Oltre ai traffici di droga, lo sfruttamento dell’immigrazione clandestina e il caporalato

Le organizzazioni criminali straniere in Italia. Stralci della relazione della Dia

Caratteristiche di alcune mafie presenti sul territorio, in base alla nazionalità e alla regione in cui si sviluppano


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Foggia. “Lo scenario criminale nazionale continua ad essere segnato da una forte interazione tra sodalizi italiani e di matrice straniera, assumendo connotazioni particolari a seconda dell’area geografica in cui tali sinergie vengono a realizzarsi. Nelle regioni del sud Italia i gruppi stranieri agiscono, tendenzialmente, con l’assenso delle organizzazioni mafiose autoctone mentre, nelle restanti regioni, tendono a ritagliarsi spazi di autonomia operativa, che sfociano anche in forme di collaborazione su piani quasi paritetici. In tale contesto, il traffico di stupefacenti, quello delle armi, i reati concernenti l’immigrazione clandestina e la tratta di persone da avviare alla prostituzione e al lavoro nero (anche attraverso il “caporalato”), la contraffazione, i reati contro il patrimonio e i furti di rame, sono solo alcuni dei settori dell’illecito maggiormente rappresentativi dell’operatività della criminalità straniera in Italia”.

Dall’analisi delle evidenze investigative raccolte nel semestre, i principali gruppi coinvolti mostrano, a fattor comune, uno spiccato interesse per il traffico e lo spaccio di stupefacenti, realizzato anche interagendo con soggetti italiani e di altre nazionalità. Accanto al narcotraffico ed alla contraffazione su scala mondiale, gestiti da ramificate holding malavitose transnazionali, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con tutta la sua scia di reati “satellite”, per le proporzioni raggiunte, e grazie ad uno scacchiere geo-politico in continua evoluzione, è oggi uno dei principali e più remunerativi business criminali – che troppe volte si coniuga tragicamente con la morte in mare di migranti, anche di tenera età – puntualmente intercettato dalle indagini delle Forze di polizia, che trovano infine conferma in importanti pronunciamenti giudiziari”.

“In tale contesto, il 10 ottobre 2017, la Corte d’Assise di Milano ha condannato all’ergastolo un cittadino somalo, responsabile di aver trasferito diversi connazionali verso la Libia – attraverso l’Etiopia e il Sudan – e di averli segregati all’interno di campi di raccolta illegali, sino a quando le famiglie dei migranti, utilizzando il sistema della hawala, (Sistema parabancario di matrice araba che prevede un informale trasferimento di valori per compensazione, basato sulle prestazioni e sull’onore di una vasta rete di mediatori localizzati principalmente nel Maghreb ed in Medio-Oriente non avessero saldato il debito di 7.000 dollari. In molti casi venivano praticate violenze e torture per sollecitare i pagamenti, determinando anche il decesso delle vittime. L’imputato somalo è stato, altresì, ritenuto responsabile di aver trasferito i migranti dai campi illegali di detenzione verso le coste libiche, per il successivo imbarco sui natanti diretti in Italia”.

“Più in generale, le organizzazioni criminali straniere rappresentano, da un lato, la diretta emanazione di più articolate e vaste organizzazioni transnazionali, dall’altro l’espressione autoctona di una presenza sul territorio nazionale, stratificatasi nel corso del tempo: in entrambi i casi, le attività criminali censite dalle inchieste giudiziarie rappresentano solo uno spaccato, minimale, delle potenzialità operative di una criminalità straniera integrata e ramificata in tutto il mondo, in grado di gestire efficacemente le filiere illecite”.

