La Giunta ha rilevato che “la recentissima iniziativa governativa non solo introduce nuovi ostacoli sul cammino percorso, ma trasforma una trattativa politica in un conflitto istituzionale senza precedenti nella storia della Repubblica”. “La Puglia ha infatti superato per due volte la verifica tecnica del piano di rientro ed è quindi del tutto evidente che gli ostacoli frapposti alla firma si basano esclusivamente su valutazioni politiche, che politicamente devono essere superate, senza trasferire le contraddizioni esistenti nell’ambito istituzionale”.
“Allo scopo, pertanto, di ricondurre la vicenda tra i confini di un confronto che, per quanto aspro, la Puglia ha sempre tentato di mantenere all’interno dei principi di leale collaborazione tra istituzioni della Repubblica, la Giunta ha deciso: 1) di relazionare nel merito e nel metodo nell’audizione già fissata di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta sui deficit sanitari, presieduta dall’on. Leoluca Orlando; 2) di chiedere al presidente Errani di porre all’ordine del giorno della prossima riunione della Conferenza delle Regioni un punto specifico relativo alla vicenda; 3) di confermare comunque la propria disponibilità ad intraprendere qualsiasi iniziativa, anche normativa – per la quale si attende una parola chiara e definitiva dal Governo – allo scopo, da un lato, di accelerare la firma del piano di rientro e dall’altro, di rimuovere motivi che potrebbero creare difficoltà alla Corte costituzionale.
“La Giunta inoltre, nei prossimi giorni, valuterà l’opportunità e la praticabilità di sollevare in ogni sede il problema del mancato rispetto da parte del Governo del principio di leale collaborazione tra istituzioni della Repubblica. La Giunta infine sottolinea gli importanti risultati ottenuti recentemente su temi decisivi quali l’immigrazione e la lotta alla precarietà nel confronto con il Governo davanti alla Corte costituzionale”.
“CHI aveva ancora dubbi è servito. Il ricorso alla Corte Costituzionale del Ministro Fitto contro quelle leggi con cui la Regione intendeva rispettare proprio le prescrizioni indicate dal Governo come condizione per sottoscrivere il Piano di rientro chiarisce che l’obiettivo è quello di non firmare e di arrivare al commissariamento della nostra sanità. Siamo dunque davanti ad atti di slealtà istituzionale rivendicati da un Ministro che è anche il capo del Pdl pugliese”. Lo ha detto in una nota il Presidente del Gruppo Sel, Michele Losappio.
Per questo non regge l’apparente neutralità dei Consiglieri del Pdl che “attendono” la sottoscrizione dell’accordo per impegnarsi con giudizi ed atti. Quando Fitto vuole confinare i lavoratori dei servizi nella precarietà lo fa anche come leader del Pdl e tutti sono chiamati alle proprie responsabilità davanti ai pugliesi. Quanto al commissariamento esso procurerà danni incalcolabili al diritto alla salute nella nostra regione e il Governo dovrà gestirlo in proprio perché non verrà accettata alcuna soluzione di coinvolgimento della Regione e saremo noi nei territori a chiarire le conseguenze dei tagli ed a chiamare Sindaci, Associazioni e Sindacati alla mobilitazione”.
Piano di rientro sanitario: Introna risponde a Fitto – Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna commenta la nota diffusa questa mattina dal Ministro per i rapporti con le Regioni, sulle precondizioni per la firma del piano di rientro sanitario, all’indomani della decisione governativa di impugnare davanti alla Corte Costituzionale altre leggi regionali in materia sanitaria: “Una dichiarazione tardiva, che giunge quando si è consumato l’ennesimo strappo istituzionale. Auspico che l’intervento possa essere letto come un approccio diverso alla vicenda della sanità pugliese e che il ministro Fitto, proprio in quanto pugliese, voglia adoperarsi per porre fine ad una guerra tra le Istituzioni negativa e dannosa, giocata sul terreno sensibile della salute dei nostri corregionali”.
Cassano: “E’ Vendola che vuole il commissariamento della Sanità” – Il vice-presidente vicario del Gruppo consiliare PDL alla Regione Puglia, Massimo Cassano, ha diffuso la seguente nota: “Con riferimento alla sortita, puntualmente sopra le righe, del Collega Losappio in ordine alla impugnativa da parte del Governo nazionale di talune norme della Regione Puglia in palese contrasto con le intese in via di definizione per il varo del ‘piano di rientro’ proposto da Vendola a sanatoria dei suoi disastri pregressi, la verità è, come sempre, nel contrario. Sono Vendola e compagni, infatti, che hanno disseminato di provocazioni e di trappole il cammino di un ‘piano di rientro’ da loro stesso proposto, per provocare un commissariamento che consenta loro di sottrarsi alle gravissime responsabilità del loro fallimento”.
“La verità è che, soprattutto mentre incombono elezioni attraverso le quali Vendola conta di fuggire dalla Puglia, il taglio di 19 Ospedali e di 2200 posti-letto da loro stessi deciso sarebbe un pesante macigno sugli sterminati sogni di gloria del nostro itinerante e latitante Presidente, ed è quindi molto meglio se ricada sulle spalle di un Commissario chiamato a raccogliere i cocci del loro disastro”.
“La verità è che, ammesso e non concesso che siano in buona fede, a Vendola e compagni degli ospedali e della salute dei pugliesi importa comunque molto meno delle clientele elettorali che, con il grande bluff delle “internalizzazioni”, hanno ingaggiato, tant’è che sono pronti a sacrificare i primi ma non a rallentare le seconde. Quanto agli esorcismi terrorizzati nei confronti della Corte Costituzionale, essi sono ampiamente comprensibili, da parte di un governo e di una maggioranza che credono di poter violentare a piacimento, quasi governassero una repubblichetta rossa indipendente, la Suprema Carta della repubblica italiana, rimediandone puntualmente una scoppola dietro l’altra. Quella sulle internalizzazioni seguirà infatti a quelle sul nucleare e sull’acqua, smontando completamente quel grande bluff sulla pelle ed a spese dei Pugliesi che è il vendolismo”.
Redazione Stato



