Manfredonia

Manfredonia, dentro e fuori il Pd servono iniziative formative


Di:

Assemblea Pd Manfredonia (Pd, assemblea 14.06.2013@)

Manfredonia – NELLA precedente riflessione abbiamo evidenziato come anche a Manfredonia sono avvenuti cambiamenti nell’ideologia e nel modo di fare politica da parte del PCI e della DC, per cui è stata, in qualche modo, teoricamente e praticamente, superata la loro storica contrapposizione. Tale consapevolezza è stata acquisita a Manfredonia nella sua sinistra storica e nella concezione prevalentemente diffusa, da molto tempo, dalla fine degli anni ’60.

Ci sono riferimenti ed episodi specifici di tale storia politica a dimostrazione del superamento di tale contrapposizione (DC-PCI) a Manfredonia. Infatti nelle modalità reali ed informali dell’operare di questi due partiti dalla fine degli anni ’60 in poi, spesso su questioni generali riguardanti lo sviluppo di Manfredonia sia urbanistiche che sociali, si sono trovati e fatti accordi comuni, espliciti ed impliciti. La stima reciproca, evidenziata anche pubblicamente, che intercorreva tra i leader storici locali, Michele Magno e Berardino Tizzani, ne era una ulteriore prova così come lo erano anche i tanti provvedimenti sostenuti nell’Amministrazione Provinciale comunemente dai Consiglieri manfredoniani di diverso orientamento. Il “compromesso storico” ha dato poi forma strategica e prospettiva politica generale a tali limitate piccole dinamiche.

Ci sono a mio parere, addirittura, episodi storici verificatosi a Manfredonia e che rappresentano un punto di svolta di questa nuova consapevolezza, soprattutto nell’ambito della sinistra tradizionale locale. A Manfredonia, infatti, nel 1968 ci fu la prima e più grande manifestazione cittadina che coinvolse tutti i giovani, (di allora) senza pregiudiziali e di qualsiasi orientamento, a difesa del “socialismo dal volto umano” di Dubcek.

Il grande striscione che apriva tale manifestazione era “IERI CONTRO L’IMPERIALISMO AMERICANO IN VIETNAM, OGGI CONTRO L’AGGRESSIONE SOVIETICA IN CECOSLOVACCHIA: PER L’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI“. In questo striscione (ed in altri cartelli) era sintetizzato il grande lavoro di confronto, scontro, analisi, riflessioni di giorni e settimane fatte presso la sede FUCI, collocata allora in un locale di Piazzetta mercato, soprattutto da giovani comunisti e democristiani di Manfredonia, ed anche da liberali, socialisti, semplici studenti universitari “sessantottini” e di nessun orientamento politico, tutti spinti solo dal desiderio di testimoniare solidarietà a persone e popoli oppressi. Certo il PCI manfredoniano di allora fu restio a questo processo unitario così come la DC, con qualche esponente, tentò di strumentalizzare quella iniziativa per evidenziare solo le pecche del campo avverso, ma sicuramente nell’insieme quella manifestazione (ed il prima ed il dopo) fu il segnale che era ed è possibile un processo unitario tra forze e persone diverse, purché si ritrovino ideali e valori condivisi. Quella manifestazione e quella esperienza unitaria, pur con limiti, ha influito sulla coscienza e sulla storia politica di Manfredonia, anche perché nei mesi successivi assunse una fisionomia più solida con la nascita del circolo giovanile “Gruppo d’Impegno A. Gramsci”.

