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In favore di "soggetti risultati fittiziamente assunti da ditte perlopiù inesistenti"

Indennità disoccupazione, Cassazione boccia ricorso consulente del lavoro del Foggiano

Respinta l'istanza di riesame proposta dal ricorrente, contro un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per l'udienza preliminare del medesimo Tribunale


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Roma. ”(..) uno dei lavoratori coinvolti nell’indagine ha affermato che l’indagato non soltanto si interessava delle pratiche relative all’indennità di disoccupazione ma gli trovava anche i datori di lavoro presso cui andare a lavorare. Il tribunale ha valutato anche le registrazioni delle conversazioni telefoniche dell’indagato prodotte dalla difesa, ritenendole non idonee ad inficiare la rilevanza delle altre emergenze, tenuto conto che (l’indagato,ndr) sapeva che quanto diceva era registrato, essendo lui stesso l’autore della registrazione”.

Con recente sentenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un 33enne nativo di San Giovanni Rotondo contro un’ordinanza dell’aprile 2017 del Tribunale di Foggia con la quale era stata respinta l’istanza di riesame proposta dal ricorrente, contro un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per l’udienza preliminare del medesimo Tribunale.

All’indagato si contesta di avere nella qualità di consulente del lavoro abilitato anche alla gestione per via telematica dei rapporti tra imprese e Inps, relativamente alla posizione contributiva dei lavoratori, agendo in concorso e su delega di diversi imprenditori, indotto l’ente di previdenza a corrispondere prestazioni economiche a titolo di disoccupazione, maternità e malattia per complessivi euro 706.852, a soggetti risultati fittiziamente assunti da ditte perlopiù inesistenti“. “Il tribunale ha ritenuto che il compendio raccolto nel corso delle indagini preliminari fosse connotato da adeguata gravità, sulla base di elementi specificamente indicati nel provvedimento impugnato. In particolare è stato sottolineato che l’indagato era il consulente del lavoro di tutte le imprese coinvolte nell’indagine, curava le assunzioni dei lavoratori come emerge dai documenti acquisiti ed anche dalle dichiarazioni dei lavoratori assunte dagli ispettori Inps. Il tribunale ha affermato inoltre che sussistevano i presupposti per disporre il sequestro ai fini della confisca per equivalente, per i quali è sufficiente il fumus criminis e la corrispondenza tra il valore dei beni oggetto del sequestro e il profitto o prezzo dell’ipotizzato reato“.

Redazione StatoQuotidiano.it

Indennità disoccupazione, Cassazione boccia ricorso consulente del lavoro del Foggiano ultima modifica: 2018-01-19T18:46:47+00:00 da Redazione



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