Criminalità Albanese
“La criminalità albanese resta l’organizzazione straniera sicuramente più presente e ramificata in ambito nazionale, caratterizzata da un continuo “reclutamento” di giovani leve e da un’elevata capacità di rinnovamento delle proprie fila. Frequente è il ricorso a condotte violente, strumento attraverso il quale vengono risolti i dissidi tra gruppi rivali, talvolta secondo le regole ancestrali del kanun, un codice consuetudinario albanese risalente al XV secolo, alternativo alle regole dello Stato. La criminalità di origine schipetara risulta particolarmente dedita non solo al narcotraffico, ma anche allo sfruttamento della prostituzione ed alla commissione di reati contro il patrimonio: in proposito, numerosissime sono le indagini svolte negli ultimi anni dagli apparati investigativi italiani, che hanno dato conto dell’operatività della citata matrice criminale, spesso in stretto collegamento con espressioni delinquenziali di altre nazionalità, attive sul territorio italiano. E’ stata individuata una rete di mediatori attiva in Italia, costituita principalmente da cittadini marocchini, egiziani e siriani. Questi provvedevano alla raccolta del denaro contante, principalmente di provenienza illecita, derivante dal traffico di stupefacenti, poi trasferito nei Paesi d’origine degli stessi mediatori ma, anche, in Libia, Ungheria ed Emirati Arabi Uniti, per un importo totale stimato in circa 10 milioni di euro. Sul punto, si segnala un’ulteriore operazione denominata “Hawala.net”, conclusa, a Bari e a Catania, il 10 maggio 2017 dalla Polizia di Stato, con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, favoreggiamento dell’immigrazione e della permanenza in clandestinità sul territorio dello stato, falso, corruzione, nonché indebito uso di canali finanziari non censiti. Le indagini hanno consentito di ricostruire la struttura organizzativa e le dinamiche criminali di un pericoloso sodalizio, composto da somali e da un etiope, che ha favorito l’immigrazione illegale di diverse centinaia di somali, procurando loro falsa documentazione. In particolare, gli indagati hanno movimentato on line ingenti somme di denaro – corrisposte dai singoli migranti quale “corrispettivo” per l’organizzazione e la gestione del viaggio intrapreso per raggiungere diverse località del Nord Europa – attraverso canali finanziari non legittimati ad operare in Italia, secondo il sistema della cosiddetta “hawala informatica”. Tra l’altro, è stato eseguito il sequestro preventivo, mediante oscuramento dei domini, di 4 “piattaforme” informatiche utilizzate da alcuni indagati per le segnalate movimentazioni di denaro, nonché, a Catania e a Bari, il sequestro preventivo di 2 internet point ritenuti le basi logistiche dell’organizzazione criminale. Nel corso delle investigazioni, la Digos di Bari ha approfondito alcuni contatti, intercorsi tramite social network, tra diversi indagati ed altri utenti concernenti posizioni filo-jihadiste ascrivibili al gruppo terroristico somalo “Al Shabaab”. Riguardo al traffico di droga, gli scali portuali dell’Adriatico restano, inequivocabilmente, l’approdo privilegiato per i traffici illeciti dai Balcani. In tale contesto, le indagini concluse nel semestre sono, ancora una volta, testimonianza dei collegamenti operativi tra le consorterie del territorio brindisino e l’Albania, finalizzati all’approvvigionamento di grossi carichi di stupefacente: in proposito, l’operazione “Griko” ha dato un’ulteriore conferma del carattere transnazionale del mercato della droga brindisino, operato attraverso fidati referenti albanesi, per il rifornimento e la successiva distribuzione di ingenti quantitativi di marijuana”.

Criminalità cinese
“Come rilevato nel tempo, la criminalità cinese rivolge i suoi interessi criminali prevalentemente al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (finalizzata alla “tratta”, al lavoro “nero”6 e alla prostituzione), ai reati contro la persona (talvolta commessi nell’ambito di azioni intimidatorie o scontri tra appartenenti a gruppi contrapposti), alle rapine ed estorsioni in danno di connazionali, alla contraffazione di marchi, al contrabbando di sigarette, alla falsificazione di documenti, settori ai quali vanno aggiunte, seppur in maniera residuale, le attività connesse al gioco d’azzardo e ai traffici di stupefacenti. Da segnalare, inoltre, come la criminalità cinese spesso si avvalga di consulenze e di supporti di professionisti italiani, nella realizzazione di pratiche contabili, funzionali innanzitutto all’evasione fiscale e contributiva”.

