L’Università di Genova ha licenziato un professore associato di Architettura che nel 2024 aveva sottratto dai social le fotografie di sei studentesse, modificandole attraverso l’intelligenza artificiale per creare immagini a contenuto sessuale. Le immagini erano state poi diffuse all’interno di una chat Telegram.
La vicenda aveva portato all’apertura di un’indagine, avviata dopo la segnalazione del caso da parte del rettore dell’Ateneo genovese, Federico Delfino, alla polizia postale. Le studentesse coinvolte hanno successivamente intrapreso un percorso di supporto psicologico e ottenuto un risarcimento economico.
Le immagini trovate nel computer del docente
I fatti risalgono al 2024, quando il professore aveva prelevato fotografie pubblicate sui profili social di sei studentesse per poi utilizzare un software di intelligenza artificiale con cui modificarle e creare immagini virtuali a contenuto sessuale.
Secondo quanto riportato da Repubblica, gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno contribuito a confermare la responsabilità del docente. Tra le prove figurano le immagini e le trascrizioni delle conversazioni, oltre al verbale della perquisizione effettuata sul computer dell’insegnante.
Nel dispositivo, infatti, erano state rinvenute «immagini virtuali sessuali corrispondenti a quelle postate sui social».
Un ulteriore elemento è emerso durante l’interrogatorio, nel quale il docente ha ammesso «di aver compiuto gli accessi ai social e di avervi postato le immagini sessuali contestate nell’atto di accusa. Nonché di averle create virtualmente con un software».
Il Collegio di disciplina: comportamento reiterato e lesivo
Dopo una prima fase delle indagini, le accuse contestate al professore erano diventate procedibili a querela di parte. Il procedimento disciplinare dell’Università ha però proseguito il proprio iter.
Il Collegio di disciplina dell’Università di Genova ha evidenziato che «il quadro probatorio complessivo dimostra un reiterato comportamento nei confronti di più studentesse lesivo degli obblighi dello stesso docente e dell’immagine complessiva dell’Ateneo».
Secondo la valutazione dell’organismo disciplinare, il comportamento era inoltre «lesivo della dignità, della libertà, della sicurezza delle studentesse coinvolte. Incidendo negativamente sul diritto ad un ambiente sicuro e privo di molestie che l’ateneo è tenuto a garantire a tutti i componenti della comunità accademica, ed in primis alle studentesse».
Il licenziamento deciso dall’Università
La conclusione dell’inchiesta penale non ha impedito all’Ateneo di valutare autonomamente la posizione del docente sul piano disciplinare. L’Università di Genova ha quindi deciso di destituirlo dal servizio.
Il professore ha impugnato il provvedimento, ma il ricorso è stato respinto dal Tar, che ha ritenuto il comportamento contestato di una gravità tale da giustificare la sanzione più severa.
I giudici hanno riconosciuto un «comportamento reiterato e lesivo della sua dignità e onore. Di gravità tale da non consentire l’irrogazione di una sanzione meno afflittiva della destituzione dal servizio».
Il provvedimento comporta dunque la cessazione del rapporto di lavoro con l’Università, mentre non determina la perdita del diritto alla pensione.
Lo riporta open.online.



