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Università Foggia, Volpe: 12^ per qualità della Ricerca


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Conferenza (statoquotidiano)

Foggia – PRESENTANTI stamani, venerdì 19 luglio 2013, durante una Conferenza stampa tenutasi a Palazzo Ateneo, gli importanti e positivi risultati del processo di Valutazione della Qualità della Ricerca VQR, per il periodo 2004-2010, raggiunti dall’Università degli Studi di Foggia.

A presiedere la conferenza il Magnifico Rettore, prof. Giuliano Volpe e il Rettore eletto prof. Maurizio Ricci. Presenti altresì il prorettore prof. Giuseppe Carrieri, il Direttore Generale dott. Costantino Quartucci e i Direttori dei Dipartimenti proff.ri Andrea Di Liddo, Saverio Russo, Lorenzo Lo Muzio, Maria Pia Foschino e il responsabile dell’Area Ricerca e Relazioni internazionali dott Giovanni Lovallo.

Il Rapporto dell’ANVUR sui dati della VQR 2004-2010 mette in evidenza un risultato estremamente positivo per l’Università degli studi di Foggia che si colloca nella graduatoria nazionale al 12° posto tra le circa cento strutture universitaria sottoposte a valutazione. Ottimo il risultato raggiunto anche in relazione alle altre Università pugliesi che vede l’Ateneo daunio al 1° posto.

In apertura il Rettore Giuliano Volpe ha ringraziato quanti hanno consentito di raggiungere questo risultato eccellente, i Direttori, i delegati alla ricerca, i docenti, i ricercatori, sottolineando altresì l’ottimo lavoro svolto dal dott. Lovallo e dal personale amministrativo coinvolto che, curando con grande professionalità e attenzione il processo di presentazione dei prodotti della ricerca dell’Ateneo, ha contribuito a questo successo.

“Sono oltremodo soddisfatto – ha dichiarato il prof. Volpe – di questo straordinario risultato che costituisce il riconoscimento della qualità dei nostri docenti e delle attività di ricerca che vengono condotte con grande impegno e professionalità. Siamo presenti in ben otto aree scientifiche e abbiamo presentato in sede di valutazione per il periodo 2004-2010 ben 938 prodotti della Ricerca sui 950 “attesi” registrando una percentuale di prodotti “mancanti” pari solo all’ 1,19% rispetto alla media nazionale che si attesta, invece, intorno al 4,68%. Estremamente gratificante la collocazione della nostra giovane Università anche rispetto agli Atenei pugliesi e in generale del Sud che ci vede in prima posizione. Anche per quanto concerne la politica di reclutamento – ha aggiunto Volpe – i dati mostrano che l’Università di Foggia nel settennio della VQR ha assunto/promosso in media docenti/ricercatori con una produzione scientifica migliore della media di Area. Infine, vorrei sottolineare un altro dato particolarmente significativo che emerge dal confronto con il Rapporto della Valutazione Triennale della Ricerca – VTR negli anni 2001-2003 e cioè il valore medio di miglioramento registrato dall’Università di Foggia che supera la mediana nazionale con un +1% grazie al quale siamo 12° in graduatoria . Questo fattore di crescita ci consentirà , infatti, in sede di valutazione e distribuzione della quota premiale del fondo di finanziamento ordinario di essere tra gli Atenei meritevoli di riconoscimento. Come Rettore non posso che essere lieto di poter lasciare al mio successore un patrimonio positivo arricchito anche di questo ulteriore successo e che è stato costruito faticosamente attuando politiche di rigore, di qualità e con investimenti importanti nelle strutture, ma anche nelle persone.”

