FOGGIA – Istituire un gruppo di “guardie civiche” volontarie per contrastare i comportamenti incivili, sensibilizzare i cittadini e contribuire al monitoraggio delle aree maggiormente esposte al degrado. È la proposta avanzata da un autista del trasporto pubblico locale di Foggia, che invita istituzioni e comunità a valutare un nuovo progetto di cittadinanza attiva.
L’idea nasce dalla constatazione di una crescente diffusione di condotte che, pur non configurando necessariamente reati gravi, incidono negativamente sulla qualità della vita quotidiana: dall’abbandono dei rifiuti in strada all’ascolto di musica ad alto volume sui mezzi pubblici, fino ad altri atteggiamenti irrispettosi degli spazi comuni e delle persone.
«Come cittadini siamo spesso testimoni, e talvolta vittime, di comportamenti che contribuiscono al degrado sociale e urbano», spiega il promotore. «Per episodi di lieve entità non sempre appare proporzionato richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, già impegnate nella prevenzione e nel contrasto di fenomeni ben più gravi. Sarebbe quindi utile affiancare al loro lavoro un’attività di educazione civica e di sensibilizzazione sul territorio».
Le guardie civiche, secondo la proposta, dovrebbero operare esclusivamente con finalità preventive, informative e di supporto alla comunità. Non avrebbero poteri di polizia né potrebbero elevare sanzioni, identificare o fotografare le persone. Il loro compito sarebbe quello di dialogare con i cittadini, spiegare con rispetto le ragioni delle regole di convivenza civile e segnalare agli uffici competenti eventuali situazioni di degrado o criticità ricorrenti.
Il modello richiamerebbe, almeno in parte, l’esperienza dei cosiddetti “nonni vigili”, impegnati volontariamente davanti alle scuole per agevolare l’ingresso e l’uscita degli alunni. Il progetto, tuttavia, potrebbe coinvolgere persone di diverse fasce d’età, dai giovani agli anziani, adeguatamente selezionate e formate.
I volontari potrebbero presidiare soprattutto le zone considerate più sensibili, osservando e annotando i problemi riscontrati: aree interessate dall’abbandono frequente di rifiuti, fermate e mezzi del trasporto pubblico, parchi, piazze, spazi scolastici e altri luoghi di aggregazione. Le informazioni raccolte verrebbero successivamente trasmesse agli uffici comunali e agli enti competenti, così da consentire interventi mirati.
«Un’iniziativa di questo tipo permetterebbe anche di comprendere meglio la reale portata dei fenomeni presenti nei diversi quartieri», prosegue l’autista. «Le guardie civiche rappresenterebbero una presenza amichevole e riconoscibile delle istituzioni nella vita quotidiana, favorendo un rapporto più diretto con la cittadinanza».
La proposta prevede inizialmente l’adesione su base volontaria. Qualora non si raggiungesse un numero sufficiente di partecipanti per garantire la presenza almeno nelle aree più critiche, si potrebbe valutare l’introduzione di incentivi, borse di studio o altre forme di sostegno, nel rispetto della normativa e delle risorse disponibili.
Per trasformare l’idea in un progetto concreto sarebbe comunque necessario definire con precisione competenze, formazione, coordinamento, copertura assicurativa e protocolli di sicurezza. Le guardie civiche dovrebbero inoltre operare in raccordo con il Comune, la Polizia Locale e le altre autorità, evitando qualsiasi sovrapposizione con le funzioni riservate alle forze dell’ordine.



