Il 28 maggio del 1974, nel corso di una manifestazione antifascista indetta dai sindacati in Piazza della Loggia a Brescia,una bomba collocata in un cestino porta rifiuti esplose ferendo centodue persone ed uccidendone otto fra cui l’insegnate foggiano Luigi Pinto. Il probabile autore materiale della strage, il neofascista Ermanno Buzzi, venne ucciso in carcere dai terroristi neri Pierluigi Concutelli e Mario Tuti. Ma tre distinti processi non sono riusciti a far luce sulla terribile strage, oggi una sentenza di primo grado ha mandato assolti Delfo Zorzi ed altri estremisti di destra per insufficienza di prova.
“Depistaggi e coperture hanno ostacolato in modo costante il lavoro dei magistrati” dice ancora Colomba Mongiello “ed ora il molto tempo trascorso, più di trentasei anni non fa nutrire molte speranze. Come parlamentare della Repubblica e cittadina foggiana, esprimo tutta la mia indignazione per il fatto che le vittime di questo esecrabile attentato non avranno verità e giustizia, rivolgo in particolare un pensiero affettuoso e solidale alla famiglia di Luigi Pinto, che non ha mai smesso di battersi con compostezza e dignità, ma anche con determinazione perché si facesse pine luce sulla trama che è costata la vita al loro congiunto. Persone come loro sono i rappresentanti di un’Italia che è per fortuna molto migliore di quanto mostrino di essere talora le sue istituzioni”.
Redazione Stato



