro le discriminazioni e non centrava nulla la libertà di coscienza».

Marino ha fiducia in un «metodo di lavoro laico». Un metodo dove ognuno «porta le sue idee, il suo entusiasmo, le sue convinzioni»; nel caso in cui non si riuscisse a trovare « un punto in comune» meglio votare per «delineare la linea del partito». Sulla Ru486: «Dorina Bianchi ha impedito a donne di usare la pillola votando con la destra e rallentando la messa in commercio del farmaco. E l’ha fatto pur non rappresentando la maggioranza del gruppo parlamentare. L’uguaglianza deve essere alla base del Pd, se si vuole stare nel Pd bisogna condividere questo punto. Quelli che non si sentono laici nel cuore a questo giro perché non li lasciamo a casa?».

SCUOLA e MERITROCRAZIA

Bersani: «Nell’attuale Governo «ogni proposta diventa riduzione dell’offerta formativa, così provocando tagli micidiali e insegnanti buttati per strada». Per le università: «il governo Berlusconi non riesce a controllare la gestione corrente di questo settore così alzando nebbie istituzionali per non mostrare l’incapacità governativa di attuare valide riforme»

Per Franceschini: «scuola e università rappresentano i punti estremi nei quali si esprime la distanza massima tra quello che avviene realmente e quello che viene annunciato dal governo. Altro che meritocrazia. È in gioco non solo il futuro dei nostri figli ma di tutta l’economia italiana. Investiamo sul capitale umano fatto di intelligenze e creatività. Ma non esiste merito se non c’è uguaglianza. A tutti devono essere garantite le stesse opportunità».

Marino trova inutile che il ministro all’istruzione Maria Stella Gelmini « continui a parlare di merito». Difatti è stato Marino ad introdurre «un valido sistema meritocratico tramite una legge che affidava i finanziamenti per la ricerca ad una commissione di ricercatori italiani e stranieri». Legge  che sarebbe stata «smantellata» dalla Gelmini: «Lo 0,005% dei professori di ruolo sono al di sotto i 36 anni, mentre in Inghilterra 16%. Se un professore non ha prodotto nulla scientificamente in un certo numero di anni si accomoda fuori e fa spazio ad un ragazzo che accetta di essere valutato ogni 5 anni. Il merito è l’unico modo per permettere a ciascuno di andare dove vuole andare».

BERLUSCONI

Per Bersani il Pd ha il compito di fare una «seria opposizione». L’antiberlusconiano più meritevole è secondo Bersani «colui che riuscirà a  mandarlo a casa». Il Pd intende pertanto «presentarsi agli iscritti come la forza dell’alternativa, in una grande alleanza costituita per battere l’attuale Premier». Nell’immediato invece si cercherà di «le contrastare le palesi picconate della maggioranza alla costituzione».

Franceschini non ne può più del “del ritornello del dialogo con Berlusconi. Non c’è spazio per il dialogo con chi calpesta continuamente le regole e attacca sempre le istituzioni. Ci chiedono di fare più opposizione e non ci sarà nessun salotto e editore radical-chic che mi convincerà»

In riferimento a Berlusconi, Marino pensa che «la decisione della Corte Costituzionale non può essere un motivo per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Diversamente forse quando ha mostrato disprezzo per il presidente della Repubblica e per la Corte. Quando rimprovera a Napolitano di non essere intervenuto, si mette lui stesso fuori dalle regole e delle istituzioni. Il problema della giustizia è la lentezza, sulla quale dobbiamo agire con forza. Dobbiamo ribadire che è indipendente. Per questo e per altri motivi ribadisco a Franceschini, segretario in carica, che dobbiamo cercare di essere sempre presenti in aula. Sugli inciuci di cui parla gli dico: non è che alla fine è colpa mia che ero in America in quegli anni?»

AZIONI ANTI-CRISI:

Per Bersani: «servirebbe una manovra di almeno 10 miliardi di euro per aiutare i consumi, un piano di piccole opere valorizzando i comuni che dimostrano di lavorare per scuole, ambiente e  mobilità», questo oltre ad un grande piano sull’economia verde. Sul nucleare: «dico a Marino che se volevo fare il nucleare facevo il ministro dell’industria. Ho fatto energie rinnovabili, fotovoltaico,riconversione ambientale proprio perché non ci penso proprio a fare il nucleare». Sul lavoro: «un delitto che un milione di persone saranno senza lavoro nei prossimi anni a causa delle azioni annuali del Governo Berlusconi». A Chiamparino: « i problemi si risolvono non con le interviste ma dando una mano perché questo partito è l’unica speranza di questo paese: quale pensioni avranno i giovani dal 2020?»

