Capitanata

Foggia, Consiglio di rabbia. Sì Piano Rientro. Insurrezione lavoratori Amica (vd)


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Landella protesta contro Mongelli e Piemontese (st)

Foggia – FINISCE in un’aria surreale, con consiglieri di maggioranza, gli unici rimasti in Aula, chiamati ad intervenire pur non avendo chiesto parola e con una condivisione ovvia. Finisce all’opposto di com’era cominciato, il Consiglio Comunale di Foggia che ha dato il via al Piano di Rientro targato Mongelli. Di certo, il più vivace dell’era dell’Ingegnere. Un consiglio assediato dai lavoratori di Amica, che hanno obbligato sindaco e Presidenza del Consiglio a deviare dall’obiettivo principale al futuro della municipalizzata. Un consiglio blindato, camionette della Polizia e dei Carabinieri, una trentina di componenti delle Forze dell’ordine chiamate a presidio dell’istituzione di Corso Garibaldi. Un consiglio che ha, ancora una volta, sancito la distanza fra le posizioni di maggioranza ed opposizioni, la difformità di metodo ed aspettative.

Il parere. E’ sui banchi alle spalle del sindaco, a disposizione della stampa, il ‘corpo del reato’. “Ce lo hanno sottoposto appena questa mattina, non abbiamo avuto neppure il tempo di leggerlo, di valutarlo”, grida Franco Landella. Il più votato tra i consiglieri, urla, sbraita, sbatte per due volte i pugni sul tavolo. La sua pregiudiziale è dichiarata in maniera furente. Si alza e accusa, additando una Giunta fantasma: “Vi denuncerò personalmente”. E quello che Landella chiede di leggere, il parere, è un resoconto che non risolve assolutamente nulla. Il Collegio dei Revisori del Comune di Foggia (il triduo Maiorano-Mignogna-Zichella) non solo non dice sì, ma pone le proprie riserve di fronte ad un’amministrazione monca. Scontato il no di Zichella (un consigliere di maggioranza sospira: “L’hanno messo lì a posta, in fondo”), meno scontati i grattacapi degli altri due. Il primo è abbastanza duro, anche se possibilista. “Il piano – scrive nelle motivazioni – evidenzia un rilevante sforzo disarticolato e frammentato degli Uffici dell’Ente […] senza mostrare partecipazione e responsabilizzazione sui valori indicati nelle note dirigenziali”. Il piano, rincara Zichella è “appena congruo”, sfornito “di un crono programma distinto per azioni e sub azioni”, il che pregiudica “qualsivoglia valutazione sio tempi di realizzo del piano, ovvero sulle fasi di monitoraggio da attivare, per consentire l’adozione di misure correttive, nell’ipotesi in cui dovessero riscontrarsi significativi scostamenti rispetto ai risultati attesi”. Insomma, chiosa Zichella nella relazione, “il piano presenta una realizzazione di poco superiore al 50%”. Dunque, non rispondente alle richieste della Corte.

Scontro. Opinione chiara (in parte, ma solo in parte, confermata dal presidente Maiorano e da Mignogna, altro componente, che invece chiedono interventi più mirati) che innesca polemiche nel centrodestra. Per un’ora buona, il centrosinistra è alle corde. Prima Ciccio D’Emilio (“Il piano di rientro è una finanziaria vera e propria. C’è il futuro di Foggia in gioco. Fateci rendere conto di quello di cui andiamo a discutere”), poi Leonardo Iaccarino (“Il vostro è un muro contro muro”) chiedono lumi. E tempo. Se non uno slittamento, almeno una sospensione. Eugenio Iorio, UdC, minoranza, respinge le proposte dei colleghi di banco, e lancia l’allarme alla città. “Non vi fate forti dei numeri – punta il dito contro Mongelli – Non esiste la forza dei numeri di fronte all’evidenza delle cose”. Per lui, l’evidenza è quella di una città in crisi. Economica, sociale. E politica. “Siamo indegni di rappresentare una città di 160 mila abitanti” sbotta Iorio. “Stiamo offrendo uno spettacolo indecente, una bagarre vergognosa”. Di più: “Dovrei parlare di Consiglio Comunale da Terzo Mondo, non fosse che si offenderebbe il Terzo Mondo”. Passaggio che piace ai lavoratori Amica asserragliati in Aula in massa. Iorio abbandona l’aula, la seduta si ferma per un’ora.


Resa dei conti, le urla. Uno ad uno, dai banchi si sfilano tutti. Prima l’ex sindaco Paolo Agostinacchio, che, letto il parere, sbatte la porta sul muso di Mongelli accusando di essere un “sindaco podestà” a capo di “una Giunta che non esiste”. Spiega però di “non abbandonare l’aula per diserzione” ma con “sofferenza” per “denunciare una situazione politica che vede una maggioranza trincerata contro una minoranza emarginata”. Poi, il battagliero rappresentante di Prima Foggia, Bruno Longo. “Il Ministero ci ha riso in faccia. Aspettiamo che lo faccia anche la Corte dei Conti?” Longo è un fiume in piena. Paragona Mongelli al “Comandante della Costa Crociere ammonito dall’ispettore”, ricorda il fallimento della politica urbanistica, quella che avrebbe dovuto dare ristoro alle casse e che, invece, non ha originato che lungaggini.

Quando annuncia l’abbandono dell’Aula, scoppia la rabbia dei lavoratori Amica, trincerati alle spalle dello spazio riservato alla stampa. Urlano la loro delusione, sbandierano il tradimento. Se la prendono con il presidente del Consiglio, Raffaele Piemontese, reo di non convocare una seduta monotematica sul destino dell’azienda (in realtà ci sarà e sarà mercoledì della prossima settimana, dopo l’incontro con il Prefetto Monteleone). Contro di lui e contro il primo cittadino partono raffiche di insulti. “Pinocchio”, “Bugiardo”, “Ciarlatano”. Michele Corsino, rsu Cgil chiede con forza il rispetto dei patti e del referendum dello scorso giugno. “L’Amica rimanga pubblica”, ragiona. L’Ingegnere prova a riportare la calma. Spiega che “il Comune farà ricorso contro una sentenza che riteniamo inaccettabile in molti punti”. Conferma che ci sarà la costituzione di un nuovo soggetto (la New Co). Ma i tempi ed i modi della costituzione restano ancora nell’ombra. Così la rabbia non sfuma, la tensione sfocia in urla. Maggioranze ed opposizione faticano a controbattere ai lavoratori. Poliziotti e Carabinieri monitorano e li scortano fino all’uscita.

Alla fine resta un silenzio imbarazzato, il Pdl che va via e la maggioranza che, con 25 voti (e 1 contrario, Trecca – IdV), approva il Piano di Rientro tanto agognato. Incombe la composizione della nuova Giunta. Incombono ricorsi e, daccapo, ricorsi e Tribunali.

p.f.
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Foggia, Consiglio di rabbia. Sì Piano Rientro. Insurrezione lavoratori Amica (vd) ultima modifica: 2012-01-20T19:17:11+00:00 da Redazione



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