Manfredonia

Largo in onore dr.ssa Troiso, sindaco: “ricordo sarà indelebile”


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Manfredonia – “LA consapevolezza del ricordo che alcuni personaggi hanno lasciato nell’opinione pubblica di Manfredonia ci ha spinti all’intitolazione di strade alla loro memoria, per aver lasciato un segno indelebile della propria presenza. La dottoressa Troiso meritava un riconoscimento da parte dei propri concittadini per lo zelo, la professionalità, l’umanità e il tempo speso così fruttuosamente al servizio della comunità, accrescendone il prestigio”. E’ quanto dice il sindaco Angelo Riccardi, in una nota stampa del Comune, commentando la decisione della Giunta comunale di attribuire la denominazione di “Largo dottoressa Chiara Troiso” all’area antistante il Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Manfredonia, compresa in senso orario tra il Piazzale Caduti del Lavoro (a nord), l’ingresso del Pronto Soccorso ospedaliero (a est), via Trento e Via Stella a sud ed un edificio privato (a ovest).

“L’iniziativa di ripensare parte della toponomastica cittadina – la chiosa del primo cittadino – darà linfa ad un percorso culturale e di sensibilizzazione della cittadinanza anche sulla presenza delle donne nella società. E’ un’ulteriore maniera per prestare maggiore attenzione a tutte quelle figure femminili che hanno operato per il bene comune dei propri concittadini”, dice il sindaco nel comunicato.

(In copertina, immagine fornita a Stato da Claudio Castriotta)

Redazione Stato

Largo in onore dr.ssa Troiso, sindaco: “ricordo sarà indelebile” ultima modifica: 2014-09-19T11:08:17+00:00 da Redazione



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Commenti


  • vittoria gentile

    L’ impegno femminile sì, ma con concretezza. Di lei ho il ricordo della propensione al “triplo salto mortale” per conciliare lavoro, famiglia, vita privata.. come fanno in tante; (e una certa scatola di fagioli precotti “che speriamo vada bene per il pranzo” sarà sempre nei miei ricordi più cari, beata, allora non capivo). Questo larghetto ha il consenso della maggior parte della cittadinanza, ed è benemerito. Ma l’impegno femminile va ricordato sempre con concretezza e senza fronzoli retorici o inutilmente enfatici (il largo delle “eroine sconosciute”, non so se mai realizzato, a me fece venire l’orticaria). Concrete sono le donne, per la gran parte. Chiara (Rina) univa la concretezza all’ironia e questo dava leggerezza al suo spessore. Era una donna speciale come tante, vicina a tante anche nella maternità e nel ruolo di moglie e non lontana da loro. Anche se le viene intitolata una strada.

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