FOGGIA — Sarebbero quattro i minori individuati dai Carabinieri come presunti responsabili della violenta aggressione avvenuta nella notte tra sabato 9 e domenica 10 maggio in Piazza Mercato, nel cuore della movida cittadina. Vittima dell’episodio un ragazzo di 17 anni, rimasto ferito con numerose lesioni, anche al volto, giudicate guaribili in 25 giorni.
La denuncia è stata formalizzata il giorno successivo presso la Stazione Carabinieri di Foggia Principale. Da quel momento sono immediatamente scattate le indagini, condotte attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area, l’ascolto delle persone informate sui fatti e la comparazione di diversi fascicoli fotografici.
Gli accertamenti investigativi hanno consentito ai militari dell’Arma di risalire ai presunti autori dell’aggressione, identificati in quattro minorenni, due dei quali infraquattordicenni.
Nella giornata di sabato 16 maggio, nei confronti di due indagati — entrambi 17enni — è stato notificato il cosiddetto “Daspo Willy”, il provvedimento di prevenzione emesso dal Questore di Foggia che vieta l’accesso alle principali aree della movida urbana, con l’obiettivo di contrastare episodi di violenza giovanile e tutelare la sicurezza pubblica.
Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.



Mi piacerebbe conoscere sull’argomento il pensiero dei genitori dei quattro aspiranti bulletti – da soli, avrebbero paura anche della loro stessa ombra -. Ecco, questo sarebbe un discorso interessante. Capire, cioè, fino a che punto questi cosiddetti genitori seguono la crescita dei loro pargoli. Bisognerebbe innanzitutto abbassare l’età di imputabilità di un soggetto minorenne, inasprire le pene e coinvolgere nel l’imputazione anche i genitori per culpa in vigilando. Altrimenti questo fenomeno delle baby gang, del bullismo e chi più ne ha più ne metta non sarà mai debellato. Bisogna far capire ai genitori, che non si mette al mondo un figlio o un supercampioncino del genere solo per il gusto di incrementare il nucleo familiare. Bisogna che ci si assuma le proprie responsabilità. Il dialogo, alla luce di quello che leggiamo e sentiamo ogni giorno, è un contrasto fallimentare. Ci vorrebbe una forma di deterrenza più efficace. E qui dovrebbe intervenire il Parlamento con leggi ad hoc.