Manfredonia

Chiusura Tuboplast, Ciociola: “i lavoratori attendono gli stipendi”


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Sciopero lavoratori Tuboplast

Manfredonia, 30 agosto 2010, sciopero lavoratori Tuboplast-Soems (St)

Manfredonia – COME anticipato lo scorso 16 ottobre ( CdA: revoca finanziamenti e chiusure), un’altra azienda del Contratto d’area di Manfredonia-Mattinata e Monte Sant’Angelo avrebbe deciso di fermare le attività produttive. In un incontro sindacale svoltosi lo scorso 15 ottobre negli uffici della Tuboplast di Manfredonia (località Pariti di Caniglia, zona relativa ad una delle due aree industriali del territorio sipontino – con quella ex Enichem, località Macchia – nate, con ritardi e problematiche annesse in seguito alla fase successiva del post-Enichem) la famiglia Giampietri (proprietaria del Gruppo Soems, padre Ennio e Marco) ha infatti comunicato “l’imminente chiusura dello stabilimento di Manfredonia”, che conta attualmente 30 lavoratori.

LO SCORSO SABATO LA REVOCA DI UN FINANZIAMENTO AD UNA SOCIETA’ DI MATTINATA E L’INCONTRO NELLO STABILIMENTO TUBOPLAST FRA PROPRIETA’ E SINDACATI – Sabato era stata comunicata la notizia della revoca di un finanziamento pari ad oltre 4,2 milioni di euro ai danni di una società di Mattinata (probabilmente del II^ protocollo aggiuntivo del CdA) “mai entrata in produzione” (grazie all’emersione di ulteriori elementi per la conferma della revoca, a seguito del contenzioso apertosi fra società e Magistratura). Nella stessa giornata anche la notizia della dismissione dell’area produttiva del Gruppo Soems nel Foggiano. I sindacati avevano lanciato un appello a Stato: “si attivino le istituzioni, necessario un incontro con l’imprenditoria locale”. Questo per fronteggiare una crisi originata da uno dei “fallimenti più rilevanti nell’area”, quale il CdA, se analizzato per le “divergenze emerse fra attese e risultati”.

FOCUS CDA, INFRASTRUTTURE, FRODI, INDAGINI GUARDIA DI FINANZA DI FOGGIA E MANFREDONIA Focus Contratto d’Area di Manfredonia-Msa-Mt

CDA DI MANFREDONIA: INATTIVA SUL SITO DEL COMUNE LA PAGINA CON AZIENDE E FONDI RELATIVI – Va anche ricordato – dal Comune si è comunicata a riguardo una “risoluzione del caso” – che sul sito della PA di Manfredonia non risulta alcun collegamento con la pagina del Contratto d’Area con relativi fondi e finanziamenti. Il collegamento risulta cancellato, a differenza di quanto visibile prima dell’aprile 2010.

DA un lato le indagini della Guardia di Finanza, da un altro la dismissione produttiva, con ipotesi fallimento, per le realtà produttive del Gruppo Soems Spa nel Foggiano (Foggia-Sant’Agata di Puglia e Manfredonia): fra queste la Tuboplast srl, società legata alla Soem Spa, una ditta che si occupa della esecuzione e riparazioni di impianti elettrici ad uso civile ed industriale, quadri elettrici e cabine di trasformazione dal 22 maggio del 1978, con manutenzione e riparazione – tra l’altro dal 2008 – di impianti atti alla produzione di energia elettrica tramite processi di cogenerazione, eolici e alternativi. La Soems è stata fondata nel 1978 dall’imprenditore Ennio Giampreti. Nel 1996, la Soems Spa si è dotata di una nuova sede in località Cella di Mercato Saraceno, in una zona industriale posta a fianco della superstrada E45 Roma-Ravenna. La ditta ha avviato nel 2003 delle nuove sezioni produttive negli stabilimenti Tuboplast srl di Manfredonia (con assorbimento dei lavoratori, con amministratore delegato Marco Giampietri) e Sant’Agata di Puglia(FG), anche grazie ai finanziamenti della Regione, derivanti da Patti territoriali.


