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Da Homo Sapiens a Homo Pinguis? Darwin e gli obesi


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IndicemassacorporeaManfredonia – E se fosse arrivato il momento di frenare, in qualche modo, il processo “involutivo” della nostra specie? Siamo proprio sicuri che al vertice della selezione naturale ci sia posto per gli extralarge? Scherzi a parte, un piccolo esperimento può essere utile. Sicuramente, da qualche parte in un cassetto, ognuno di noi si ritrova un metro a nastro; tiriamolo fuori e misuriamo la nostra circonferenza vita qualche centimetro al di sopra dell’ombelico: non dovrebbe risultare maggiore di 82 cm per le donne e 102 cm per gli uomini. Poi calcoliamo l’Indice di Massa Corporea (IMC), dividendo il peso espresso in kg per l’altezza in mt²: se il risultato è superiore a 24-25, siamo in sovrappeso; oltre 30, possiamo già parlare di obesità di primo grado. Anche se non si hanno fattezze da homo “pinguis”, è comunque opportuno monitorare un fattore fondamentale per la prevenzione del rischio cardiovascolare: la nostra alimentazione! Grandi pensatori come Buddha, Socrate e Aristotele, pur vivendo in epoche di molto precedenti agli ultimissimi studi sulle telomerasi (enzimi responsabili dell’invecchiamento cellulare), sono morti in tarda età e non tutti per cause naturali. Le loro vite, infatti, erano accomunate dal rispetto rigoroso del principio del “modus est in rebus”. L’uomo moderno, invece, non ama la saggezza, ma preferisce pranzi luculliani e la pancia piena. Tuttavia, una corretta alimentazione, livelli di colesterolo e trigliceridi nella norma, pressione arteriosa e glicemia sotto controllo e, non ultima, regolare attività fisica rappresentano una fondamentale strategia per limitare l’avanzare di questa “nuova specie” (involutiva) con tutte le sue patologie conseguenti. Quindi, anche se abbiamo un aspetto buono, rivolgiamoci al nostro medico per un controllo preventivo di questi parametri e, magari, lasciamo che ci prescriva una dieta adatta alle nostre caratteristiche, da seguire quotidianamente per tutta la famiglia e fatta di calorie bilanciate e di tutti i principi nutritivi necessari. Se poi la pigrizia ci terrà in panciolle sulla poltrona, non dimentichiamo che 40/60 minuti di passeggiata a passo svelto 5 volte a settimana, magari sullo sfondo di un bellissimo paesaggio marino (e dalle nostre parti non abbiamo che da scegliere), ci terrà immuni dallo stress quotidiano e ci eviterà la temutissima evoluzione in homo “pinguis”, in nome di uno stile di vita nuovo, improntato alla responsabilità per la nostra salute.

Da Homo Sapiens a Homo… Pinguis? Darwin e gli obesi (di Lina Giannitto)

E se fosse arrivato il momento di frenare, in qualche modo, il processo… involutivo della nostra specie? Siamo proprio sicuri che al vertice della selezione naturale ci sia posto per gli extralarge? Scherzi a parte, un piccolo esperimento può essere utile. Sicuramente, da qualche parte in un cassetto, ognuno di noi si ritrova un metro a nastro; tiriamolo fuori e misuriamo la nostra circonferenza vita qualche centimetro al di sopra dell’ombelico: non dovrebbe risultare maggiore di 82 cm per le donne e 102 cm per gli uomini. Poi calcoliamo l’Indice di Massa Corporea (IMC), dividendo il peso espresso in kg per l’altezza in mt²: se il risultato è superiore a 24-25, siamo in sovrappeso; oltre 30, possiamo già parlare di obesità di primo grado. Anche se non si hanno fattezze da homo “pinguis”, è comunque opportuno monitorare un fattore fondamentale per la prevenzione del rischio cardiovascolare: la nostra alimentazione! Grandi pensatori come Buddha, Socrate e Aristotele, pur vivendo in epoche di molto precedenti agli ultimissimi studi sulle telomerasi (enzimi responsabili dell’invecchiamento cellulare), sono morti in tarda età e non tutti per cause naturali. Le loro vite, infatti, erano accomunate dal rispetto rigoroso del principio del “modus est in rebus”. L’uomo moderno, invece, non ama la saggezza, ma preferisce pranzi luculliani e la pancia piena. Tuttavia, una corretta alimentazione, livelli di colesterolo e trigliceridi nella norma, pressione arteriosa e glicemia sotto controllo e, non ultima, regolare attività fisica rappresentano una fondamentale strategia per limitare l’avanzare di questa… nuova specie (involutiva) con tutte le sue patologie conseguenti. Quindi, anche se abbiamo un aspetto buono, rivolgiamoci al nostro medico per un controllo preventivo di questi parametri e, magari, lasciamo che ci prescriva una dieta adatta alle nostre caratteristiche, da seguire quotidianamente per tutta la famiglia e fatta di calorie bilanciate e di tutti i principi nutritivi necessari. Se poi la pigrizia ci terrà in panciolle sulla poltrona, non dimentichiamo che 40/60 minuti di passeggiata a passo svelto 5 volte a settimana, magari sullo sfondo di un bellissimo paesaggio marino (e dalle nostre parti non abbiamo che da scegliere), ci terrà immuni dallo stress quotidiano e ci eviterà la temutissima evoluzione in homo “pinguis”, in nome di uno stile di vita nuovo, improntato alla responsabilità per la nostra salute.

Da Homo Sapiens a Homo Pinguis? Darwin e gli obesi ultima modifica: 2009-12-18T18:31:37+00:00 da Redazione



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