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Lucera, sequestro, ‘liberazioni e minacce’. Lei: non lo perdono

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
20 Gennaio 2010
Cronaca //

ZendoliLucera – LO psicopatico, la bambina, la cittadinanza irata, la paura, la cartolibreria, la liberazione anticipata: un sequestro ‘inusuale’ quello avvenuto ieri a Lucera, ai danni di una 14enne del luogo. Un sequestro che ha richiesto gli interventi, le risorse, le spiegazioni di più parti e figure istituzionali, nonchè di quelle della stessa magistratura. Un sequestro legato, da un lato, all’intervento provvidenziale delle forze dell’ordine locali, ma da un altro anche ad un sequestro precedente, avvenuto nel maggio del 2007, compiuto dallo stesso arrestato 35enne. Un sequestro per il quale l’uomo era stato condannato, inizialmente, a quattro anni di reclusione.

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I FATTI – Ieri mattina, verso le 10 e 40, una 14enne di Lucera era in giro per le vetrine della città (dato che, in base a quanto comunicato da operatori delle forze dell’ordine locali, la stessa era uscita da scuola, con due amiche, probabilmente per un consiglio d’istituto) quando è stata affiancata da Massimiliamo Credico, 35enne del luogo, già condannato, nel 2007, per un sequestro di persona. La bimba è con due amiche, l’uomo la prende (“ti ricordi, sono il Doppio”, avrebbe detto Credico alla bimba), allontana le altre due bambine, la porta in un negozio in piazza Salandra, e qui, con la minaccia di un coltello, tiene la bimba in ostaggio per oltre 7 ore, chiedendo inizialmente di voler parlare al telefono con l’onorevole Alessandra Mussolini. Grazie ad un intervento dei Nocs, che hanno approffitato di un momento di cedimento dell’uomo, dopo le lunghe trattative ed operato di carabinieri, polizia locale e finanza (vedi in seguito), Credico viene bloccato definitivamente.

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LA FIGURA DI CREDICO – Massimiliano Credico, 35enne lucerino (10-10-1975) è stato accusato di porto illegale di coltello (di una lunghezza dichiarata di 7-8 centimetri), minacce aggravate, violenza privata aggravata a più persone (bimba e amiche), danneggiamento aggravato all’interno di un esercizio commerciale. L’uomo, assistito dal suo legale, si è già avvalso della facoltà di non rispondere ed avrebbe dichiarato di aver acquistato il coltello, usato per minacciare la bimba, in una armeria di Foggia. Credico era stato già condannato ad una pena di 4 anni di reclusione in carcere, in primo grado, per aver sequestrato una 34enne C.A., di Lucera, lo scorso 6 maggio del 2007, nei pressi di un centro commerciale del luogo (‘Le Fornaci’). Credico era stato condannato a 4 anni di reclusione in carcere, più un anno di misure speciali di sicurezza (liberazione condizionale, art.176-177 cp, istituto giuridico del diritto penale che consiste nella sospensione della pena detentiva e vi si può far ricorso allorquando, di massima, ne sia stata scontata una congrua parte. Nel linguaggio comune, la scarcerazione sotto condizione viene chiamata anche libertà vigilata, confondendosi con la modalità così definita con cui si può essere ammessi a scontare pene detentitive molto lievi, fino ad un anno di reclusione, ovvero su conversione di pene pecuniarie non pagate). Con la sentenza di primo grado, a Credico era stato ordinato di ricevere dei controlli medici, di scadenza mensile e “di natura psichiatrica”. I 4 anni di reclusione ai danni dell’uomo sono stati in seguito ridotti a 36 mesi, sulla base di quanto predisposto dalla prima sezione penale della Corte d’Appello (pena da scontare peraltro ai domiciliari). La scadenza della pena ai danni di Credico, per il sequestro della 34enne, era stata fissata inizialmente per il 6 maggio del 2010, in seguito, come detto, ridotta, con liberazione anticipata al 13 novembre del 2009 (quindi temporalmente il secondo sequestro dell’uomo è avvenuto a soli due mesi dall’espiazione della pena, senza più l’applicazione della misura di sicurezza detentiva della libertà vigilata).

