La Provincia di Foggia ha adottato l’Autorizzazione unica ambientale in favore della società Inerti Apricena Srl per l’impianto di lavorazione, frantumazione e commercializzazione di inerti e materiali lapidei situato in località Vallone dell’Elce, nell’agro di Apricena. Il provvedimento porta la data del 18 settembre 2026 ed è contenuto nella determinazione numero 1667 del Settore Ambiente, diretto ad interim dall’ingegnere Antonello De Stasio.
L’atto rappresenta un passaggio decisivo dell’iter amministrativo, ma non equivale ancora al titolo finale necessario per l’esercizio dell’attività. La determinazione sarà infatti trasmessa allo Sportello unico per le attività produttive del Comune di Apricena, al quale spetterà rilasciare formalmente l’Aua dopo avere effettuato anche le verifiche previste dalla normativa antimafia.
La richiesta era stata presentata dalla società, attraverso il presidente del consiglio di amministrazione Settimio Passalacqua, per lo stabilimento. Il Suap comunale aveva trasmesso la pratica alla Provincia il 12 marzo 2026. L’istruttoria è stata condotta nell’ambito della procedura disciplinata dal Dpr 59 del 2013, che riunisce in un solo provvedimento diversi titoli e adempimenti in materia ambientale.
L’autorizzazione adottata dalla Provincia comprende, in particolare, il titolo relativo alle emissioni in atmosfera previsto dall’articolo 269 del decreto legislativo 152 del 2006. A questo si aggiunge la comunicazione o il nulla osta in materia di impatto acustico, di competenza del Comune di Apricena. Alla determinazione sono allegati i documenti tecnici riguardanti le emissioni atmosferiche e il rumore, oltre al piano di monitoraggio e controllo, al layout dell’impianto, alla planimetria dei punti destinati alla misurazione delle emissioni diffuse e all’indicazione delle postazioni degli irroratori.
Proprio questi elaborati definiscono il quadro operativo entro il quale dovrà svolgersi l’attività. L’Aua avrà una durata di quindici anni, calcolati a partire dalla data in cui il Suap rilascerà il titolo conclusivo. La società dovrà rispettare tutte le prescrizioni previste dalla determinazione e dalla normativa ambientale, assumendo la piena responsabilità anche rispetto agli eventuali diritti di terzi.
Qualsiasi modifica dell’attività produttiva o dell’impianto dovrà essere comunicata e gestita secondo la procedura prevista dal Dpr 59 del 2013. Il rinnovo, invece, dovrà essere richiesto almeno sei mesi prima della scadenza, presentando all’autorità competente, sempre tramite il Suap, la documentazione aggiornata. Quando le condizioni di esercizio e le informazioni già depositate non saranno cambiate, il gestore potrà richiamare gli atti già in possesso dell’amministrazione.
La Provincia conserva inoltre il potere di imporre una revisione anticipata delle prescrizioni o il rinnovo dell’autorizzazione prima della scadenza. Ciò potrà accadere qualora le condizioni stabilite risultassero incompatibili con gli obiettivi di qualità ambientale oppure intervenissero nuove disposizioni europee, nazionali o regionali. L’inosservanza delle prescrizioni potrà portare alla sospensione o alla revoca del titolo, oltre all’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.
Il provvedimento chiarisce anche che l’Aua riguarda esclusivamente gli aspetti ambientali. Restano pertanto necessari tutti gli eventuali atti di competenza comunale, provinciale, regionale o statale, compresi i titoli edilizi e paesaggistici. È un punto rilevante: l’adozione dell’autorizzazione da parte della Provincia non consente, da sola, l’avvio o la prosecuzione dell’attività in assenza degli altri requisiti richiesti.
Dopo il rilascio, il Suap dovrà trasmettere il titolo definitivo alla società, al Settore Ambiente della Provincia e al Dipartimento provinciale di Foggia dell’Arpa Puglia, chiamato a svolgere le attività di propria competenza. Responsabile del procedimento è l’ingegnere Diego Gennaro Paesani, mentre l’istruttoria tecnica e amministrativa è stata curata da Simona de Mita.
A cura di Michele Solatia.



