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Frattarolo: “Noi leali con la segreteria ma abbiamo ricevuto solo boicottaggi”

“Che disagio nel Pd, unico partito tradizionale che si perde in noiose discussioni!”

Aldo Ragni, dirigente di Vieste, parla di circoli e bilancio di europee e amministrative


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Foggia, 19 giugno 2019. Il gruppo del Pd sorridente nelle foto dopo le vittorie alle amministrative in Capitanata. Il Pd polemico con i risultati delle europee che non ha eletto nessun deputato in Puglia. Il Pd alla direzione nazionale convocata da Zingaretti cui ha partecipato l’onorevole Michele Bordo, l’unico avente titolo in provincia di Foggia.

StatoQuotidiano ha ascoltato l’ala più renziana del partito in Capitanata, alla luce delle ultime vicende politiche e giudiziarie, e dopo che lo stesso Pd lamenta “un’unità valida solo per le europee”, o così è sembrato.

Aldo Ragni (Pd)

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“Con Renzi europee al 40%”

Aldo Ragni, dirigente regionale, di Vieste, molto vicino a Matteo Renzi in questi anni senza  far parte di nessuna corrente, come tiene a precisare: “Ma il Pd come l’abbiamo conosciuto ha ancora un senso? -si chiede- cioè un partito tradizionale in una società che cambia. Siamo rimasti solo noi. Il M5s non si può definire un partito tradizionale, e nemmeno la Lega. Non so se il 20% alle europee può essere definito un successo, la visione “leaderistica” di Renzi ci ha fatto ottenere il 40% e in contesti diversi (quando era già arrivata l’ondata populista, ndr) è arrivata al 40% con il referendum”. Non contesta una segretaria di marca zingarettiana, “fossi stato in lui avrei scelto anch’io persone che rispecchiano la mia linea. Io non vedo discussioni sui temi. Le vittorie alle amministrative sono il risultato della classe dirigente delle singole città, di Decaro, di Miglio, né di Zingarett né di Renzi”. A proposito di come i renziani vivano la nuova era del segretario nazionale spiega: “Veramente non c’era proprio un candidato renziano alle primarie. Io sono a disagio perché il Pd si perde dietro l’agenda della Lega e del M5s, e manca un luogo fisico di discussione. I circoli sono scomparsi, vengono riaperti per i congressi, nemmeno in campagna elettorale, molti sono chiusi o commissariati da tempo.  C’è la tecnologia che ci permette molte cose, e i circoli civici di ‘Ritorno al futuro’, a Vieste, a Manfredonia, ad Apricena, ad Orta Nova sta per partire,  a Monte S. Angelo”.  Il bilancio dell’attivismo e del movimentismo in campagna elettorale è negativo:  “Diciamo che è stato un partito assente alle europee, scomparso da qualunque radar, sia a livello di segreteria regionale che provinciale, evidentemente impegnato in altro. Temo che questa discussione, che non appassiona me, possa allontanare ulteriormente le altre persone che non vivono la politica come noi”.

AVV. MICHELE VAIRA (PH Il Sole 24 Ore)

AVV. MICHELE VAIRA (PH Il Sole 24 Ore)

 

Vaira: “La segreteria unitaria? Meglio Zingaretti”

Michele Vaira, iscritto al pd, presidente del circolo civico di Foggia “Ritorno al futuro”, avvocato penalista, entra più direttamente nei risvolti politici che rileva dal “caso” Lotti: “Sono un renziano dell’ultima ora, garantista, credo che Renzi abbia espresso la politica più pura a favore dei giovani e del paese, ma anche se Lotti è amico di Renzi credo debba dimettersi per le deduzioni che, seguendo la questione, uno fa da elettore, da cittadino, da politico, l’autospensione non significa niente. Non è una bella situazione questa, il pd si deve riappropriare della propria identità che non è appartenere ad una corrente. Non contesto la segreteria che è uscita dal congresso, quando Renzi ha deciso di costituirne una unitaria ha avuto più problemi”.

(ph: Lorenzo Frattarolo)

Frattarolo: “Attendo un segnale sulla linea da seguire

Lorenzo Frattarolo, dirigente regionale, delegato nazionale. Il punto proposto è se la vicenda Lotti divida il Pd o se il Pd non perda occasione per dividersi: “Il Pd si divide? In un mondo normale un segretario difende un suo iscritto e questo non è avvenuto. Nel frattempo attendo un segnale forte per capire qual è la linea del partito, segnale che non arriva, ma forse arriverà.  Salvini e Di Maio dicono tutto e il contrario di tutto perché il Pd non trova la bussola  per coalizzare chi non si sente rappresentato.” Delle europee critica i risultati come Ragni, delle amministrative dice che nelle vittorie, in molti casi, “c’è il supporto di civismi vari non sempre riconducibili al centrosinistra”, sulle regionali del  prossimo anno – per cui Emiliano ha proposto le primarie- osserva: “Bisogna vedere se c’è volontà di andare a pescare solo nel ceto dirigente…. E poi mi fanno ridere queste primarie a ridosso delle elezioni del 2020. Non può competere nessuno con Emiliano, come quando Prodi nel 2006 sfidava candidati ‘finti’”.  A proposito della vita dei renziani nel Pd dice: “Noi mostriamo una lealtà verso il partito che non abbiamo ricevuto, noi abbiamo ricevuto solo boicottaggi”. Sulle dichiarazioni di Calenda aggiunge. “Lo stimo molto per la sua competenza, è un europarlamentare che interviene nella dinamica politica dicendo cose incisive, ma ha sostenuto Zingaretti, che non prende una posizione. Credo che faccia storia a sé”.

A cura di Paola Lucino,

Foggia 19 giugno 2019

“Che disagio nel Pd, unico partito tradizionale che si perde in noiose discussioni!” ultima modifica: 2019-06-19T13:38:37+00:00 da Paola Lucino



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