Criminalità Rumena
“Le consorterie rumene risultano, spesso, in contatto con i gruppi criminali nazionali e sono dedite, prevalentemente, al traffico di stupefacenti, allo sfruttamento della prostituzione in danno di giovani connazionali, ai reati predatori, in particolare furti in appartamento, spesso anche in concorso con albanesi. È assodato che i sodalizi rumeni, specie nel nord Italia, abbiano acquisito una certa “specializzazione” anche nella commissione di reati contro il patrimonio, realizzati in forma di “pendolarismo” internazionale. Altrettanto rilevanti risultano le attività illecite connesse alla clonazione di carte di credito, nonché la manomissione degli sportelli A.T.M. – bancomat -, attraverso l’utilizzo di dispositivi in grado di catturare i codici di accesso, digitati dagli ignari utilizzatori del servizio. Recenti attività di indagine hanno anche evidenziato correlazioni criminali tra imprenditori italiani e cittadini rumeni, nell’ambito dell’intermediazione illecita e dello sfruttamento di manodopera. finanziarie, per un valore complessivo di circa dieci milioni di euro, nei confronti di un imprenditore agricolo gravemente indiziato di aver costituito un’associazione, operante a Paternò (CT) e in Romania, preordinata al reclutamento di manodopera rumena per l’impiego nelle campagne del circondario, in totale assenza delle garanzie minime di tutela e sicurezza, secondo le più classiche modalità del cd. “caporalato”’.

Criminalità proveniente dai paesi Ex Urss.
“I gruppi malavitosi dei Paesi dell’ex Unione Sovietica presenti sul territorio nazionale hanno evidenziato, anche nel semestre, l’interesse verso i reati predatori, i traffici di stupefacenti e di armi, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e lo sfruttamento della prostituzione. Con riferimento a quest’ultimo, va rilevato che le indagini condotte negli ultimi anni hanno evidenziato come le consorterie criminali dei Paesi in argomento privilegino il reclutamento di donne di nazionalità moldava, lettone, estone e bielorussa, per l’avviamento alla prostituzione da strada o in locali notturni, affidate a cellule che operano congiuntamente a gruppi criminali locali o di diversa nazionalità est-europea. I gruppi di origine georgiana, invece, continuano a distinguersi per l’alta specializzazione conseguita nei furti in appartamento.

Per quanto concerne il coinvolgimento di soggetti di matrice russofona nell’immigrazione clandestina, si richiamano due distinte operazioni della Polizia di Stato di Lecce, concluse nel mese di agosto con il fermo, rispettivamente, di due cittadini russi riconosciuti come scafisti di una imbarcazione con a bordo 53 migranti, e di due bielorussi individuati quali scafisti di una imbarcazione con a bordo 71 migranti, provenienti da Bodrum (Turchia)”.