Il circolo prese in affitto un appartamento di proprietà del Prof. Milano in via San Francesco n°8, visse per circa un anno promuovendo parecchie iniziative, nelle scuole e fuori, con la partecipazione di tantissimi giovani di Manfredonia, desiderosi di essere protagonisti attivi per migliorare la condizione giovanile e contribuire a migliorare le tante pecche della città, senza pregiudiziali. Divenne un punto di riferimento sia per sostenere le iniziative studentesche nelle scuole cittadine sia per sviluppare dibattiti politico-culturali sia come luogo di incontro-informazione-formazione di quanto succedeva nelle diverse università italiane, occasione e gruppo di sostegno reciproco affettivo ed amicale. Fu principalmente nel nome e nella partecipazione ampia di giovani, comunisti e non comunisti, di diverso o nessun orientamento politico, il tentativo di costruire una nuova sinistra unitaria a Manfredonia, non incrostata da ideologia né da clientelismi ed interessi di parte, ma eticamente e culturalmente fondata sui valori comuni universali, di libertà, uguaglianza, solidarietà, democrazia partecipata, anti-totalitarismo ed anti-autoritarismo. Una sinistra unitaria che voleva andare oltre il PCI ed oltre la sinistra democristiana, che vedeva nei giovani, in quanto tali, innovatori e portatori di cambiamento e protagonisti di una società migliore. “A. Gramsci” garantiva questo orientamento culturale progressista e di sinistra (per definizione allora soggetto del cambiamento), non dogmatico, aperto alle istanze libertarie dei giovani.

Era considerato (più che fondatore del PCI) un intellettuale militante capace di analizzare la società italiana con una ricchezza propositiva tale da delineare una via italiana al socialismo, antistaliniana ed anti-satellite URSS, e, quindi, capace di innovare e superare il PCI di allora. A. Gramsci veniva considerato nello stesso movimento studentesco “contestatore” anche un intellettuale da studiare e da apprezzare: era un uomo simbolo per tutti i giovani, tanto più se meridionali, un uomo disposto a subire il carcere ed a sacrificare la propria vita per le proprie idee. Era simbolo al pari del Che Guevara, ed i manifesti di entrambi erano presenti nella sede del circolo.

La sinistra giovanile manfredoniana del gruppo d’impegno “A. Gramsci” raccoglieva ed univa la gioventù più dinamica, aperta e disponibile di Manfredonia, gioventù, politicizzata e non, che faceva riferimento a partiti (PCI – DC- o altri), o semplicemente nelle loro idealità, senza esserne parte come iscritti o militanti. Ovviamente occorre un approfondimento storico-culturale di questi due episodi “politici” (approfondimento che spero di fare a più voci, in un’apposita riflessione pubblica, per cui sollecito fin da ora gli attuali “anziani” Manfredoniani, giovani protagonisti di allora, di intervenire fornendo ricordi, informazioni, documenti).

Tuttavia non c’è dubbio che essi fanno parte della storia politica di Manfredonia, che essi, volente o nolente, in positivo o in negativo, anche se durarono poco, sono significativi perché hanno dato un esempio per tanti giovani di Manfredonia di un nuovo modo di fare politica, contribuendo già da allora a costruire un legame tra il locale ed il nazionale, Manfredonia e la società italiana.

Dalla parte della cittadinanza attiva: per una formazione permanente alla cultura e all’etica dell’impegno politico volontario.
Anche da questi spunti di riflessioni emerge chiaramente il perché il PD di Manfredonia non appartiene solo a chi oggi lo dirige, ma è un patrimonio comune che viene da lontano, che occorre ri-scoprire in modo approfondito, specificandone ed articolandone le culture e le etiche, andando oltre l’apparenza e la politica spicciola, quotidiana e del fast-food. Tali culture ed etiche non vanno considerate già acquisite e presupposte, ma studiate e confrontate per valorizzarne i pregi e ridimensionarne i limiti, per trasmetterle e farli diventare parte della propria coscienza e sapere politico. In tal senso occorrono, dentro e fuori il PD, iniziative culturali e formative, altrimenti il PD non sarà mai partito, gruppo organizzato e coeso ( ed omogeneo) in orientamento ideale ed in rappresentanza degli interessi ed istanze dei gruppi sociali più deboli con una visione di città-Manfredonia, bene comune. Resterà semplice aggregato, sempre sull’orlo delle divisioni ma sempre unito da convenienze ed opportunismi, ambizioni personali e di parte, volontà di esercitare potere senza una visione generale della società manfredoniana (e italiana).

