Economia

Agevolazioni Zfu, Scajola: assegnazione diretta ai Comuni. E Manfredonia ?


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Corso Manfredonia, Luigi Rignanese

Corso Manfredonia, foto di Luigi Rignanese

Roma – AGEVOLAZIONI Zone Franche Urbane: direttiva del Ministero  per l’assegnazione diretta delle risorse ai comuni interessati. Su proposta del Ministro all’Economia Claudio Scajola, il Consiglio dei Ministri ha  approvato infatti la modifica, nel cosiddetto “decreto mille-proroghe”, della normativa sulle Zone Franche Urbane, varate di recente dal Ministero dello Sviluppo Economico e che, nella fase iniziale, riguardano 23 Comuni, in gran parte nelle regioni meridionali.“Questa semplificazione procedurale – ha precisato il Ministro Claudio Scajola – consentirà di ridurre una serie di passaggi amministrativi e contabili complessi in modo da far decollare il progetto già con l’inizio del prossimo anno. Convocheremo subito i Comuni interessati per dare immediatamente seguito a queste decisioni”. Il ‘ritocco’ proposto dal dicastero di Via Veneto, di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze, ha l’obiettivo di rendere immediatamente operativa l’agevolazione assegnando le risorse (100 milioni di euro) direttamente ai Comuni interessati, accelerando così notevolmente i tempi per l’erogazione alle imprese. La modifica, che conferma l’entità dei benefici per azienda, privilegia inoltre il taglio degli oneri relativi al costo del lavoro e all’ICI, semplificando il calcolo dell’agevolazione e la sua effettiva fruizione. Il piano Zfu: rivolto alle piccole e micro imprese italiane, disponibili ad “osare” sul mercato, il progetto del Governo “Zone Franche Urbane” prevede un “consistente alleggerimento”, nel bilancio annunale delle aziende, grazie ad agevolazioni fiscali e di tipo previdenziali. Sono complessivamente 22 le Zfu individuate nello Stivale, che beneficieranno pertanto del piano di aiuti approvato dall’Unione Europea. Il progetto rientra come prima parte del Piano Sud, in realtà già partito con il governo Prodi in seno alla Finanziaria del 2007. Un progetto che si è basato sin dall’inizio sul modello di riferimento francese: una determinata area urbana delimitata all’interno di un comune. La situazione in Italia: diverse le zone soggette in Italia “a disagio urbano”: svetta Catania con il quartiere Librino, seguita anche dalle zone del napoletano (Torre Annunziata e Napoli Est), dal resto della Campania, dalla Calabria e dalla Puglia. Le Zfu italiane  sono diventate nel tempo 22, dalle iniziali 18, per garantire a tutte i territori almeno un’area di riferimento: nel tempo si sono pertanto aggiunte, nell’area esposte a criticità territoriale, anche la Regione Abruzzo (con Pescara), la Toscana (Massa Carrara), la Liguria (Ventimiglia) e la Basilicata (Matera). Queste la lista ufficiale, tra le 64 proposte sulla base di una serie di indicatori di disagio socioeconomico da un Gruppo tecnico di esperti del Dipartimento: Catania, Gela, Erice in Sicilia; Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria; Matera in Basilicata; Taranto, Lecce e Andria in Puglia; Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania; Campobasso in Molise; Cagliari, Quartu Sant’Elena e Iglesias in Sardegna; Velletri e Sora in Lazio; Pescara in Abruzzo; Massa Carrara in Toscana e Ventimiglia in Liguria. Si prevede che gli incentivi e le agevolazioni potranno essere erogati ‘concretamente’ entro la prossima primavera. Il finanziamento a disposizione, inizialmente limitato in 50 milioni all’anno per un biennio, è stato arricchito grazie ad una norma contenuta nella legge Sviluppo che dispone la possibilità di “attingere in via strutturale”, sempre con 50 milioni annui, alle risorse Fas gestite da Palazzo Chigi. Le misure a favore delle imprese: in particolare, chi aprirà una nuova attività economica nelle Zfu, delimitate dallo Stato, avrà diritto all’esenzione totale dalle imposte sui redditi per i primi cinque anni d’imposta, dal sesto al decimo anno a un’esenzione del 60%, per l’undicesimo e dodicesimo anno del 40% e del 20% per i successivi due anni. L’esenzione riguarderà anche l’Irap per i primi cinque periodi d’imposta, fino al raggiungimento della somma di 300mila euro del valore della produzione netta per ciascun anno. Anche per l’Ici l’esenzione è per i primi cinque anni e riguarderà gli immobili situati nella Zfu di proprietà dell’impresa e utilizzati per l’esercizio della nuova attività. Dal punto di vista previdenziale, l’esonero segue gli stessi criteri delle imposte sui redditi e si applicherà ai contratti a tempo indeterminato e a quelli a tempo determinato di durata come minimo annuale. Inoltre, almeno il 30% dei lavoratori deve risiedere nel Sistema locale di lavoro in cui è situata la Zfu. I criteri di selezione per le Zfu sono stati dettati dalla delibera Cipe del 30 gennaio 2008. I Comuni interessati sono stati quelli con una dimensione demografica minima di 25mila abitanti, mentre per le zone franche urbane una dimensione demografica minima di 7.500 abitanti, fermo restando la soglia massima individuata dalla legge in 30mila abitanti. Per calcolarla si sono utilizzati i dati Istat sulla popolazione residente del 2006. Importante anche il tasso di disoccupazione comunale superiore alla media nazionale nel 2005 (dunque superiore al 7,7% della media nazionale). Per la Puglia erano originariamente in lizza anche Foggia, Manfredonia, San Severo e Lucera, tutte escluse dai fondi, a favori di Lecce (in migliaia di euro: 1.951/1.949); Andria (2.452/2.450) e Taranto (3.100/3.096).

Agevolazioni Zfu, Scajola: assegnazione diretta ai Comuni. E Manfredonia ? ultima modifica: 2009-12-18T15:15:37+00:00 da Redazione



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