Criminalità Nigeriana.
“La criminalità nigeriana si caratterizza per l’alta specializzazione nei traffici di stupefacenti, nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e nella tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. La presenza di comunità di cittadini nigeriani, tra i quali numerosi irregolari, riguarda buona parte del territorio nazionale, dal nord (Piemonte, Lombardia e Veneto), al centro e sud Italia (in Campania, nell’area domiziana, ed in Sicilia, in particolare a Palermo). In Italia, così come in altri Paesi, è stata da tempo riscontrata l’operatività delle organizzazioni criminali nigeriane, di matrice “cultista”, tra le quali emergono per il numero dei componenti la “Supreme Eye Confraternity (SEC)” e la “Black Axe Confraternity”. Tali gruppi, ramificati a livello internazionale, si caratterizzano per la forte componente esoterica, a sfondo voodoo o ju-ju, che va ad influire in maniera sostanziale sul reclutamento e sull’operato dei partecipanti, nonché, data l’alta valenza suggestiva, anche sulle stesse vittime del reato di tratta che restano, così, indissolubilmente legate, per timore di ritorsioni, ai trafficanti. I rituali, praticati con unghie, capelli e sangue delle vittime, mediante la pronuncia di un giuramento nella mani delle cd. maman – donne più anziane, a loro volta nel passato vittime, spesso, di tratta – inducono le malcapitate a perdere il senso della propria individualità, nella convinzione di essere oramai divenute “proprietà” di altri. In tale contesto, proprio la tratta degli esseri umani finalizzata alla prostituzione costituisce un’importante fonte di finanziamento per la criminalità nigeriana. Si può, ormai, parlare di una collaudata metodologia operativa che interessa l’intera filiera connessa allo sfruttamento della prostituzione, che inizia con il reclutamento delle donne in Nigeria, sino alla produzione di falsa documentazione, per la regolarizzazione sul territorio nazionale della loro posizione. Lo sfruttamento della prostituzione – anche minorile – viene tendenzialmente gestito, nei diversi contesti territoriali, cercando di evitare qualsiasi tipo di conflittualità con le organizzazioni criminali già radicate sul territorio. Continua, tuttavia, ad essere frequente il ricorso a minacce e violenze per l’assoggettamento delle vittime dello sfruttamento, con un analogo trattamento spesso esteso anche ai familiari in patria, da parte di referenti delle organizzazioni”.

Criminalità Nordafricana.
“I gruppi criminali originari del Nord Africa risultano dediti innanzitutto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, perpetrati anche in collaborazione con italiani o con soggetti di altre nazionalità, tanto da detenerne il monopolio in alcune aree territoriali. Tali organizzazioni importano, attraverso la Spagna, la droga proveniente dall’ovest del nord Africa, gestendo in piena autonomia tutte le fasi del narcotraffico, da quella dell’approvvigionamento e della distribuzione, fino allo spaccio al dettaglio. La presenza tendenzialmente stanziale dei citati gruppi interessa tutto il territorio nazionale, anche in ragione di un processo di integrazione costante nel tessuto socio-criminale in cui essi, poi, si radicano definitivamente, incluse le aree a “tradizionale” presenza mafiosa. Non risulta, inoltre, scemato l’interesse della criminalità nordafricana nelle attività finalizzate all’immigrazione clandestina di propri connazionali. In tale contesto, le indagini condotte nel semestre hanno attestato, ancora una volta, il coinvolgimento di maghrebini, soprattutto libici e marocchini, nel trasporto di migranti dalle coste nordafricane verso le coste siciliane”.

Profili evolutivi.
“L’azione di contrasto alle organizzazioni criminali straniere non può essere letta in maniera disgiunta da quella adottata per investigare le proiezioni internazionali delle mafie italiane. In entrambi i casi, infatti, diventa imprescindibile affinare gli strumenti di cooperazione internazionale, per poter fornire agli Organi giudiziari e di polizia una visione unitaria dei network criminali e delle conseguenti strategie da adottare. Le positive esperienze investigative degli ultimi anni inducono a ritenere necessario, in prospettiva, che nell’ambito della comunità internazionale si investa sempre di più in tale direzione, stimolando la ricerca di strumenti comuni, anche di tipo normativo, che rendano il più possibile omogenei ed efficaci gli strumenti per aggredire la criminalità organizzata transnazionale”.

A cura di Paola Lucino,

Foggia 19 luglio 2018

Le organizzazioni criminali straniere in Italia. Stralci della relazione della Dia ultima modifica: 2018-07-19T09:06:14+00:00 da Redazione



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Commenti


  • cittadino

    Uno scenario ipotizzabile da quando si sono aperte le frontiere in tutto e per tutto…..
    Ciò ha determinato quanto già accade… ma il futuro lo vedo ancora più ostico. Una regola di base che dovrebbe essere statuita da tutti i paesi: chi commette reati penali deve ritornare al proprio paese, in quanto gli ospiti sono tali fino a quando si comportano bene, contrariamente vanno cacciati.


  • Black

    Però le magliette rosse si vendono che è una bellezza. Dicono che le magliette rosse salveranno il mondo!!!

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