In questo retroscena storico-culturale, sono da trovare le ragioni e le motivazioni di fondo del lavoro di analisi critica-propositiva sviluppata: contribuire a costruire un nuovo modo di far politica, valorizzando le potenzialità positive insite dentro (poche) e fuori (tante) i partiti (PD), rinnovando non solo gli attuali gruppi dirigenti.

Ciò è possibile se sempre più Manfredoniani abbandonano la finestra su cui sono affacciati per guardare “i passanti-militanti” e da cittadini si impegnano in prima persona in questo processo di rinnovamento, come in parte già fanno sui giornali, in modo però sporadico e per lo più anonimo e spesso troppo carico di denigrazioni. Occorre passare dal disagio comune all’impegno comune, riaccendendo quella luce di fiducia e speranza, pur presente anche se sopita dentro di noi.

Le forme possono essere tante: dalla partecipazione massiccia nei partiti, aperta, senza peli sulla lingua e senza subalternità ai “potenti” di turno, senza logiche carrieristiche ed in stretto e continuo rapporto con i problemi sociali cittadini, alla costituzione di un’associazione o movimento o gruppo politico culturale autonomo locale, dalla costruzione di un luogo pubblico, più o meno istituzionale, un FORUM PER LA BUONA POLITICA CITTADINA dove potersi confrontare senza pregiudiziali ideologie-politiche su proposte per migliorare le condizioni e la qualità di vita di Manfredonia, alla costruzione di una scuola territoriale per la formazione permanente alla cultura e all’etica dell’impegno politico volontario, ed a tante altre forme di stare insieme. Nonostante l’età mi dichiaro disponibile a fare la mia parte, consapevole che da soli non si va da nessuna parte, ma che, comunque, è sempre importante l’impegno personale, anche solo a testimoniare che un altro mondo è possibile, tanto più se ci si ritrova insieme. Occorre la fine della delega, occorre la partecipazione di tutti, secondo modalità possibili, come tante volte ho sollecitato già nel passato.

Chiunque condivide l’idea che la politica è attività nobile da salvaguardare e non una cosa sporca da buttare e lasciare nelle mani di pochi, chiunque condivide l’idea che i partiti sono stati importanti per tale politica ma che oggi, così come sono, non bastano, anzi spesso ostacolano e bloccano il rinnovamento del modo di fare politica e, quindi, frenano il dinamismo possibile della società manfredoniana si attivi in prima persona. E’ possibile costruire insieme il nuovo ed il buono.

(A cura di Silvio Cavicchia Sociologo e Ricercatore Sociale del Centro Studi e Ricerche “Eutopia” – silviocavicchia@libero.it)

Manfredonia, dentro e fuori il Pd servono iniziative formative ultima modifica: 2013-06-19T20:15:56+00:00 da Silvio Cavicchia



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Commenti


  • IL BELLO

    Ma il sindaco (valuterà – come prassi – il futuro di, ndr) D’ambrosio o no?


  • marianninaucalannarje

    Si è visto il mutamento del modo di governare la città(le città -in generale!)degli ex DC e PCI.Un disastro totale:arricchimento per coloro che si pongono come governanti ed impoverimento di chi li ha eletti.Ogni giorno,sempre più belle notizie,vengono a galla,come la cacca,come quando, una volta ,le fogne scaricavano i liquami(a pischigna?) in mare!Si sentiva la necessità,tanto per bilanciare quelli della Lega e di Comunione e Liberazione della Lombardia,di nuove provenienti dalla Sicilia!A quando,altre nuove e belle notizie dalla nostra martoriata regione,provincia e città?E’ mai possibile che ,una volta eletti,i nostri Amministratori non ne tengano più conto di quanto proviene dalla base?Anche perchè,diciamocelo francamente,non è che i programmi enunciati,vengono realizzati!I nostri politici di ultima e penultima generazione,ossia gli eredi di DC e PCI,a parte le chiacchiere di qualcuno,pensano solo ed esclusivamente a fatti propri ,per cui,oramai,non è più questione di ideologia ma di uomini,di quelli con le pa… e non con le mani sporche!Noi,meridionali in particolare,siamo abituati a giudicare….per quello che riescono a rubare per se e per le famiglie,con frasi tipo:E’ una persona in gamba!Quindi ladri ed in gamba per aver saputo rubare(farci,secondo una espressione più colorita!)

