Roma – PROSEGUE l’onda lunga della crisi con effetti nefasti sia sul Pil sia sul lavoro. A certificarlo stavolta è l’Ocse, che ha diffuso stamani i dati del suo Economic Outlook. Secondo l’ultima stima dell’organizzazione con sede a Parigi, il Pil italiano calerà del 4,8% quest’anno per poi tornare a crescere dell’1,1% il prossimo e dell’1,5% nel 2011. La valutazione, contenuta è basata sulla ripresa registrata dalla produzione nel terzo trimestre, con il miglioramento delle condizioni finanziarie che ha “aiutato a ricostituire la fiducia e spingere la domanda interna”. Ma, avvertono da Parigi, “sia il timing sia la forza della ripresa sono incerte”. L’Ocse è poi critica sullo scudo fiscale, misura che “dovrebbe essere vista dai contribuenti come eccezionale, altrimenti potrebbero concludete che ulteriori amnistie fiscali sono probabili”. LAVORO.La disoccupazione italiana salirà all’8,5% nel 2010 e all’8,7% nel 2011. Quest’anno, secondo l’organizzazione internazionale, la quota dei senza lavoro passerà dal 6,8% al 7,6%. Nei paesi dell’area Ocse continuerà a salire fino al 2010 e scenderà in modo solo modesto nel 2011 dal picco di oltre il 9%. In particolare, si legge nell’Economic Outlook, dal 2007 a tutto il 2010 ci sarà una perdita complessiva di 21 milioni di posti di lavoro. DEBITO PUBBLICO. Sul debito pubblico italiano l’Ocse prevede invece che salirà al 120% nel 2011, mentre il deficit resterà sopra al 5%. “I controlli sulla spesa – si legge nel dossier – sembrano avere contenuto il deficit strutturale entro i limiti fissati dal governo nel bilancio 2009. Tuttavia, il deficit supererà il 5% e il debito salirà di quasi 10 punti percentuali nel 2009 al 115% entro fine anno”. PIL. Per l’area euro è attesa una contrazione del Pil del 4% quest’anno, con a seguire un più 0,9 nel 2010 e un più 1,7 nel 2011. Per gli Usa, invece, si prevede un meno 2,5% nel 2009 e un rimbalzo del 2,5 nel 2010, con un più 2,8 nel 2011. Infine, per il Giappone la previsione segna un meno 5,3% sul 2009 e a seguire un più 1,8 nel 2010 e un più 2 nel 2011.