Edizione n° 6158

Iscriviti al canale Whatsapp

Foggia

Manfredonia

Cronaca

Politica

Sport

Eventi

San Severo

Cerignola

ANDREA TIGRE Foggia, pestaggio del 19enne Andrea Tigre: il giudice nega la messa alla prova ai due imputati minori

Il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale per i minorenni di Bari ha respinto la richiesta di messa alla prova avanzata dalla difesa dei due imputati

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
19 Luglio 2026
Cronaca // Foggia //

FOGGIA – Proseguirà il processo nei confronti dei due quindicenni accusati del violento pestaggio ai danni di Andrea Tigre, il 19enne portiere di calcio aggredito e gravemente ferito la sera del 26 settembre 2025 in piazza Mercato, nel cuore della movida foggiana.

Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale per i minorenni di Bari ha respinto la richiesta di messa alla prova avanzata dalla difesa dei due imputati, escludendo così la sospensione del procedimento finalizzata a un percorso rieducativo che, se concluso positivamente, avrebbe potuto portare all’estinzione del reato.

Il giudice ha inoltre rigettato la richiesta di sottoporre uno dei due ragazzi a perizia psichiatrica, presentata per accertarne la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

L’udienza è stata quindi rinviata all’autunno, quando sono previste la requisitoria del pubblico ministero, le arringhe delle difese e la decisione del Tribunale.

Secondo l’accusa, i due minorenni avrebbero preso parte a un’aggressione definita dagli inquirenti immotivata e di particolare violenza, culminata con il pestaggio del giovane calciatore, che riportò gravi lesioni al volto, rimanendo sfigurato.

I due quindicenni erano stati arrestati il 1° aprile 2026 in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Bari. Da allora si trovano ospitati in una comunità.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Ettore Censano e Antonello Genua, aveva chiesto l’ammissione dei ragazzi alla messa alla prova, istituto previsto dal processo penale minorile che consente agli imputati di intraprendere un percorso educativo e di recupero sotto la supervisione dei servizi sociali. Il giudice, tuttavia, ha ritenuto di non accogliere l’istanza, disponendo la prosecuzione del procedimento.

La vicenda aveva suscitato forte indignazione a Foggia per la brutalità dell’aggressione e per le gravi conseguenze riportate dal giovane atleta.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno.

Lascia un commento

“Non c'è via per la felicità: la felicità è la via.” – Thich Nhat Hanh

Anonimo

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.

Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.

Nessun campo trovato.

LASCIA UN COMMENTO