(archivio). Ad arricchire le celebrazioni e a contribuire all’atmosfera gioiosa delle Feste Patronali in Puglia, da molti anni, vi è la partecipazione dei Madonnari e delle Madonnare, considerati veri e propri artisti di strada. Con la loro incredibile creatività, realizzano immagini sacre della Madonna e dei Santi, utilizzando gessetti colorati sui marciapiedi e nelle piazze dei paesi.
Anche a Manfredonia, durante i giorni della Festa Patronale in onore di Maria SS. di Siponto, che si svolge, secondo un’antica tradizione, il 29, 30, 31 agosto e 1° settembre, i Madonnari e le Madonnare riproducono sui marciapiedi e nelle piazze di Corso Manfredi immagini sacre con gessetti colorati, in particolare quella della Madonna di Siponto, un dipinto risalente al XIII secolo.
Nel tempo, i luoghi storici in cui questi artisti hanno dato vita alle loro opere — e dove continuano a lavorare — sono il piazzale antistante la chiesa di Santa Maria Stella Maris e l’area nei pressi della chiesa di Santa Maria del Carmine, sempre in Corso Manfredi.
Qualche anno fa, ebbi l’occasione di intervistare Vito Zullo, un talentuoso madonnaro di Santeramo in Colle (BA), che stava realizzando, proprio sul marciapiede vicino alla chiesa del Carmine, un’immagine della Madonna di Siponto con i suoi vivaci gessetti colorati.
Tra gli artisti di strada che hanno lasciato il segno a Manfredonia con opere di straordinaria bellezza, voglio ricordare anche Hans Gruber Meyer, un madonnaro giramondo originario di Norimberga. Nei primi anni 2000, durante i suoi viaggi in Italia, arrivò a Manfredonia e vi rimase per circa un anno e mezzo. Qui esercitò la sua arte soprattutto nei pressi della chiesa del Carmine e vicino allo studio fotografico del fotoreporter Matteo Losciale, che lo aveva conosciuto a Firenze, dove Meyer si esibiva come madonnaro.
Durante la sua permanenza in città, Meyer realizzò opere straordinarie con i suoi gessetti colorati nel piazzale antistante la chiesa del Carmine, sempre lungo Corso Manfredi. Come mi raccontava il mio amico Matteo Losciale, nei primi due mesi e mezzo lo ospitò nel suo appartamento, situato proprio sopra il suo studio fotografico.
Il brillante artista tedesco, dall’aspetto un po’ trasandato, soprannominato affettuosamente “Il Condor”, è stato spesso ritratto da Losciale mentre, assorto, creava le sue meravigliose opere su Largo del Carmine.
La foto di copertina che accompagna questo articolo, ritraente il madonnaro Hans Gruber Meyer, è stata gentilmente messa a disposizione dal fotoreporter Matteo Losciale.
Notizie storiche sui Madonnari
L’arte dei Madonnari, definita “effimera” perché le opere durano solo un giorno, ha origini incerte. Alcuni studiosi fanno risalire questa antica forma di espressione devozionale al Medioevo, mentre la sua diffusione si consolidò nel Rinascimento.
Gli artisti che raffiguravano immagini di santi — soprattutto Madonne — con gessetti colorati ricevevano spesso piccoli oboli dai fedeli, come segno di devozione e riconoscenza. Considerati artisti nomadi, ancora oggi in molte regioni italiane talentuosi madonnari e bravissime madonnare, in occasione delle Feste Patronali e delle sagre cittadine, continuano a esercitare questa antica arte sacra sui marciapiedi, nelle piazze e lungo le strade.
I passanti, con piccoli contributi in monete lasciate sulle opere stesse, sostengono ancora oggi questa forma d’arte antica, che però, purtroppo, col passare del tempo rischia di scomparire.
FOTOGALLERY














