FOGGIA – Il Carnevale, festa dai molteplici significati, rivela ancora oggi tracce delle antiche ritualità contadine e dei Saturnali romani.
Attraverso maschere moderne, esso conserva il gusto per la trasgressione e la purificazione invernale, incarnando una fuga dalla realtà e una celebrazione dell’energia della natura.
Le tradizioni del Carnevale garganico, come il processo e il sacrificio simbolico, riflettono antiche credenze pagane, mentre le Quarantàne, bambole appese durante la Quaresima, richiamano simbolismi di fertilità e rituali propiziatori.
Questi riti, molto sentiti a San Nicandro Garganico, Monte Sant’Angelo, Vico del Gargano, Peschici, con radici nelle celebrazioni primaverili greche ed eleusine, simboleggiano il passaggio dall’inverno alla primavera, con sacrifici necessari per garantire la rinascita della vita.
Il culto di Dioniso, la leggenda di Erigone e i Misteri Eleusini intrecciano miti di morte e resurrezione, celebrati anche attraverso il Carnevale moderno e l’impiccagione simbolica delle bambole.
Infatti, la Quarantàna, sospesa come un’impiccata, incarna un rito di passaggio per superare l’angoscia della vita in generale e dell’inverno che cede il posto alla vitalità primaverile, simboleggiando la rinascita e la purificazione della natura e dell’uomo.
A cura di Giovanni Barrella



