Cultura

Trinitapoli, ‘Iride la salapina, l’amante italiana di Annibale’


Di:

DonnadiAnnibale

Tratto da un'immagine di Luigi Starace

Trinitapoli – SARA’ presentato il prossimo 22 dicembre, alle ore 18, nella biblioteca comunale di Trinitapoli, l’ultima opera dello studioso critico Ferruccio GemmellaroL’amante italiana di Annibale   – Iride la salapina”, di edizioni Helicon Arezzo, con prefazione del professore Neuro Bonifazi dell’Università di Urbino con prefazione del professore Neuro Bonifazi dell’Università di Urbino, con la lettura critica del professore Leonardo Vecchiotti (UNIPER di S. Donà di Piave) e foto di copertina a cura di Luigi Starace di Manfredonia. Le vicende si articolano, due secoli aC, preminentemente tra il Gargano (Tempio di Calcante oggi Pulsano, la spelonca di Pilunno-Giano oggi del’Arcangelo), Salpia (già Elpie poi Salapia, Salpi e Trinitapoli), Sipius (poi Sipontum e Manfredonia), Argos Hippion (poi Arpi e Foggia), Canusium (oggi Canosa). Il libro sarà presentato nella biblioteca comunale di Trinitapoli su  invito del Comune, tramite l’assessore Cultura Aquilino Flaminio, introdotto dal prof Pietro Di Biase, e con la partecipazione del giornalista Luigi Starace. Scrive nella prefazione del testo “L’amante italiana di Annibale” l’ordinario dell’Università di Urbino Neuro Bonifazi: “il racconto, che ha come protagonista una nobile signora dell’antica città di Salpia o Salapia, nell’odierna Puglia, presunta amante di Annibale, il Cartaginese nemico dei Romani, si aggiunge ad una serie (una trilogia divenuta così una quadrilogia)1, con la quale l’autore ha voluto dimostrare, raccontando le imprese di donne eroiche o amorose, ma poco conosciute o addirittura ignote, dei secoli scorsi,  “la magnitudine delle donne in età antica, di reale e dignitosa parità con gli uomini”, e in particolare quella di Iride, figlia ed erede del capo  della scomparsa città dauna”. Il tentativo di Gemmellaro è stato compiuto tramite una palese “curiosità culturale” e per “desiderio di giusto riconoscimento della grandezza delle donne nelle varie epoche, scegliendo un tragico personaggio, che più degli altri “veniva ad assodare l’indole di quella parte cromosomica – così precisa nel suo stile volutamente antiquariale e immaginifico, di cui abbiamo già in questa frase un grazioso esempio – che sovente mi sgorga dallo scrivere”. In questo modo, l’autore Gemmellaro “affronta e risolge singolarmente – secondo Bonifazi –  uno dei problemi di teoria letteraria più importanti, ossia il problema della narrativa storica”, vale a dire i “romanzi o racconti che uniscono in forme diverse gli avvenimenti reali e i personaggi storici alla fantasia  ricostruttiva o leggendaria e all’invenzione del narratore”. In questo senso, la storicità non va confusa con quella “vera e propria” della narrativa storiografica, ma va ad aggiungersi “alla narrazione romanzesca” al fine di “aumentarne la verosimiglianza (che corrisponde aristotelicamente  alla “mimesi” o imitazione della natura) e quindi la stessa credibilità”. Essa fa parte, insieme ai contenuti filosofici o scientifici o religiosi, di quelle che sono considerate le “motivazioni”, che favoriscono l’immedesimazione del lettore, fenomeno necessario per la risoluzione catartica dell’opera d’arte.

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1 Note dell’autore Ferruccio Gemmellaro

La trilogia

1997 Stele daunia per la vergine Beccarino (Personaledit)

La storia di una giovane rapita dai Turchi a Manfredonia nel XVII secolo e divenuta l’unica sultana della storia musulmana di origine italiana  e di fede cattolica mai abdicata. Suo figlio, infatti, per l’educazione ricevuta, rifiuterà l’eredità  del  trono per per accedere nella Chiesa Cattolica. Il volume è stato adottato in una classe di scuola media nel veneziano

2001 La pulzella delle specchie (Piazza Editore)

XIX secolo. Le vicende di una giovane salentina, guardiana di porci, che sarebbe divenuta una intellettuale della carboneria, nelle file del generale Guglielmo Pepe e poi in piena autonomia con un manipolo di rivoluzionarie, operando in Capitanata.

Il volume ha ottenuto il Premio Speciale  G. D’Annunzio (Abruzzo) nel 2002

2005 La mercenaria (Piazza Editore)

XVI secolo. Si narra della giovane Bianca Cappello scappata a Firenze da Ca’ Cappello di Meolo – dimora di terraferma della sua famiglia di proprietari terrieri – col suo spasimante toscano. Qui diviene l’amante del granduca e, alla morte della granduchessa, ne prende il posto nobiliare. Sua nipote Alvine travisata da uomo si arruola nelle truppe spagnole, allora dominanti nella penisola, sino ad assumere incarichi autorevoll. Capita nel castello di Manfredonia per una ispezione. Il Centro Documentazione storico etnografica del Veneto Orientale ne ha fatto un corto, proiettato fuori concorso a Manfredonia nella serata del Festival del Cinema Indipendente,

Il volume è tra i quattro finalisti del Premio Morosini (Veneto) del  2007

Trinitapoli, ‘Iride la salapina, l’amante italiana di Annibale’ ultima modifica: 2009-12-18T12:10:05+00:00 da Luigi Starace



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Commenti


  • Autore articolo

    Aggiornamento last minute: il prof. Vecchiotti non potrà essere presente, per cui interverrà il sottoscritto a presentare lo scrittore. 🙂


  • Massimo

    Salve,
    è possibile ordinare questo libro “Iride la salapina, l’amante italiana di Annibale” via Internet?
    Grazie in anticipo


  • Ferruccio Gemmellaro

    Il volume è acquisibile in libreria Equilbri Manfredonia (Anteprima).
    Fuori Manfredonia, privati e librerie pssono richiederlo via internet tramite Edizioni Helicon Arezzo
    In seguito potrò essere piu preciso per indicatre librerie di mia conoscenza
    Ferruccio Gemmellaro


  • amico folle

    Oggi sulla Gazzetta ricca sintesi dell’evento

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