Statoquotidiano.it, 19 maggio 2026. Orta Nova – Ha detto la sua ieri Antonio Di Carlo, vicesindaco di Orta Nova, con un post su Facebook, intervenendo così nel dibattito politico che anima in questi giorni la cittadina ortese, con una sua chiara sottolineatura: “Amministrare Orta Nova non significa ripartire da un foglio bianco.
Esiste la continuità amministrativa. È la legge. Significa che i debiti, gli impegni e i nodi ereditati dal passato vanno gestiti e pagati da chi è in carica oggi. Funziona così nel pubblico come nel privato.
Ma la memoria, in politica, sembra essere diventata un optional”.
Una risposta prontamente è arrivata, subito dopo, da Alfredo Coppola, consigliere della passata amministrazione Lasorsa, poi candidato alle scorse elezioni amministrative del 2025 nelle liste del movimento Rivoluzione Orta Nova, che così si è espresso: “Occorre rinfrescare la memoria a chi oggi governa.
Voi non siete caduti dal cielo dieci mesi fa”.
I dettagli.
Un bilancio dei primi dieci mesi dell’amministrazione Di Vito, il vicesindaco sembra aver voluto tracciare nel suo discorso, con un’analisi, la sua, del panorama politico presente nel territorio ortese:
“A Orta Nova assistiamo a uno spettacolo singolare: da una parte un’opposizione a caccia di visibilità immediata; dall’altra, esponenti politici che si sono avvicendati nelle scorse stagioni e che oggi, magicamente, dimenticano le proprie responsabilità, pronti a salire in cattedra a dare lezioni.
La verità è che i risultati di una buona amministrazione richiedono tempo, visione e semina costante. Non si vedono in dieci mesi. Chi ha avuto anni a disposizione e non ha inciso, oggi preferisce soffiare sul fuoco del malcontento dei cittadini, stanchi giustamente di tasse e sacrifici”.
Il discorso di Di Carlo, poi, pare aver puntato l’attenzione sul lavoro svolto dalla maggioranza di Di Vito:
“Noi questo peso lo sentiamo tutto. Ed è un disagio di cui ogni istituzione, dal Comune al Governo centrale, deve farsi carico con serietà, non con la propaganda.
Ci mettiamo la faccia ogni giorno, consapevoli di essere il bersaglio sia di chi siede in minoranza, sia di chi spera che i cittadini abbiano la memoria corta”.
E la sua messa in evidenza è arrivata così. Con queste parole: “Ma qui sta l’errore di calcolo: la nostra comunità è molto più attenta e intelligente di quanto certa politica pensi. La gente sa distinguere benissimo chi sta lavorando sodo per rimettere in sesto il paese da chi, invece, cerca solo di nascondere le colpe del passato dietro un clic sui social.
A voi cittadini, però, voglio chiedere sinceramente scusa se i tempi del cambiamento non sono immediati e se vi trovate ancora a subire il peso di situazioni che arrivano da lontano. Da parte nostra, vi confermo il massimo impegno, giorno e notte, per risanare e far ripartire la nostra città.
Ma per farlo abbiamo bisogno di voi”.

Non dello stesso avviso però, l’ex consigliere Alfredo Coppola, che nel suo post, ha messo l’accento su osservazioni che partono da un’angolazione diversa: “Condivido un dato: la memoria in politica è fondamentale. […] Molti componenti dell’attuale maggioranza, a partire dal Sindaco Di Vito, hanno fatto attivamente parte della precedente amministrazione.
Certamente sedevate sui banchi dell’opposizione, ma il ruolo di un consigliere di minoranza serio è proprio quello di studiare le carte, analizzare i bilanci, sviscerare i debiti e conoscere a fondo lo stato di salute del Comune. Sapevate benissimo, o dovevate sapere, quale fosse la situazione finanziaria del paese.
Presentarsi oggi ai cittadini dicendosi “sorpresi” o schiacciati dal peso di situazioni che arrivano da lontano significa due cose: o non avete studiato i bilanci quando eravate all’opposizione, o avete fatto promesse elettorali sapendo di non poterle mantenere. In entrambi i casi, la responsabilità è solo vostra”.
Il riferimento di Alfredo Coppola è andato poi a “fatti di oggi, perché i cittadini pagano le tasse nel presente, non nel passato. Non si può chiedere alla comunità di stringere la cinghia in nome dei debiti ereditati, se poi l’attuale amministrazione compie scelte finanziarie che gridano vendetta”.
E subito dopo l’ex consigliere ha passato in rassegna una serie di situazioni che, a suo dire, rimanderebbero a “scelte concrete” dell’amministrazione Di Vito.
“A maggio 2025, questa maggioranza ha acquistato un immobile urbano per la cifra di 600.000 euro di soldi pubblici per ospitare la Tenenza dei Carabinieri. Un presidio di legalità fondamentale che tutti noi sosteniamo con forza. Tuttavia, l’impostazione originaria prevedeva un titolo oneroso: un regolare contratto di locazione per cui il Ministero avrebbe pagato un affitto al nostro Comune. Lo Stato ha capitoli di bilancio solidi e specifici per pagare le caserme. Voi, invece, avete preferito firmare una delibera per concedere quell’immobile a titolo totalmente gratuito per ben 99 anni. Avete privato Orta Nova di un’entrata economica certa e strutturale per un secolo intero. I Ministeri ringraziano, le tasche degli ortesi un po’ meno.
A questa rinuncia milionaria si aggiunge la gestione delle priorità quotidiane. In un momento di profonda crisi, con famiglie stremate dal carico fiscale, abbiamo assistito a spese imponenti per l’organizzazione dell’ultima festa patronale. Le nostre tradizioni vanno onorate e difese, sempre, ma lo si fa con la sobrietà e il rispetto che i tempi impongono. Spendere meno per i festeggiamenti non avrebbe tolto dignità alla nostra piazza, ma avrebbe permesso di recuperare risorse vitali per i servizi sociali, per aiutare le persone in difficoltà o per sistemare le strade dissestate del nostro paese”.
E così la sottolineatura di Coppola: “La matematica politica è semplice: se un Comune rinuncia alle entrate (come il fitto della caserma) e non taglia le spese superflue (come i fasti della festa), l’unico modo che ha per sopravvivere è tenere le tasse al massimo. Questa non è un’eredità del passato: è la diretta conseguenza delle vostre delibere di oggi.
I cittadini di Orta Nova sono attenti e intelligenti, proprio come dice il Vicesindaco. E sanno benissimo che non si può governare una città continuando a usare lo specchietto retrovisore come paravento, soprattutto se in quello specchietto si riflettono i volti di chi, pur cambiando di posto, siede in Consiglio Comunale da anni.
Meno scuse, meno vittimismo istituzionale e più coerenza nei bilanci. È così che si dimostra il vero amore per Orta Nova”.



