Foggia

La mafia nascosta di Foggia. “Punti di ascolto contro l’omertà”


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Foggia – DUE adolescenti che entrano con una pistola giocattolo in un piccolo negozio di periferia, vetri di un panificio rotti da un boato nel cuore della notte, uno scippo nell’atto di fare una banale compera, camion infuocati allo scopo di rapina, schermaglie di fuoco tra scafati gangster locali e vigilantes. Non è lo scenario di un gangster movie di Scorsese. Avviene a Foggia. Al risveglio tutto tace. Solo un abbaglio, un po’ di clamore, due righe scritte per pulirsi la coscienza dalla disinformazione. Era la conseguenza di un’estorsione vera quella che ha procurato dei danni alle abitazioni vicine del panificio Il mulino con una bomba carta? Qualcuno ha ricevuto minacce? Chi è rimasto ferito dal fuoco dei camion, chi è passato quel giorno accidentalmente per i vari accessi interdetti arrestando la corsa dell’automobile a causa dei chiodi a stella sparsi sul crocevia di strade nei pressi di Villaggio artigiani? Al risveglio è come essere fissati negli occhi dallo sguardo di un De Niro nel film Bronx. Ed essendo un bambino testimone non puoi fare altro che la cosa giusta per la persona sbagliata: sembra più giusto salvare la propria pelle e non pronunciare il nome Sonny, quello del boss del quartiere. Sul “Fa’ la cosa giusta per la persona sbagliata” si regge l’equivoco nella cittadina di Foggia, in Capitanata, giù al Sud. Visto che non ci ho rimesso la pelle, ma solo una ruota passando di là, la cosa giusta è sempre quella. Tacere. E farsi strada tra i fuochi d’artificio dei proiettili come a Gaza, schivando a balzi e sorridendo davanti al miracolo di aver scampato i botti. Abbiamo provato a raccogliere sentori cittadini e di chi prova da anni a raccontare questa terra e Foggia. In attesa dell’arrivo della Commissione antimafia prevista per fine Luglio, allertata in seguito ai recenti eventi malavitosi e al clima sospetto, emergono proposte.

Come quella di Nico Baratta e di alcune associazioni, le quali propongono una consulta per la legalità al sindaco Landella e un costante monitoraggio dei cittadini attraverso un utilizzo costante della sala consiliare per discutere su questi temi, attraverso stand e gazebo. Tutto per chiamare a raccolta la comunità foggiana e fare fronte unico, proponendo nel contempo dei forum di discussione e delle azioni concrete nei propri quartieri. “Ciò che auspichiamo maggiormente è una volontà di cambiare dal basso. Raggiungere nel rapporto Istat un primo posto per denunce estorsive può sembrare denigrante per noi. In realtà ciò è positivo, purché la denuncia non sia fine a sé stessa e non si ritiri davanti agli inquirenti, e soprattutto non abbia ripercussioni sul cittadino. Ciò che maggiormente teme la cittadinanza è la connivenza tra mafia e colletti bianchi, tra ciò che si annida nelle stesse istituzioni. Mentre a Palermo o a Torre del Greco la mafia è presente in strada e si percepisce, da noi è nascosta. Recente è il caso del panificio in via Parisi, dove ultimamente, a detta dei proprietari, il locale è stato chiuso per lavori all’interno. Non è dato sapere se in realtà non sia stato chiesto un aumento del pizzo”.

Agli onori della cronaca arriva il brutto, eppure se lo stato si facesse carico del problema, magari anche attraverso questa commissione, i cittadini percepirebbero una maggiore sicurezza, secondo Baratta. Un posto di blocco la sera ed un elicottero sulle teste dei foggiani può servire? Quale macrocriminalità può uscire allo scoperto se non c’è in tandem un’opera di investigazione sottile dell’antimafia supportata da fondi che purtroppo anche l’attuale questore Silvis, pure competente, non ha a disposizione? Due pattuglie notturne, in misura minore rispetto a quelle diurne, possono bastare ad ostacolare la microcriminalità in aumento? Tanti i temi su cui schierarsi senza ignavia.

Una noia tra i giovanissimi, che spavaldamente sfrecciano con il motorino davanti alla polizia municipale. Zone come la stazione dove prospera una tendenza alla copertura dell’illegalità, mascherandola sotto la parvenza della pacifica convivenza tra etnie. Il clientelismo che non porta ad investire economicamente nella nostra terra. Per un gioco di potere che assegna volontariamente ad imprenditori esterni la gestione completa del territorio. “Non si supera ancora la logica dei partiti e della casacche nelle istituzioni. E questo avviene tanto tra i partiti di destra che di sinistra ”. Piaga sociale – che a dire il vero getta alle ortiche qualsiasi discorso parlamentare sull’Italicum o sulla riscrittura della Costituzione in corso – è la disoccupazione, si, oltre la noia anche la fame.

Quella che ha fatto candidare a mo’di ammortizzatore sociale alle scorse elezioni il simpatico nipote del salumiere all’oscuro di politica. “Per un posto di lavoro ancora vige la promessa, che annulla un reale progetto di cambiamento” – spiega Baratta come cittadino. E sembra ancora di vedere una scena di Bronx tra il boss Sonny e il personaggio di De Niro, per una volta non il mafioso o disonesto, ma un padre di famiglia che conta, un autista, di quelli che si svegliano alle cinque di mattina e tornano con la maglia da torcere, quei padri che qualcuno ha l’immensa fortuna di conoscere. Dal boss “Ti ho offerto un lavoro per migliorare il tuo contro in banca, e tu mi hai detto di no”. La risposta: “Certo, e ti ridico no”.

(A cura di Maria Pina Panella – mariapinapanella@gmail.com)

La mafia nascosta di Foggia. “Punti di ascolto contro l’omertà” ultima modifica: 2014-07-19T21:05:03+00:00 da Maria Pina Panella



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Commenti


  • Libero Speranzoso

    E’ molto difficile educare un popolo che non ha una storia propria ma composto da persone di culture e trazizioni dicerse. Per spiegarmi cito come esempio Lucera e Troia che hanno avuto più storia con mura di cinta e Vescovo. Purtroppo gli uomini di buona volontà debbono fare ulteriori sforzi per far capire alla comunità che questo male cade sempre su di noi e sui nostri figli. Ovviamente evitando sacrifici come Marcone, Panunzio e altri che ci dimentichiamo.

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