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Privatizzazione acqua, Affatato: scelte Governo penalizzanti. Amati: bastava già esperienza Fitto. Losappio:turni lavoro più lunghi

AUTORE:
Agostino del Vecchio
PUBBLICATO IL:
19 Novembre 2009
Regione-Territorio //

nicola_affatato(Puglia)Foggia – La CGIL esprime un sostanziale dissenso sulla riforma dei servizi pubblici locali, come determinata dal voto del Senato sull´art. 15 del decreto legge 135, che modifica ed integra l´art. 23 – bis del 2008 e grandi preoccupazioni sugli effetti negativi che si potranno determinare.“In primo luogo – spiega il segretario regionale Nicola Affatato – si attiva un processo di liberalizzazione, ma senza la contestuale costituzione di Autorità indipendenti di settore (acqua, rifiuti, trasporti) titolari dei sistemi tariffari e della tutela della qualità dei servizi”. In secondo luogo “si forza, ulteriormente, la privatizzazione delle aziende di gestione dei servizi, con il sostanziale obbligo per le imprese pubbliche in house di procedere entro il 31/12/2011 alla cessione del 40% a favore di un socio privato con specifici compiti operativi. La soluzione riguarda sostanzialmente solo il servizio idrico integrato, del quale – per la CGIL – deve essere invece garantito il carattere di bene comune. In terzo luogo si insiste sull´esclusione delle società miste dalle gare, in contrasto con la normativa europea”.
Infine, denuncia la Cgil Puglia, “cosa ancora più preoccupante, sono state respinte le proposte di regolamentazione dei capitolati di gara, in particolare per la previsione della tutela dell´occupazione e dei contratti di settore”. Per la CGIL gli effetti di queste scelte determineranno anche nella nostra regione ripercussioni negative sui servizi in tutti i settori interessati. “In particolare, per l´acqua si mette a rischio la fruibilità di un bene pubblico primario che rappresenta una risorsa indispensabile all´approvvigionamento per usi civici e per lo sviluppo economico dell´intera regione”. Per queste ragioni la CGIL Puglia sosterrà le iniziative istituzionali tese ad impedire l´attuazione delle norme, a partire da quella della Regione Puglia, “ritenendo giusto e del tutto condivisibile l´obiettivo del Governo Regionale del mantenimento in mano pubblica della programmazione e della gestione delle risorse idriche”.
La segreteria regionale della CGIL Puglia, inoltre, attuerà iniziative “di coinvolgimento dell´opinione pubblica e di mobilitazione più opportune per contrastare scelte che ritiene ingiuste, sbagliate e dannose per il lavoro, per le famiglie e per l´economia pugliese”. LA privatizzazione dell’acqua è una bestemmia contro Dio”. Così il presidente della Regione Puglia Vendola NichiNichi Vendola ha commentato la fiducia che è stata posta dal Governo sulla conversione in legge del decreto sulla privatizzazione dell’acqua dopo i numerosi emendamenti presentati dalle opposizioni in Parlamento. “Ancora una volta – ha dichiarato Vendola – il governo Berlusconi dà prova di debolezza per aver negato il dibattito sulla materia, creando così anche i presupposti per una lesione costituzionale. I federalisti a giorni alterni dimenticano come si tratti di questioni anche di competenza regionale, legittimando ancora una volta lo scontro politico e istituzionale. E l’altro ieri infatti la Regione Puglia aveva deliberato in giunta di ricorrere alla Corte costituzionale contro il decreto legge e lo farà anche contro l’eventuale legge”. “La Puglia invece – ha concluso Vendola – sta facendo tutto il contrario del Governo nazionale. Ha deciso di pubblicizzare il servizio idrico, dichiarando l’acqua bene comune e presentando una propria legge regionale che impedisca il furto, da parte di aziende private alla ricerca di profitti, dell’acqua pubblica. In questa direzione intendiamo muoverci, senza voltarci indietro”. Con riferimento all’approvazione definitiva del decreto salva amati-asspugliainfrazioni, l’assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati ha dichiarato: “Sarebbe bastata l’esperienza, compresa quella di Fitto che qualche anno fa sosteneva le attuali ragioni del governo Vendola, per comprendere che la gestione della risorsa idrica non puo’ essere affidata ai privati, soprattutto in Puglia. La gestione privata della risorsa idrica fa perdere alla stessa il suo valore di bene pubblico, perche’ la modalita’ distributiva fa perdere alla risorsa la sua qualita’, facendola soggiacere agli schemi industriali piuttosto che alla soddisfazione dei primi bisogni umani, come e’ appunto quello di dissetarsi. Il nostro compito adesso consiste nel portare avanti l’impugnazione dinanzi alla Corte costituzionale e coinvolgere tutte le Regioni e i Comuni italiani nella stessa iniziativa. Nelle prossime settimane, infatti, unitamente all’Anci Puglia, promuovero’ un’iniziativa nazionale in Puglia proprio sul tema acqua e art. 15 del decreto salva infrazioni.” Fanno bene i lavoratori ed i sindacati a scioperare ed a protestare contro la privatizzazione dei servizi pubblici quali quelli dell’acqua e rifiuti decisa dal Governo e dalla sua maggioranza parlamentare. Nel pomeriggio l’assessore regionale al Lavoro, Michele Losappio, ha appoggiato i “i lavoratori e i sindacati che scioperano contro la privatizzazione dei servizi pubblici quali quelli dell’acqua e rifiuti decisa dal Governo e dalla sua maggioranza parlamentare”. Difatti, “la privatizzazione comporterà, come si è visto in tanti casi precedenti, l’aumento dei turni di lavoro e la riduzione del salario e con essa della dignità del lavoratore.
Se poi consideriamo gli sforzi eccezionali che la Regione ha fatto per completare il ciclo dei rifiuti ed affidare agli ATO ed ai loro piani di gestione la gestione integrata degli stessi superando la frammentazione comunale capiamo che questa iniziativa legislativa viziata da eccesso di liberismo e dal peggiore impasto fra politica ed affari rischia di portare la Puglia indietro di 5 anni così come indietro è andato il Paese con il Governo Berlusconi”.

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