Manfredonia

Omicidio G.Di Bari, nuovo sopralluogo, ma nessuna traccia dell’arma


Di:

Carabinieri, controlli (archivio, atnws@)

Foggia/Mattinata/Manfredonia – NESSUNA traccia dell’arma da fuoco dalla quale sono partiti i colpi che hanno ferito mortalmente Giovanni Di Bari, 45enne incensurato di Mattinata (“totalmente sconosciuto alle forze dell’Ordine”) trovato morto il 12 dicembre 2012 nella masseria di proprietà in località Coppa Davanti in agro di Mattinata, ai confini con Vignanotica. Come ricordato, Di Bari sarebbe stato colpito improvvisamente da colpi (o da un colpo) di fucile a pallettoni. Probabilmente di calibro 12, al fianco destro. L ’uomo, trovato all’interno della cucina della masseria, lavorava “a tempo indeterminato” in un corpo Forestale del territorio, “come la moglie”, sposato con figlie e fino al giorno dell’omicidio avrebbe avuto contatti telefonici con terzi; sarebbe stato il suocero a trovare il corpo esanime nel pomeriggio della tragedia. Sul posto al tempo i Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia e del Comando compagnia di Manfredonia, la Scientifica e la Procura di Foggia. In seguito l’ascolto di testimoni, tra i quali parenti, amici e conoscenti. A coordinare le indagini la Procura di Foggia, Pm il dr. Antonio Laronga. Per la morte di Giovanni Di Bari, risulterebbe al momento indagato un soggetto di Mattinata, ipotetico confinante di appezzamento terriero, nei pressi della masseria della vittima.

IL 13 GIUGNO NUOVO SOPRALLUOGO.
Da raccolta dati, lo scorso 13 giugno 2013, carabinieri del Comando provinciale di Foggia, con sommozzatori dei Vigili del fuoco del territorio, hanno nuovamente presidiato parte dei terreni di proprietà del 45enne di Mattinata con ricerca estesa anche nelle vasche di raccolta acque della zona, anche per trovare l’arma dalla quale sono partiti i colpi o elementi utili alle indagini. Nessun elemento sarebbe risultato al termine del nuovo sopralluogo degli inquirenti nella zona.

IL 13 APRILE LE PRECEDENTI RICERCHE NELL’AREA. Due mesi prima del citato sopralluogo, il 13 aprile 2013, si era svolto infatti l’accertamento tecnico non ripetibile dei carabinieri disposto dal Sostituto procuratore dr.ssa Rosa Pensa, all’interno dell’immobile dove fu trovato morto l’uomo, con utilizzo – all’interno dei locali posti sotto sequestro – di cianoacrilati, adesivi tenaci, particolarmente adatti per materiali dalle superfici non porose o superfici contenenti lievi tracce d’acqua con alta capacità di incollare i tessuti biologici. Da qui – data l’alta reattività in presenza di tracce d’acqua – l’utilizzo degli esteri dell’acido cianoacrilico per rilevare possibili impronte digitali sul luogo del delitto. Vaporizzati sull’impronta, l’umidità che questa reca ne provoca infatti la polimerizzazione formando un calco solido dell’impronta. In corso gli accertamenti. Sul posto per i rilievi i carabinieri del Comando provinciale di Foggia, alla presenza anche del Capitano Roberto Petroli, del nucleo Investigativo del reparto operativo dei carabinieri, del comandante della stazione Carabinieri di Mattinata, dei legali del nucleo familiare della vittima e dei parenti dello stesso 45enne di Mattinata. Nessun nuovo elemento ad oggi successivo alle citate indagini.

I FAMILIARI. Come riferiscono alcuni familiari, Giovanni Di Bari non era un allevatore o coltivatore diretto ma disponeva “per uso personale” di alcuni animali (pecore, galline, cavallo per arare) nel recinto. Giovanni Di Bari, “che era solito dormire in campagna”, era assunto a tempo indeterminato, come la moglie, nella Forestale. L’uomo era “appassionato di caccia e disponeva di 2 fucili, regolarmente detenuti”. Armi che “dal giorno della morte non sono state più ritrovati”. I familiari che hanno contattato Stato “chiedono a quanti a conoscenza di ulteriori particolari sul decesso di rivolgersi presso gli organi di competenza per fare luce su un avvenimento ad oggi avvolto nel totale mistero”. L’invito è di dare nuovi indizi o particolari “anche in forma anonima”. “Giovanni era una persona tranquilla, cordiale, aveva tanti amici nel territorio, si tratta di un avvenimento e di una morte assurda”.

LEGALE MICHELE ARENA: NESSUNA NOTIZIA UFFICIALE SU ESPLOSIONE COLPI, MODALITA’, POSIZIONE CORPI. “Al momento – aveva detto due mesi fa a Stato l’avvocato Michele Arena, legale della mamma e del fratello di Giovanni Di Bari – non ci sono notizie ufficiali su modalità, esplosione e numero colpi, posizione dei corpi, luogo del decesso (all’interno della masseria non sarebbero state trovate tracce di sangue, ndr); da qui tutte le notizie finora trapelate sono prive di fondamento”. Nell’ambito delle ipotesi, non andrebbe neanche esclusa la mera casualità alla base del decesso dell’uomo: i colpi di fucile, o il colpo di fucile, potrebbero essere stati esplosi durante la pulizia delle armi. In seguito un’ipotetica fuga di un terzo – o piu’ soggetti – con asportazione delle armi presenti nella masseria. Ma si parla di ipotesi mentre sarebbe stato nominato il perito balistico.

LEGALE GIANFRANCO DI SABATO: NON CI SONO DATI AVENTI IL SIGILLO DELL’UFFICIALITA’. “Non ci sono state comunicate notizie in merito alla dinamica dell’omicidio – aveva detto a Stato l’avvocato Gianfranco Di Sabato, legale della moglie e delle figlie della vittima – Attendiamo di conoscere gli esiti delle attività d’indagine disposte dalla Procura di Foggia. Stiamo lavorando nell’intento di contribuire all’accertamento dei fatti. Invitiamo i mezzi di comunicazione, in segno di rispetto verso i familiari della vittima, ad astenersi dal fornire particolari dell’omicidio che, ad oggi, non possono avere il marchio dell’ufficialità. Chiediamo a chiunque abbia notizie fondate di comunicarle agli inquirenti”.

g.defilippo@statoquotidiano.it

Omicidio G.Di Bari, nuovo sopralluogo, ma nessuna traccia dell’arma ultima modifica: 2013-06-19T17:31:03+00:00 da Giuseppe de Filippo



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