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Acqua pubblica: rinviato l’esame del disegno di legge

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
18 Novembre 2010
Regione-Territorio //

Forum nazionale Acqua Pubblica (immagine d'archivio, fonte: Cgil)
Bari – E’ stato rinviato l’esame del disegno di legge relativo al governo e gestione del sevizio idrico integrato con l’annessa costituzione dell’Azienda pubblica regionale dell’acqua, previsto per la seduta di oggi della seconda e quinta commissione consiliare congiunta.
I presidenti delle due commissioni, Giovanni Brigante e Donato Pentassuglia, hanno ritenuto opportuno aggiornare i lavori per dare la possibilità ai capigruppo ed ai commissari di prendere visione dell’articolata sentenza di 136 pagine emessa nella giornata di ieri dalla Consulta, relativa alla privatizzazione dei servizi idrici, con la quale rigetta i ricorsi presentati dalle Regioni Puglia, Liguria, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Marche.

In apertura dei lavori è stata data la possibilità al Comitato dell’Acqua, che ne aveva fatto richiesta, di esporre il proprio parere dubbioso a seguito della proposta di una moratoria a tempo, da chiedere al governo da questo Consiglio regionale, sugli effetti della legge, in modo da preservarsi dall’eventuale effetto dirompente che avrebbe potuto avere l’esito negativo della Corte Costituzionale. Il comitato ha chiesto un impegno congiunto con l’obiettivo di blindare il provvedimento legislativo affinchè la Puglia possa arginare l’onda della privatizzazione.

L’assessore regionale ai lavori pubblici, Fabiano Amati, ha espresso il parere del governo ed ha spiegato che nel disegno di legge la definizione del servizio fornito dall’Acquedotto pugliese non è “a rilevanza economica” che è di competenza esclusiva statale. “Per evitare ciò – ha proseguito Amati – in questa legge è stato introdotto un comma in cui è esplicito che al fine di difendere e garantire l’approvvigionamento dell’acqua, le infrastrutture demaniali concesse in uso per la gestione del servizio idrico integrato sono dichiarate strategiche di rilevanza regionale, anche in relazione alla eccezionale situazione del contesto territoriale di riferimento, data da peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche”.

Il presidente del Pdl, Rocco Palese, ha detto che è necessario “leggere e approfondire la sentenza della Consulta per poter ottenere una risposta responsabile da chi porta avanti questa legge”. Di atteggiamento responsabile e prudente nel procedere con l’esame del provvedimento ha parlato anche il presidente Brigante in chiusura della seduta.


Acqua. Palese: “La Consulta spazza via la demagogia”
–
Una dichiarazione del capogruppo consiliare PdL, Rocco Palese.
“Partendo dal presupposto inviolabile, indiscutibile ed indiscusso che l’acqua era, è e non potrà che restare un bene pubblico, la Corte Costituzionale ha chiarito che la gestione dell’acqua è un servizio a rilevanza economica e, come tale, la legiferazione in materia è di competenza statale. Respingendo i ricorsi della Puglia e di altre Regioni, quindi, la Consulta individua anche la non opportunità per le Regioni, di procedere con legge perché tale legge sarebbe incostituzionale, in quanto la lefigerazione è di competenza statale, ma anche contraria a leggi dello Stato, ossia la legge di riforma del Governo Berlusconi in materia di servizi pubblici locali –
Una dichiarazione del capogruppo consiliare PdL, Rocco Palese – Che Vendola e la sinistra abbiano necessità di tradurre in atti amministrativi le demagogiche, populiste e false promesse elettorali (acqua pubblica e acqua gratis per tutti) non è materia che può far presa sulla Corte Costituzionale. La Consulta, quindi, chiarisce che eventuali leggi in materia approvate da singole Regioni, sarebbero bocciate”.

“La situazione è abbastanza chiara e pare l’abbia capita anche la maggioranza di centrosinistra che stamattina in commissione ha chiesto una sospensione della discussione sul ddl in materia della Giunta, per approfondire la sentenza della Consulta. Sappiamo per esperienza che non bastano le pronunce della Corte Costituzionale per fermare l’ostinazione e il giustizialismo ideologico del presidente Vendola e siamo quasi certi che, al suo ritorno dalla gita negli Usa, Vendola deciderà di andare avanti come un ariete, approvare la legge, farsela impugnare dal Governo e farsela bocciare dalla Corte Costituzionale. In tal modo la sua campagna elettorale nazionale potrà seguire il solco di quella regionale, continuando a promettere fesserie ai pugliesi, per poi prendersela col Governo nazionale che gli impedisce di ‘dare acqua gratis ai cittadini’.
Noi, invece, ci auguriamo che il buon senso e un minimo di responsabilità abbiano la meglio e che Vendola rinunci a portare avanti una legge illegittima come altre che pure ha approvato sapendo in anticipo che sarebbero state bocciate dalla Consulta. Non si può, infatti, ignorare il dato che ognuna di queste ostinazioni di Vendola contro il Governo e dinanzi alla Corte Costituzionale, costa ai cittadini pugliesi non meno di 25mila euro a ricorso, come spese di incarichi legali affidati dalla Giunta Regionale per la costituzione della Regione. E anche così i pugliesi pagano, di tasca loro, l’eterna campagna elettorale di Vendola”.

Redazione Stato

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