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Di Munno: “Rifiuti del Basso Tavoliere, le azioni del Coordinamento”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
19 Novembre 2010
Manfredonia //

Proteste com (St)
Proteste com (St)
Foggia – “PROMUOVERE stili di vita ecocompatibili, informare attraverso una serie di conferenze e incontri pubblici sulle ricadute occupazionali della raccolta differenziata, diffondere la consapevolezza che è possibile riciclare il 100% di ciò che in genere chiamiamo rifiuti, ma che sono in realtà preziosi materiali”.

Sono questi gli obbiettivi del Coordinamento nato nell’agosto del 2010, in seguito al sequestro della discarica Forcone-Cafiero di Cerignola, dall’iniziativa di cittadini e comitati provenienti dai nove Comuni (Cinque Reali Siti, Cerignola, San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli e Margherita di Savoia) del bacino rifiuti ATO/FG4, attualmente serviti da SIA FG4 Srl.

Ridurre la quantità dei rifiuti. “Alla base del Coordinamento – dice Giuseppe DiMunno, Portavoce (anche dse non ufficiale) del Comitato Spontaneo contro l’inceneritore di Capitanata e del Coordinamento No Rifiuti del Basso Tavoliere (bacino FG4) – la convinzione che l’unico modo per evitare un’emergenza rifiuti pianificata, sia quello di affrontare il dilemma di una raccolta differenziata che non parte”.


“RACCOLTA ORGANICA IN SPERIMENTAZIONE SOLO A TRINITAPOLI”
– Ma finora “nulla si è mosso in questa direzione. Sebbene siano presenti territorialmente molte delle strutture necessarie (un impianto di compostaggio è stato inaugurato due anni fa), la raccolta domiciliare, compresa la frazione organica (l’”umido”, che da solo costituisce fino al 40% dei rifiuti domestici) è in sperimentazione solo a Trinitapoli”.

Rispetto ad una media consortile di raccolta differenziata che non arriva al 10%, i traguardi imposti per legge dal Decreto Ronchi (che impone a tutti i Comuni italiani l’obbligo di una differenziata al 65% entro il 2012) sembrano irraggiungibili. Di qui, la proposta di aderire alla cosiddetta “Strategia Rifiuti Zero”. “Tale strategia – spiega Di Munno – messa a punto da ricercatori di fama mondiale e realizzata già in decine di piccole e grandi città americane, canadesi, australiane, è l’unica in grado di condurre nel giro di alcuni anni all’azzeramento dei rifiuti da depositare in discarica”. Ciò avviene tramite una serie di tappe come “la raccolta differenziata spinta col metodo porta a porta”, il passaggio dalla tassa alla tariffa, l’esame merceologico dei rifiuti finalizzato alla riduzione a monte degli stessi.

Una due giorni di Convegno per aderire alla “Strategia Rifiuti Zero”. “La nostra terra – spiega Dimunno – è già da tempo al centro di un’unica, grande, emergenza ambientale: discariche abusive disseminate un po’ dovunque nel territorio, una discarica consortile che ha dovuto assorbire il peso dell’emergenza rifiuti in Puglia durante il commissariamento di Vendola, il progetto di una megadiscarica ad Ortanova, e ora un inceneritore in costruzione a Manfredonia, ma di fatto al confine con Cerignola (Borgo Tressanti). Questa situazione impone di puntare subito su nuovi standard di gestione dei rifiuti, che siano veramente alternativi a discariche e inceneritori (che sono portatori di gravi malattie)”. Il Coordinamento dunque “si pone come primo obbiettivo quello di fare conoscere a tutti queste pratiche virtuose”.


“L’ESPERIENZA DI SUCCESSO” DI MELPIGNANO NEL SALENTO
– NInfine, non è dimenticare, che fra i vantaggi di una raccolta differenziata efficiente (a gestione pubblica o partecipata), “c’è il recupero di risorse che possono tornare utili per il bene di tutti (scuole, strutture sociali e sanitarie, etc.)”. Ma “una rivoluzione del genere non può essere però improvvisata“. “Esperienze di successo, per esempio Melpignano nel Salento (oltre l’80% di riciclo), insegnano che la maggior parte degli sforzi dev’essere concentrata sin dall’inizio nell’informare i cittadini attraverso assemblee condominiali, volontariato e progetti nelle scuole. Il 26 e 27 novembre a Cerignola si terrà una due giorni di convegno per presentare la strategia Rifiuti Zero, a cui sono invitati gli amministratori locali, i vertici di SIA e tutta la Cittadinanza. Tra i relatori, Alessio Ciacci (Assessore all’Ambiente di Capannori, i primi in Italia ad aderire con una delibera comunale alla strategia) e Paul Connett (Professore di chimica ambientale della St. Andrew University di New York), fondatore del movimento “Zero Waste” nel mondo e “guru” della raccolta differenziata.

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FOCUS, COORDINAMENTO SU INCENERITORE DI MANFREDONIA – Con riferimento al costruendo “termovalorizzatore” in Contrada Paglia nell’agro di Manfredonia di proprietà di E.T.A. Spa del Gruppo Marcegaglia, il precedente Sindaco di Manfredonia ha rilasciato parere favorevole circa l’Autorizzazione Sanitaria ai sensi degli artt. 216 e 217 del Regio Decreto n.1265 del 1934; acquisito al prot. 12253 del 09/11/2009; nota presente all’interno dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) del 14 Settembre scorso, Burp 155 07/10/2010.

“Il nuovo Sindaco di Manfredonia, non può farsi carico di decisioni così importanti, che riguardano la salute pubblica, prese dal suo predecessore, senza che egli stesso ne verifichi la reale assenza di pericoli nella messa in esercizio di questo impianto insalubre di classe 1”. “Per questo prima che il suddetto impianto entri in funzione, avvalendosi anche di consulenze pubbliche esperte (un nome: Federico Valerio direttore del Dipartimento di Chimica Ambientale dell’Istituto Tumori di Genova) chiediamo al Sindaco, in quanto primo responsabile della salute della sua comunità, di operare nuovi e precisi controlli sul “termovalorizzatore”, in osservanza dei succitati articoli, in conseguenza anche del DLgs 18 febbraio 2005 n°59 articolo 11″.

“MANCATO COINVOLGIMENTO DEI 5 REALI SITI E ZAPPONETA NELLE CONFERENZE DI SERVIZI” – “Stiamo valutando altri motivi di opposizione alla messa in esercizio, ossia, perchè non sono stati coinvolti i 5 Reali Siti e Zapponeta nelle Conferenze di Servizi? – dicono i rappresentanti del coordinamento nella nota – si veda a riguardo il burp n°155 del 7 ottobre 2010 (rilascio dell’Aia) e Burp n° 70 del 13 maggio 2009, dove viene rilasciata la Via. Inoltre l’articolo 14 della legge 241/90 disciplina la partecipazione degli enti e organismi vari, tra cui associazione e comitati, alla conferenza di Servizi. Se Cerignola è stata compresa fra questi, perchè non sono stati coinvolti anche gli altri Paesi del circondario, visto che sono ad una distanza inferiore rispetto a Cerignola? È anche vero che la partecipazione si chiede all’ente procedente (la regione) dai Comuni che si sentono coinvolti. Bisogna stabilire se ci siano delle corresponsabilità sul mancato coinvolgimento dei paesi del circondario nella conferenza dei servizi”, si conclude nella nota.

Redazione Stato, riproduzione riservata

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