L’INCONTRO DEL 15 OTTOBRE FRA SINDACATI E PROPRIETA’, MESSA IN MOBILITA’ DI 13 LAVORATORI SU BASE VOLONTARIA
– Lo scorso 15 ottobre l’incontro nello stabilimento di Manfredonia della Tuboplast in località Pariti di Caniglia. Alla presenza della proprietà (Ennio e Marco Giampietri, accompagnati dal legale avv. Matteucci) e dei sindacati della Femca Cisl Egidio Ondretti e della Filtcem Cgil Luigi Lauriola, sarebbe stata stabilita la messa in mobilità su base volontaria per 13 lavoratori (su 30) della Tuboplast, nonché la volontà della proprietà di “dismettere le realtà produttive del Foggiano (dunque gli stabilimenti di Sant’Agata di Puglia, di Foggia e di Manfredonia, ndR)“. Concreta dunque l’ipotesi di un fallimento per la società, come emerso durante l’incontro stabilito dalle parti per comprendere “le azioni e gli interventi da stabilire per la garanzia e tutela del posto di lavoro degli occupati”, come confermò a Stato il rappresentante della Femca Cisl Egidio Ondretti.

DA LUGLIO 2010 CIGS PER 30 LAVORATORI – Si ricorda che, come stabilito lo scorso luglio, per i 30 lavoratori della Tuboplast srl era stata sottoscritta la Cassa integrazione Guadagni Straordinaria per la durata complessiva di 12 mesi. Su base volontaria è stata comunicata la richiesta – dai sindacati – per la messa in mobilità di 13 attuali occupati, ricordando che le stesse società interessate dai provvedimenti dovrebbero beneficiare di sgravi fiscali per almeno 24 mesi. Qualora la richiesta (della mobilità) non fosse accolta resterebbe in ogni modo attiva la Cigs per i 30 lavoratori per il periodo stabilito di 12 mesi (fino al luglio 2011).

L’IPOTESI FALLIMENTO, DECRETO INGIUNTIVO EMESSO DAL TRIBUNALE DI FORLI’ – Ma il rischio maggiore per il Gruppo Soems della famiglia Giampietri sarebbe attualmente quello della dismissioni di tutte le realtà produttive del Foggiano. Il Tribunale di Forlì avrebbe emesso infatti un decreto ingiuntivo contro la società di Mercato Saraceno, dopo una possibile contestazione da parte di un’azienda rifornitrice del gruppo. La società non sembrerebbe poter fare fronte alla situazione emersa, con la conseguente decisione di dismettere le attività produttive del Foggiano.

LO SCORSO 30 AGOSTO LO SCIOPERO DEI LAVORATORI, POI RIENTRATO – Astensione collettiva dal lavoro fino alle 6 di mercoledì mattina. In seguito (nel caso di un mancato adempimento, della società, relativamente all’erogazione delle 4 mensilità arretrate) disposizione di una “protesta ad oltranza”: questa la protesta messa in atto dai lavoratori della Tuboplast lo scorso 30 agosto, come confermato al tempo dagli R.S.A. Roberto Navarra e Roberto Tomaiuoli, rispettivamente della Filctem Cisl e Filcet Cgil. Lo sciopero fu attivato dopo la decisione del Gruppo. di disdire il contratto intercorrente con la ‘Turboplast’ ed avente come oggetto l’affitto dello stabilimento di Manfredonia. Dalla dismissione del contratto di fitto per l’attività produttive nel capannone di proprietà della Tuboplast (contrada Pariti di Caniglia – pt/1, d/7) sarebbe conseguita l’avvio della procedura di mobilità su base volontaria dei lavoratori – da parte della ‘Turboplast’ – per il sito produttivo di Manfredonia.

I LAVORATORI IL 30 AGOSTO: L’AZIENDA HA DISATTESO TUTTI GLI IMPEGNI PRESI IN PRECEDENZA – L’APERTURA DELLA CIGS – ”Abbiamo stabilito questo sciopero – dissero Navarra e Tomaiuoli – perché sono 4 mesi che continuiamo a non ricevere lo stipendio”. In base ad un piano di recupero dell’azienda, entro lo scorso 15 settembre la stessa società madre avrebbe dovuto provvedere a regolarizzare la situazione relativa alle mensilità arretrate. Al rientro dalle ferie, ad agosto, i lavoratori comunicarono alla società di voler attivare la Cigo, per tutte le maestranze. Dal 25 agosto 2010 l’azienda, “dopo aver negato la possibilità ai lavoratori di andare in Cig”,dispose al contrario l’immediato ritorno al lavoro.

