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SOLLECITO ASSOLUZIONE Sollecito: “Mai risarcito dopo l’assoluzione, è un cortocircuito morale”

Il confronto con il caso Roggero, prosegue, alimenta una profonda riflessione sul funzionamento del sistema giudiziario.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
19 Luglio 2026
Bari // Cronaca //

PERUGIA – «Un cortocircuito logico e morale devastante per la fiducia nella giustizia». Con queste parole Raffaele Sollecito, definitivamente assolto per l’omicidio di Meredith Kercher, commenta la decisione che ha riconosciuto un risarcimento ai familiari dei rapinatori uccisi dal gioielliere Mario Roggero.

L’ingegnere pugliese ricorda di non aver mai ottenuto un indennizzo per i quasi quattro anni trascorsi in carcere tra l’arresto nell’ambito delle indagini sul delitto di Perugia e la prima sentenza d’appello che lo assolse insieme ad Amanda Knox.

«La contraddizione è clamorosa e, dal mio punto di vista, inaccettabile», afferma Sollecito. «Sono stato assolto con formula piena, ma lo Stato mi ha negato qualsiasi risarcimento per l’ingiusta detenzione che ha distrutto la mia vita».

Secondo Sollecito, il diniego dell’indennizzo sarebbe stato motivato da una ricostruzione giudiziaria che avrebbe ipotizzato un suo presunto tentativo di aiutare Amanda Knox, pur in assenza di elementi che lo collocassero sulla scena del delitto. Una valutazione che, sostiene, sarebbe «priva di prove e in contrasto con la mia assoluzione».

Il confronto con il caso Roggero, prosegue, alimenta una profonda riflessione sul funzionamento del sistema giudiziario. «Da una parte un innocente assolto che non viene risarcito, dall’altra un sistema che riconosce un risarcimento ai familiari di persone morte mentre stavano commettendo una rapina armata», osserva.

Per Sollecito questa disparità rappresenta «una delle ferite più incomprensibili e amare del nostro sistema giudiziario» e rischia di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. «In Italia – conclude – lo Stato arriva a imporre tutele e risarcimenti per chi delinque e minaccia la vita altrui, ma volta le spalle a chi è stato vittima di un colossale errore giudiziario».

Lo riporta l’Ansa.

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