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Conferenza stampa in Procura Lr
Conferenza stampa in Procura Lr
IL SEQUESTRO – Temporalmente, il sequestro della 14enne è avvenuto alle ore 10 e 40 circa; il dirigente del commissariato del centro federiciano, il vice-questore Luciano Zendoli, è stato informato del fatto già alle ore 10 e 45; sul posto (cartolibreria ‘Curiosando’ in piazza Salandra), a soli cinque minuti dalle 11, il procuratore capo della Procura della Repubblica di Lucera, Massimo Lucianetti (nominato Procuratore Generale presso il Tribunale di Potenza). All’interno del negozio, per le trattative, lo stesso commissario di Lucera, Zendoli, e militari dei carabinieri locali. Le disposizioni sono state comunicate, naturalmente, dal procuratore Lucianetti, che ha sottolineato la propria “esperienza passata”, nel corso della conferenza stampa di stamane, nel coordinare altre indagini “con modalità e pericolosità” simili a quelle avvenute ieri a Lucera. I contatti verbali con l’uomo sono stati tenuti, come detto, dal commissario Zendoli e dall’ispettore capo Giuseppe Conte, oltre al brigadiere Ernesto di Pumpo, nonchè da una psicologa della questura. Di Pumpo e Conte sono gli stessi uomini che furono coinvolti nel primo sequestro già compiuto da Credico a Lucera il 6 maggio del 2007. Secondo quanto riferito dal procuratore capo di Lucera Lucianetti sarebbe stato lo stesso Credico a chiedere di parlare, anche questa volta, con Di Pumpo e Conte. L’arrivo dei Nocs (corpo speciale della Polizia, nucleo operativo centrale di Sicurezza) sarebbe avvenuto alle 13 e 30; all’interno del negozio l’uomo avrebbe aperto, prima del pranzo, una finestra laterale, a causa di una “palese mancanza di aria” (finestra in seguito chiusa per “evitare qualsiasi tipo di reazioni”). Sul luogo anche il sindaco di Lucera, Pasquale Dotoli, approssimativamente alle ore 12 e 30. A differenza del precedente sequestro (maggio 2007) il sequestratore avrebbe rifiutato di prendere in mano il telefonino. Un mezzo con il quale gli inquirenti lo avrebbero fatto parlare con l’onorevole Mussolini (come richiesto dall’uomo). Credico avrebbe infatti preteso di vedere personalmente il parlamentare italiano. “Nel corso delle trattative – ha detto il vice-questore Zendoli – continuavamo a dire a Credico che la Mussolini era sempre più vicina a Lucera, prima a Frosinone, poi in Puglia, quindi per ingannare ancora l’attesa abbiamo detto che la stessa parlamentare era vicino Foggia, forse bloccata per il traffico”. Credico non avrebbe voluto nè bere, nè tantomeno mangiare (nonostante le offerte del personale delle forze dell’ordine intervenute; all’uomo sarebbe stata offerta della pizza con dei tranquillanti, ma Credico avrebbe da subito compreso il piano delle forze dell’ordine). La liberazione della 14enne è avvenuta a 7 ore dal sequestro, presubilmente verso le 19 e 40: “dopo una vera lotta di nervi fra le forze dell’ordine e il sequestratore”, ha aggiunto in conferenza stampa Lucianetti. Lo stesso Lucianetti ha predisposto agli operatori intervenuti di “non utilizzare armi o qualsiasi altro materiale” che avrebbe potuto minacciare l’incolumità fisica della bambina, ma anche dello stesso sequestatore. “I Nocs e tutto il personale delle forze dell’ordine che sono intervenuti – ha detto Lucianetti – sono entrati perfettamente in sintonia con l’uomo, svolgendo il loro ruolo con la massima correttezza e tranquillità”.

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Lagiornalista e la bimbaLA LIBERAZIONE – LE DICHIARAZIONI DELLA BIMBA: NON LO PERDONO, HO AVUTO PAURA – come confermato dalla stessa 14enne in Commissariato, la liberazione è avvenuta quanto Credico, oramai stanco, ha agitato il coltello verso l’alto, probabilmente con la mano destra, così facilitando l’intervento dei Nocs (“una questione di attimi” – ha detto Zendoli) che sono così riusciti a bloccare l’uomo. Attimi di paura ? “Quando mi ha detto che mi avrebbe tagliato (o bucato, tra le espressioni usate ndR) gli occhi”, ha detto la bambina. Credico si sarebbe ferito in testa con la punta del coltello, mentre la 14enne sarebbe stata colpita con il manico dello stesso coltello in testa.

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LA CITTADINANZA – A Lucera, su conferma del gente del luogo, si è assistito ieri sera ad un tentativo di linciaggio della folla contro l’uomo: “la città ha risposto compostamente – hanno detto tuttavia il vice-questore Zendoli, accompagnato dal procuratore Lucianetti – tranne una normale agitazione iniziale”.

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