    Questo modo di fare ci ha portato allo stato in cui siamo!Una Nazione allo sbando e da quel che non si vede,tanto lungo e buio è il tunnel in cui ci hanno cacciato,non se ne vede via d’uscita.Nonostante i proclami,sbandierati ai quattro venti,come il fumo delle stoppie,rischiamo solo di….andarci a sfracellare contro il guardia-rail o andare in una fossa.Differenze tra quelli di prima e quelli attuali,intendendo questi ,quelli degli ultimi 20,è enorme!Prima c’era un certa dignità o decoro;amore per quel che si faceva,anche se non andava tutto per il verso giusto;ecc.ecc. .Non dimentichiamoci che ,nel passato,dei Sindaci hanno dato alle loro Città più di quando prendevano! Gli attuali invece —-senza faccia e decoro alcuno!Tanto,al momento,siamo di passaggio!Se poi,verro rieletto,potrò continuare a——–i c…. miei!


  • antonio

    x il bello vedi che il sindaco ha una giunta è tutta giovane oltre che è eletta dal popolo cosa vuoi di più?


  • Francesco

    Cavicchia: il saggio che si erge al di sopra di chiunque e si sente portatore del verbo divino.

  • Cavicchia: Sociologo e Ricercatore Sociale del Centro Studi e Ricerche “Eutopia”.

    Francesco: ??? 😀

  • AVANTI IL PROSSIMO!!!!!


  • Corto Maltese

    Io non ce la faccio proprio a leggere il sociologo e ricercatore sociale! mi sono “svilito” quattro o cinque articoli fa!


  • anonimo

    Comunque non abbiate timore miei concittadini,alle prossime elezioni andranno via tutti,vittime del nostro astensionismo e del nostro provocato sdegno politico.Via tutti rottamiamoli.


  • La TORRE Michele

    Non parlate male dell’attuale amministrazione,questi non meritano manco si parli di loro,non hanno fatto niente per la città,anzi stanno vendendo tutti i beni del nostro paese compreso addirittura il mercato ittico,sommerso sotto il cemento la scogliera per far posto ad un porto fantasma,e che dire della nave da crociera che dopo aver approdato un paio di volte a Manfredonia adesso hanno capito che non ne vale la pena,non c’è un gran che da visitare,infatti il castello lo trovavano chiuso,la basilica pure,San Leonardo non era accessibile per mancanza di organizzazioni turistiche,siamo stati capaci solamente di mettere gli stand per guadagnare un po di soldini così a livello personale cioè di pochi,e tutto il resto? E’noia ragazzi siamo messi male.


  • anonimo

    Perfettamente allineato con te.


  • Corto Maltese

    Dopo essere stato legalo alla sedia, incollato gli occhi per non chiuderli, e ripetendo” volli, sempre volli e fortissimamente volli” sono riuscito a leggere l’articolo e ne riporto uno stralcio:
    “Occorre la fine della delega, occorre la partecipazione di tutti, secondo modalità possibili, …..

    Chiunque condivide l’idea che la politica è attività nobile da salvaguardare e non una cosa sporca da buttare e lasciare nelle mani di pochi, chiunque condivide l’idea che i partiti sono stati importanti per tale politica ma che oggi, così come sono, non bastano, anzi spesso ostacolano e bloccano il rinnovamento del modo di fare politica e, quindi, frenano il dinamismo possibile della società….”.
    pongo una domanda:
    ma non sono cose sostenute dal M5S e che vengono denigrati da tutti i mass media?

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