Per Franceschini: «Appena nominato segretario ho lanciato delle proposte su come affrontare la crisi. Le abbiamo portate in Aula ricevendo solo bocciature. Ci sono priorità: prima i 3 milioni di poveri assoluti e i precari che perderanno lavoro senza alcun ammortizzatore sociale. Occorrono interventi d’emergenza immediati e nuovi investimenti come quello nel campo della green economy. Nessun piedistallo da dove lanciare sentenze. Ignazio alla tua domanda sul nucleare io rispondo da tempo. Io dico no al nucleare, non mi attribuire idee che non sono mie. Errori: riconosciamo di aver fatto errori in questi 2 anni ma smettiamola di mettere in discussione il progetto davanti ad ogni difficoltà. È necessario un ricambio della classe dirigente scelti in base al curriculum e non al fatto di “essere amico di”. Questa sarà la mia scelta. Su Bassolino: Io non avrei mai candidato Bassolino come mio capolista.

Per Marino, quella attuale è una situazione economica nella quale vige «la persistenza di un grandissimo debito pubblico». Questo governo infatti, per Marino, avrebbe deciso di «scrivere una finanziaria vuota. Bisogna sostenere famiglie e imprese, diminuendo i carichi fiscali. I soldi si trovano tassando le rendite finanziarie. I professionisti di successo e gli ereditieri non vengono tassati allo stesso modo. Poi ci sono anche le energie rinnovabili, una enorme fonte di risparmio grazie alla quale possiamo fare bene all’ambiente e dire no, e vorrei sentirlo dire anche dagli altri due, al nucleare». Rinnovamento: ll rinnovamento è condivisibile. I giovani non sono parte della classe dirigente perché il partito di cui Franceschini è segretario è fatto di correnti che non vogliono il rinnovamento e non vogliono ragazzi straordinari come quelli che io ho conosciuto in questi mesi. Sono ragazzi di 19 anni, come una ragazza che in un circolo è stata capace di tenere testa a Piero Fassino. Le primarie vanno fatte sempre per poter scegliere le persone. È facile parlare di laicità adesso, ma i problemi sono gravi e con Franceschini ci sono persone che voterebbero proprio come la Binetti, vedi Fioroni e Dorina Bianchi. Si vota e si segue la linea predominante.

ALLEANZE

Bersani: «Rafforziamoci come partito che si rivolge all’intero arco del centrosinistra. Riapriamo il cantiere dell’Ulivo con formazioni civiche, ambientaliste, della sinistra che vuole dialogare con noi, non con Rifondazione e apriamoci a un progetto di alleanza con chi è in parlamento: UDC, Di Pietro, tutti. Cominciamo ad intraprendere un percorso lineare con l’obiettivo di superare i problemi che ci dividono perché c’è un problema democratico e uno scoiale. Preserviamo il bipolarismo ma non possiamo accettare una legge elettorale dove i parlamentari si nominano, non è possibile che un italiano scelga il segretario del Pd e non il proprio parlamentare.Serve un meccanismo che dia stabilità a governo. sui temi della democrazia e su quelli economico-sociali abbiamo già delle convergenze allora lavoriamo su quel che c’è di positivo ricordandoci che di la c’è Berlusconi e una deriva populistica che dobbiamo battere e fermare in modo alternativo»

Franceschini: «abbiamo difendere l’unica conquista fatta con i nostri avversari: il sistema bipolare dove gli elettori sanno quale coalizione governerà e chi la condurrà. Cosa fare? Una legge elettorale di tipo tedesco che favorisca la crescita di un grande centro con cui allearci? Non è la scelta giusta perché sei poi ci accorgessimo che il giorno dopo il voto il centro si allea con la destra, staremmo all’opposizione per altri 30 anni. Per vincere occorrono sì delle alleanze ma basate sul principio di non fregare più gli elettori. Alleati su un programma di governo. All’idea di rimettere in piedi un calderone che comprenda da Diliberto a Mastella dico no grazie, abbiamo già dato. Politica sull’immigrazione Abbiamo fatto degli errori soprattutto quando siamo stati al governo. Da un lato non abbiamo fatto capire agli italiani che stavamo combattendo i problemi della sicurezza e della criminalità legati ai flussi migratori. Dall’altro lato non siamo stati convincenti nel dire che l’immigrazione è un fenomeno che migliora e accresce storicamente le culture. Il nostro compito è quello di fermare la criminalità e favorire e aprire l’integrazione sociale. Rispondo alla provocazione di Marino. Quando eravamo al governo abbiamo fatto anche noi i respingimenti ma senza alcun richiamo da nessuna parte e soprattutto dalle istituzioni internazionali. È un orrore non salvare una barca in mare e non si guarda al colore della pelle o al fatto se a bordo ci sono dei clandestini. a fare opposizione con più prudenza per non mettermi di traverso. No a tregue o inciuci».