L’INDAGINE DELLA GUARDIA DI FINANZA – Fra i risvolti negativi emersi nell’ultimo bienno, citati dal rappresentante sindacale Tomaiuoli, come possibile causa della situazione di instabilità generale che ha interessato la Tuboplast srl, del gruppo Soems spa, anche l’indagine del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, con i militari del Comando provinciale della Finanza foggiana che lo scorso 25 marzo 2010, all’esito di complesse indagini economiche-finanziarie partite dal 2006 (dal 2005 secondo l’amministratore delegato della Soems spa, Ennio Giampietri, padre di Marco, amministratore delegato della Tuboplast srl, unica società coinvolta nell’operazione della Finanza), rilevarono una truffa ai danni dello Stato per oltre 9,6 milioni di euro; in seguito lo stabilimento produttivo della ditta Tuboplast srl di Manfredonia (con 2 macchinari, arredi e computers) fu sottoposto per questo sotto sequestro preventivo, ancora successivamente la disposizione della facoltà d’uso del capannone, nella località industriale di Manfredonia, stabilita dalla Magistratura ( L’indagine della GdF e Le società fuggite dal CdA). Lo stabilimento della Tuboplast era ancora sotto sequestro preventivo, poi la facoltà d’uso del capannone ( La rimozione dei sigilli, il sequestro dei beni, nominato al tempo il curatore giudiziario). Oggi invece l’ipotesi fallimento.

Nicola Ciociola, nuovo segr. Cisl (St)

Nicola Ciociola, nuovo segr. Cisl (St)

IL COMMENTO DI NICOLA CIOCIOLA, NEO SEGRETARIO DELLA CISL DI MANFREDONIA – “Questa nuova chiusura non desta nessuna sorpresa e nessun clamore, se non la preoccupazione di 30 famiglie, che si troveranno senza uno stipendio – dice il nuovo segretario della Cisl di Manfredonia Nicola Ciociola – In passato la stessa azienda aveva minacciato di fermare l’attività produttiva, il sindacato per scongiurarla o per allontanarla, già negli anni precedenti aveva fatto accordi con la stessa di cassa integrazione e riduzione di personale, finalizzata a dare stabilità e continuità all’attività, sforzo che comunque, non è servita ad evitare la chiusura, e ancora oggi, i lavoratori attendono (invano) retribuzioni e cassa integrazioni arretrati”. “Di queste notizie che giornalmente si ripetono – dice Ciociola riferendosi all’azienda Imar da 18 mesi in CIG, senza prospettive di futuro, così pure la Rotopack, che ha problemi di retribuzioni, anch’essa senza prospettive, e tante altre – manifestano forte criticità tanto che ricorrono continuamente a Cig ordinaria e straordinaria Di fronte a questi drammi, non esistono steccati che tengono, se non un impegno di tutti per rilanciare il territorio fuori dalla crisi, partendo da un riutilizzo di tutte le infrastrutture esistenti.”

ONDRETTI: “I LAVORATORI NON PERDERANNO NULLA” – “I lavoratori non perderanno nulla – dice ancora Egidio Ondretti della Femca Cisl – promettiamo uno stato di garanzia occupazionale per tutti”. In ogni modo, anche in caso di un ipotetiCo fallimento del Gruppo, come da prassi (si pensi al caso della Tributi Italia, a seguito dello stato di insolvenza stabilito dal Tribunale fallimentare di Roma) i lavoratori resteranno creditori privilegiati per le insolvenze in corso”.


Video: lo sciopero dei lavoratori ad agosto

Chiusura Tuboplast, Ciociola: “i lavoratori attendono gli stipendi” ultima modifica: 2010-10-19T13:18:51+00:00 da Giuseppe de Filippo



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