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All’Alenia di Foggia parte il programma Joint Strike Fighter


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Boeing_787_Roll-out (onewest)

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Foggia – NELL’ALENIA aeronautica di Foggia, che conta circa 900 dipendenti, approda in questi giorni un macchinario di ultima generazione in grado di ottimizzare l’uso della carboresina. Si chiama “Cincinnati” ed è prodotta nell’omonima cittadina dell’Ohio, negli Stati Uniti, in una fabbrica specializzata in produzioni nel settore aerospaziale, petrolchimico e nell’automotive. Approdata, poi, qui in Italia, dove è stata scelta la sede Alenia di borgo Incoronata, per svilupparne le competenze. Parte così il programma JSF (Joint Strike Fighter), l’altro grande filone produttivo – dopo il Boeing 787 -, che sarà in grado di assicurare allo stabilimento foggiano commesse per una ventina d’anni. Il JSF, conosciuto anche come F35, è il nuovo velivolo militare progettato dalla Lockeed-Martin, in dotazione forse dal 2016 anche all’Aeronautica militare italiana, considerato la difesa aerea del futuro. Sembra proprio destinato ad essere un aereo tipicamente foggiano. Perché? Intanto, perché la produzione delle sue ali avviene nell’Alenia stessa, poi perché verrà schierato anche sulla linea di volo del 32° stormo di Amendola, come annunciato dall’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, Daniele Tei, durante la visita dello scorso luglio. Nello stabilimento Alenia è prevista la produzione, fra il 2010 e il 2028, di 1300 ali complete (quella di Foggia è la seconda linea di produzione dopo la capocommessa Lockeed). Il magnifico “Cincinnati” è in grado di lavorare una fibra di carbonio dalle dimensioni più ridotte rispetto alla fibra già impiegata, ad esempio, per un grande areo commerciale come il Boeing 787 da 250 passeggeri. Ma la via per costruire aerei più leggeri e che abbiano minori consumi e inquinino il meno possibile l’ambiente, è già stata intrapresa. Da questo punto di vista questa nuova tecnologia segna l’inizio di una nuova era per l’aeronautica mondiale inaugurata dagli americani con la progettazione del primo aereo commeriale su know-how italiano. Foggia e Grottaglie – dove si trova lo stabilimento Alenia che produce la fusoliera del 787 – si confermano pertanto l’avamposto della tecnologia applicata ai materiali su velivoli militari e civili. Un punto di eccellenza, nel panorama aeronautico-militare mondiale e italiano, che non deve mai essere offuscato. L’obiettivo è quello di mantenere le posizioni in Europa e negli Usa, crescere nei paesi emergenti. L’industria dell’aeronautica e della difesa si sta muovendo con prudenza dopo avere lasciato alle spalle un anno difficile, governato dai tagli ai budget e dai fallimenti di numerose compagnie aeree. Le previsioni per il 2010 continuano ad essere stazionarie, ma con una novità che sta cambiando gli umori tra gli addetti ai lavori: la crescita inaspettata degli stanziamenti per il settore della difesa da parte dell’Amministrazione Obama. Mentre in Italia, Finmeccanica attraverso Agusta Westland ha firmato nei giorni scorsi con l’indiana Tata Sons, la holding della multinazionale di Mumbai, una joint venture da 15-20 milioni di euro nel settore degli elicotteri per installare una linea di assemblaggio dell’AW119 nella città indiana di Hyderabad. In questi giorni la società ha “incassato” la prima tranche da 100 milioni di dollari destinata a salire velocemente dal momento che il budget Usa prevede di acquistare almeno 10mila veicoli tattici. Per risparmiare, l’Amministrazione Obama ha cancellato grandi progetti come la produzione del caccia F-22 raptor estremamente costoso e di impiego complicato e l’aereo da trasposto C-17. Si salva invece il cacciabombardiere F-35, un aereo non ancora in fase di produzione, concorrente del caccia dell’industria europea, l’Eurofighter. Quest’ultimo è prodotto dal consorzio europeo di cui fanno parte Alenia Aeronautica (Finmeccanica), l’inglese Bae system e le divisioni spagnola e tedesca di Eads: all’Italia sono stati assegnati 121 aerei di cui 95 con contratto di produzione. Una collaborazione europea tra Italia, Germania, Inghilterra e Spagna a cui Finmeccanica partecipa con una quota industriale di circa il 36%.

All’Alenia di Foggia parte il programma Joint Strike Fighter ultima modifica: 2010-02-19T18:36:12+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Gerardo

    trovo questo proggetto una vera e propria realtà a foggia (forse l unica)spero che questi progetti crescano sempre più negli anni e che assumino sempre più persone…

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