Marino: «La prima cosa da fare è definire l’identità del partito. Dire prima chi siamo e poi con chi stiamo. Dobbiamo attrarre verso di noi forze di sinistra e radicali. Riportiamo a casa 4 milioni di voti persi. L’Idv è il nostro alleato naturale, con mi ritrovo d’accordo su vari punti, specialmente l’ineleggibilità dei condannati in parlamento. E anche l’Idv ha firmato molte mie leggi. Sono deprecabili i loro toni esagerati. Sull’Udc mi chiedo: come facciamo a stare con loro se non hanno i nostri valori e votano contro la legge sull’omofobia? Non sono d’accordo con Letta che vuole l’Udc per vincere in 5 regioni, a me non interessa avere 5 assessori in più, io voglio rispettare i nostri valori.

POLITICHE SULL’IMMIGRAZIONE

Bersani, per il candidato gli immigrati rappresenterebbero una vera «risorsa» del paese: «ci danno il 10% del Pil e ci costano il 3%. Dobbiamo essere per una integrazione non alla francese ma pluralistica anche se non sarei d’accordo con il girare con il burqa perché integrazione è anche guardarsi negli occhi». Informazione e Rai: «situazione preoccupante, una testata Mediaset segue un giudice? Usano l’informazione come un corpo contundente. si a una riforma Rai, facciamo una fondazione, diamo un amministratore unico ma con le nuove tecnologie il sistema informativo si è organizzato in diversi modi e per ciascuno vanno fatte norme contro la posizione dominante perché qui la libertà del cittadino coincide con le norme per le imprese»

Marino, il candidato elenca una serie di dichiarazioni di Franceschini e D’Alema e Fassino sottolineando che “i respingimenti vanno fatti”, dato che li extracomunitari sono persone spesso spinte «dalla disperazione». «Durante i miei primi anni in America – ha continuato Marino – mi prendevano le impronte digitali ma non sono mai stato fuori da una questura al freddo ad aspettare una forma. Il problema principale è che il 90% dei clandestini arrivano non via mare ma con dei passaporti falsi e le forze dell’ordine non hanno le risorse per fare fronte a questo problema. Bisogna dare la cittadinanza ai bambini che nascono sul suolo italiano, bisogna creare dei permesso di soggiorno temporaneo»

CONFRONTO A TRE nelle PRIMARIE

Parere favorevole di Bersani ma nel proposito costruttivo di «non diventare l’oggetto di chi volesse far spettacolo con il partito, proprio perché il partito è una cosa seria. Appello per le primarie del 25 ottobre «Venite a votare, venite scegliendo chi volete tra noi. Non perdiamo la fiducia, non perdiamo  la certezza che mettendoci dalla parte dei più deboli di chi lavora e produce si possa fare una società migliore per tutti»

Franceschini: «Sul confronto a tre Ho sempre detto che fino alla Convenzione del 11 ottobre scorso non era il caso per un confronto a tre. Da oggi, ogni giorno va bene per nuovi confronti. Per il bene del Pd e dei nostri elettori. Sappiamo che resteremo tutti uniti qualunque sia il risultato delle primarie. Più gente ci voterà e più ne uscirà forte il Pd e il suo nuovo segretario. In caso contrario a far festa sarà Berlusconi e la destra. Noi non vogliamo fargli questo regalo».

Sempre in tema di primarie del Partito Democratico, il segretario regionale Pd di Puglia Michele Emiliano sarà a Lucera il prossimo lunedì 19 ottobre, alle ore 17, nella sede del PD di Via D’Auria 41. Il sindaco di Bari illustrerà ai sostenitori e iscritti le motivazioni della sua candidatura, alle primarie del 25 ottobre, alla segreteria regionale con lo slogan “Senza corrente ma con tanta energia”. Fissata invece per il giorno successivo la presentazione dei candidati locali presenti nella lista Emiliano.

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