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Qualche giorno fa è apparso sula testata online “Lettere Quotidiane” di Geppe Inserra, un interessante articolo sull’ostracismo e cancellazione di Foggia e provincia dal panorama nazionale

Grotta Paglicci: è colpa nostra se le cose non vanno e gli altri sono più bravi di noi!

"Paglicci" è rimasta al palo, per colpa della politica o meglio la "non" politica locale che ha considerato il tema come merce di scambio


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Rignano Garganico. Qualche giorno fa è apparso sula testata online “Lettere Quotidiane” di Geppe Inserra, un interessante articolo sull’ostracismo e cancellazione di Foggia e provincia dal panorama nazionale. Argomentazione pro-contro, quest’ultima, scaturita dopo il resoconto – filmato sulla Puglia, trasmesso di recente su Rai 3, da Alberto Angela. Lo scritto in parola è di Matteo Vocale, segretario della sezione del PD di Sannicandro Garganico e grande conoscitore e cultore dei beni (in senso lato) della Montagna del Sole e della Capitanata in generale. Su di esso mi sono permesso di fare le osservazioni che seguono, pubblicate seduta stante su fb. ”Ritengo illuminante e in tante parti esaustiva la disamina di Matteo Vocale su “Foggia bypassata”. Per esempio “Paglicci” è rimasta al palo, per colpa della politica o meglio la “non” politica locale che ha considerato il tema come merce di scambio da affidare di volta in volta a questo o quell’altro amico di cordata. Così che il tema altamente culturale, anzi ostico per molti, è stato amministrato senza considerazione alcuna, appunto, come si ripete più volte nell’articolo in questione, un “mucchio” di ossa o di pietre da amministrare a proprio uso e consumo, ignorando e disperdendo il loro valore intrinseco.

Al momento opportuno nasceva questa o quell’altra associazione, si ergeva a paladino questo o quel tecnico, ma poi finiva tutto nel “dimenticatoio”, forse dopo aver contribuito allo sperpero di soldi per questa o quella mostra o addirittura lasciando incompleto il discorso museo, ancora da completare (vox Università di Siena), nonostante l’ingente somma spesa al riguardo. L’unica eccezione a fare “rete” è costituita dal sito “www.grottapaglicci.it”, rifatto ed aggiornato più volte da gente volenterosa che puntualmente ci ha messo passione e cervello, senza pretese e ricompensa alcuna. Sono d’accordo anch’io che per valorizzare un bene culturale, in primo luogo bisogna conoscerlo a menadito, al fine di riconoscere l’ originalità e l’importanza, rispetto ad altri simili e che per fare questo bisogna partire dalle scuole, che sono le antenne sensibili sul territorio, le uniche capaci di captare tutto ciò che bolle e sistematizzarlo in progetti di valenza, oltre che educativa, turistico – economica. Invece, accade spesso che nelle nostre scuole del Gargano (per esempio in II-III Elementare e anche più in là), quando si affronta il tema della Preistoria, si parla di tutto ciò che è lontano, ma si tace sui ritrovamenti locali, nonostante questi siano già noti in tutto il pianeta. D’accordo anche sull’unità d’intenti, no ai compartimenti stagni. Per esempio, in virtù di siffatta carenza, nel Centro Multimediale di Paglicci, manca un filmato didattico importante, addirittura un irripetibile pezzo “storico”. Il riferimento è al documentario “La via della memoria”, riportante momento dopo momento la “scopertura” dello scheletro della donna paleolitica di Paglicci, eseguita dagli esperti del Politecnico di Torino. Documentario, quest’ultimo, di formato standard, commissionato ed edito a suo tempo dalla Regione Puglia e trasmesso da Rai 3”. Insomma è colpa nostra se le cose non vanno e se gli altri sono più bravi di noi.

(A cura di Antonio Del Vecchio, 18 ottobre 2015)

Grotta Paglicci: è colpa nostra se le cose non vanno e gli altri sono più bravi di noi! ultima modifica: 2015-10-18T10:24:49+00:00 da Redazione



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Commenti


  • svolta

    Da Manfredonia-Siponto sottoscrivo in toto quanto riportato nell’artcolo….
    La colpa è nostra se a rappresentarci ed a rappresentare tali ricchezze sepolte come scrigni da “NON FAR VEDERE”…. ; chiedo: a cosa servono ricchezze se poi non le si può far vedere ed apprezzarle…. Forse perché loro sono molto più sensibili/interessati a consumare territorio e non a rivalutarne quello esistente, già costruito dai nostri avi…. ????

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