Il Rapporto VQR evidenzia la presenza dell’Università di Foggia in otto Aree scientifiche con il seguente posizionamento a livello nazionale:

37° posto su 51 strutture nell’Area 03 (Scienze chimiche)
6° posto su 58 strutture nell’Area 5 (Scienze biologiche)
18° posto su 49 strutture nell’Area 6 (Scienze mediche)
11° posto su 34 strutture nell’Area 7 (Scienze agrarie e veterinarie)
29° posto su 64 strutture nell’Area 10 (Scienze dell’antichità filologico-lett. e storico artistiche)
21° posto su 65 strutture nell’Area 11 (Scienze storiche, filosofiche e pedagogiche),
8° posto su 71 strutture nell’Area 12 (Scienze giuridiche)
60° posto su 73 strutture nell’Area 13 (Scienze economiche e statistiche)

L’Ateneo daunio si colloca tra le piccole (P) in cinque Aree (Scienze chimiche, Scienze biologiche, Scienze mediche, Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e Scienze economiche e statistiche), e tra le medie (M) nelle Aree di Scienze Agrarie e veterinarie, Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche e Scienze giuridiche con il seguente posizionamento:

P – 14° posto su 22 strutture nell’Area 03 (Scienze chimiche)
P – 6° posto su 20 strutture nell’Area 5 (Scienze biologiche)
P – 12° posto su 19 strutture nell’Area 6 (Scienze mediche)
M – 3° posto su 14 strutture nell’Area 7 (Scienze agrarie e veterinarie)
M – 9° posto su 24 strutture nell’Area 10 (Scienze dell’antichità filologico-lett. e storico art.)
P – 8° posto su 31 strutture nell’Area 11 (Scienze storiche, filosofiche e pedagogiche),
M – 3° posto su 30 strutture nell’Area 12 (Scienze giuridiche)
P – 29° posto su 37 strutture nell’Area 13 (Scienze economiche e statistiche)

La conferenza si è chiusa con l’intervenuto del prof. Maurizio Ricci, Rettore eletto che così ha dichiarato: “i dati del rapporto evidenziano l’ottima performance del nostro Ateneo che contribuisce a rompere la convinzione purtroppo diffusa che gli Atenei meridionali svolgano attività di ricerca a un livello più basso rispetto a quelli del Nord. Il posizionamento della nostra Università al 12° posto nella graduatoria nazionale, unitamente agli altri dati positivi, costituisce uno splendido risultato per l’intera collettività accademica, ma anche per i Rettori, il prof. Muscio e il prof. Volpe, che hanno guidato l’Università nel periodo interessato da questo processo di valutazione della qualità della Ricerca. Credo che questo risultato positivo debba far riflettere gli studenti e le famiglie sulla qualità della nostra Università, a volte ingiustamente non riconosciuta. A loro rivolgo, a qualche settimana dall’apertura delle immatricolazioni, un invito ad iscriversi scegliendo uno dei tanti corsi di laurea della nostra offerta formativa. Chiudo l’auspicio che questo risultato possa essere solo un punto di partenza per i nostri docenti e ricercatori a migliorare sempre più il livello di qualità delle attività di Ricerca, in modo da contribuire alla crescita di questo territorio insieme alle Istituzioni, agli Enti e agli altri attori locali.”

Il processo di valutazione. La Valutazione della Qualità della Ricerca – VQR è un processo finalizzato a valutare i risultati della ricerca scientifica condotta dalle Università e dagli enti di ricerca pubblici e privati. La VQR ha valutato la qualità della ricerca nel settennio 2004-2010 di 133 strutture (95 università, 12 enti di ricerca vigilati dal MIUR, 17 consorzi, 9 enti di ricerca volontari) analizzando 184.878 prodotti (articoli su rivista; monografie, contributi in volume, curatele,contributi, abstract in atti di convegno,edizioni critiche, traduzioni, commenti scientifici, brevetti).

La valutazione, durata 20 mesi a partire dal bando del 7 novembre 2011, ha consentito di calcolare per ogni struttura sette indicatori di area legati alla ricerca (qualità della ricerca, attrazione risorse, mobilità, internazionalizzazione, alta formazione, risorse proprie, miglioramento) e otto indicatori legati alla “terza missione” ovvero l’impatto delle attività delle università sulla società (conto terzi, brevetti, spin-off, incubatori, consorzi, scavi archeologici, poli museali, altre attività).

