BATCapitanata

Andria, Cerignola, furti, droga, 6 arresti


Di:

Andria, conferenza CC (st@)

Andria – ALLE prime luci dell’alba, oltre 50 militari della Compagnia Carabinieri di Andria, supportati da unità cinofile, hanno portato a termine un’importante operazione che ha consentito di assicurare alla giustizia un gruppo criminale molto attivo principalmente nel comune di Andria.

6 sono state le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal GIP del Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura della Repubblica, eseguite a carico di altrettante persone che dovranno rispondere di concorso, a vario titolo, nei reati di estorsione, furto aggravato, ricettazione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nonché, solo per alcuni, di porto illegale di esplosivo in luogo pubblico e violazione della sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno.

L’operazione conclude una complessa ed articolata attività avviata dai Carabinieri, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Trani, che ha avuto inizio nel mese di gennaio 2012 a seguito del rinvenimento di un veicolo oggetto di furto.

La conseguente attività investigativa, conclusasi nel maggio 2012, ha consentito di far luce su: diversi furti di autovetture, alcune delle quali restituite con il classico metodo estorsivo del “cavallo di ritorno” ed altre “trasportate” presso un autodemolitore di Cerignola (FG). Al riguardo gli accertamenti e i riscontri dei Carabinieri, definiti oltremodo convincenti dal GIP, sono stati caratterizzati dalla totale omertà delle vittime le quali, di fronte all’evidenza, hanno sempre negato di aver pagato il “pizzo” per la restituzione del proprio veicolo; una ramificata rete di spacciatori di cocaina, marijuana ed hashish che agiva nella città di Andria.

Movente e responsabili di un grave attentato dinamitardo verificatosi ad Andria il 27 dicembre 2003 nel corso del quale, utilizzando oltre un chilogrammo di tritolo, vennero provocati ingenti danni ad una palazzina di tre piani, a tre veicoli e a diverse abitazioni. L’evento, che solo per caso fortuito non causò alcun ferito, volutamente provocato per rancori di carattere sentimentale, ebbe quale ritorsione un incendio doloso ai danni di altre due auto.

Determinanti nel corso dell’attività d’indagine sono stati i servizi di osservazione, pedinamento e controllo, un arresto in flagranza di reato, il recupero di tre auto rubate, l’identificazione e la segnalazione all’Autorità Amministrativa di diversi tossicodipendenti nonché i sequestri di 30 dosi di sostanza stupefacente. Gli arrestati (due dei quali già ristretti per altra causa) sono stati associati presso la casa circondariale di Trani.


Redazione Stato@riproduzioneriservata

Andria, Cerignola, furti, droga, 6 arresti ultima modifica: 2012-12-19T13:27:17+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
1

Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Il marito che imponga alla moglie il saluto fascista va condannato per “maltrattamenti” !

    Atteggiamento intransigente della Cassazione nei confronti dei mariti prevaricatori e violenti. Questa volta la Suprema Corte si è occupata del caso di un uomo che aveva l’abitudine di imporre alla moglie il saluto nazi-fascista. E non solo. Secondo quanto è emerso nel corso del giudizio, l’imputato costringeva la moglie ad uno stato di prostrazione tale da indurla spesso a rannicchiarsi in un angolo per paura di essere percossa o posseduta senza il suo volere.

    Alla fine però la donna ha trovato il coraggio di presentare una denuncia ed il caso è finito nelle aule di giustizia dove il “bruto” ha riportato una condanna penale per maltrattamenti e violenza sessuale (avendo anche costretto la moglie a subire rapporti contro il suo volere).

    Il caso poi finiva dinanzi ai giudici di Piazza Cavour, e la Prima sezione penale della Corte (sentenza n. 35805/2012) ha convalidato la sentenza di condanna impugnata.
    Secondo la ricostruzione operata dalla Suprema Corte, quasi tutti i giorni il marito, rincasando “imponeva il saluto nazista e pretendeva che la donna si mettesse a terra e, durante i rapporti contro il volere di lei, si vantava di essere un ‘maratoneta’ perchè era capace di stare tanto tempo sopra di lei”.

    Vessazioni e violenze inqualificabili dunque, per le quali l’uomo e’ stato condannato anche a risarcire la donna con una provvisionale di 80 mila euro.
    Foggia, 19 dicembre 2012 Avv. Eugenio Gargiulo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest

Share This