I 14 gruppi di Esperti della valutazione (450 membri GEV) hanno analizzato i prodotti della ricerca in base a criteri di rilevanza, originalità e grado di internazionalizzazione con due diverse metodologie: valutazione bibliometrica e peer review. Il rapporto dell’ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della Ricerca) mostra i risultati della valutazione nelle 14 aree scientifiche, la quota di prodotti eccellenti e la qualità delle politiche di reclutamento, misurata attraverso la qualità della produzione scientifica dei soggetti in mobilità, i neo assunti, trasferiti e promossi.

AREA 01 -Scienze matematiche e informatiche
AREA 02 -Scienze fisiche
REA 03 – Scienze chimiche
Area 04 – Scienze della Terra
AREA05 – Scienze biologiche
AREA 06-Scienze mediche
AREA 07 – Scienze agrarie e veterinarie
AREA 08 – Ingegneria civile ed architettura
AREA09 – Ingegneria ind. e dell’informatica
AREA 10 – Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico artistiche
AREA 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
AREA 12 – Scienze giuridiche
AREA 13 – Scienze economiche e statistiche
AREA 14 – Scienze politiche e sociali

Le Università sono state suddivise in grandi, medie e piccole sulla base del numero di prodotti attesi in ciascuna area da ciascuna struttura. Ogni area ha quindi soglie dimensionali diverse e un’università può essere grande in un’area e media o piccola in un’altra.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Università Foggia, Volpe: 12^ per qualità della Ricerca ultima modifica: 2013-07-19T14:21:07+00:00 da Redazione



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Commenti

  • L’università di Foggia si è qualificata al 12° posto della Vqr 2000-2010, ma non in senso assoluto, bensì solo all’interno della valutazione delle “piccole università” italiane.
    Dichiarare che:
    “…. Il posizionamento della nostra Università al 12° posto nella graduatoria nazionale, unitamente agli altri dati positivi, costituisce uno splendido risultato per l’intera collettività accademica, ma anche per i Rettori, il prof. Muscio e il prof. Volpe, che hanno guidato l’Università nel periodo interessato da questo processo di valutazione della qualità della Ricerca. ….” può essere fuorviante nella valutazione effettiva e reale di un ateneo, quello foggiano, che non primeggia nel sud come non primeggia in Puglia, posto che l’ateneo barese, per fare un esempio, non è comparabile con quello foggiano poiché l’università di Bari concorre in questa indagine fra i grandi atenei italiani, sia pure ottenendo un modestissimo 26° posizionamento in questa classifica, mentre l’università di Foggia ottiene il 12° posto fra quelle piccole e nemmeno fra quelle medie.
    Se si valutasse la qualità e la quantità della ricerca universitaria da queste dichiarazioni, si potrebbero avanzare non pochi dubbi nella serietà e nella lealtà di una ricerca universitaria che, se si eccepisce la benevola evoluzione della medicina clinica universitaria ospedaliera, ha non poche difficoltà a comprovare una medesima dignitosa esistenza nel rapporto con territorio e vocazioni e produzioni economiche del territorio.
    Non servono scienze umanistiche e giuridiche a Foggia, ormai anche troppo inflazionate, ma serve raccordo e rilancio dello sviluppo nell’agroalimentare, per fare un esempio, considerando come imprescindibili le esigenze del territorio rispetto alle esigenze di immagine dei suoi rettori.
    In sintesi, sarebbe auspicabile un inflazionamento dei laureati e degli specializzati in medicina, ingegneria o agraria a Foggia, piuttosto che in altre “scienze” della evoluzione delle classifiche non propriamente esemplificate al popolo foggiano.
    Privilegi di “certa cultura”.
    Gustavo Gesualdo

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